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We blog

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di PASQUALE MALLOZZI (17 06 2009)
http://www.flickr.com/photos/emilychang
 

Qualche giorno fa in molti hanno festeggiato i dieci anni del “blog”.
In realtà il tutto era nato un paio di anni prima, ma nel giornalismo è d’uopo, come direbbe Totò, organizzare qualche compleanno come scusa per giustificare stravaganti criteri di notiziabilità.
Per non farci mancare nulla, anche noi parliamo di blog, anzi dello spazio blog di ComunicLab. Perché? Così. Nessun meccanismo di newsmaking: non siamo certamente i primi, non saremo gli ultimi, non abbiamo niente da festeggiare. Non vogliamo seguire trend o incamminarci in sentieri certi, semplicemente vogliamo inaugurare ufficialmente l’apertura di uno spazio blog all’interno della Facoltà di Scienze della Comunicazione.
Avvertenze per l’uso: per quanto ci riguarda non abbiamo formule, ancor meno magiche. Non ci interessano le regole imposte da qualche vestale della Rete, né l’internet-correct. Siamo invece fortemente interessati al dialogo e alla buona educazione dell’ascolto.
Troppo spesso anche il meno velleitario spazio “blog” si trasforma in un inutile esercizio di prosopopee contrapposte.
Sognatori convinti, vogliamo invece credere che esista sempre e comunque un luogo dove sia possibile ascoltare (o leggere) prima ancora che dar voce. Come sosteneva il buon (?) Von Neumann “... penso che sia meglio che una persona che non sente il desiderio spontaneo di scrivere su un argomento non venga indotto da circostanze esterne a farlo”. Come dargli torto. Docenti e a studenti avranno la possibilità di aprire un blog. Solo se lo riterranno opportuno e solo se avranno delle cose interessanti da dire. Le tecnologie della comunicazione, vecchie e nuove che siano, devono liberare contenuti, non fissare nuovi paletti e nuove "regole d'ingaggio". Via libera soprattutto per tutti quelli che abbiano voglia e pazienza di ascoltare. Per tutti quelli che abbiano voglia e pazienza di leggere i commenti, prima ancora che gli echi dei propri scritti.
In realtà senza proclami e senza fronzoli abbiamo già iniziato. Un po’ in sordina, perché la macchina aveva bisogno di un piccolo rodaggio.
Non abbiamo fretta. Vogliamo ascoltare tutti, oggi come domani. E volgeremo continuamente lo sguardo verso il passato. E' bene ricordarsi che gran parte delle cose importanti sono state già dette: basta solo recuperarle. A proposito:
Un essere umano è parte di un tutto che chiamiamo “universo”, una parte limitata nel tempo e nello spazio. Sperimenta se stesso, i pensieri e le sensazioni come qualcosa di separato dal resto, in quella che è una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una sorta di prigione che ci limita ai nostri desideri personali e all'affetto per le poche persone che ci sono più vicine. Il nostro compito è quello di liberarci da questa prigione, allargando in centri concentrici la nostra compassione per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza.

Albert Einstein

Grazie vecchio Albert, avremmo letto molto volentieri il tuo blog!