Il giornalismo d’inchiesta rischia l’estinzione: dopo aver abbandonato il fervore degli anni Sessanta e Settanta, ora sembra scomparire del tutto dal panorama informativo.
Motivi della crisi
“Se non si fanno più inchieste i motivi principali sono due” scrive
Vittorio Roidi in "Cattive Notizie". “Distaccare qualche redattore a fare un lavoro in profondità costa tempo e danaro; e poi aumentano le probabilità di dare fastidio a qualcuno, cosa che non rientra nei propositi della maggior parte dei giornali e delle redazioni. Dunque meglio stare fermi e limitarsi a raccontare cosa dice l’Ansa, senza scavare e cercare spiegazioni e responsabilità”.
Simile opinione quella del giornalista
Marco Guidi. Sostiene che oggi in Italia il giornalismo d’inchiesta sia una rara avis a causa dell’accelerazione dei tempi dell’informazione e “perché se un giornale fa un’inchiesta che rompe le scatole a qualcuno di potente, questo gli taglia la pubblicità. E poi le tv private sembrano preferire i reality show e la TV7 degli anni ’60-’70 che faceva ottime inchieste oggi è scomparsa.
Le inchieste portano via una valanga di tempo e di lavoro; per ogni inchiesta c’è dietro un lavoro inimmaginabile di rapporti incrociati, testimonianze raccolte, testimonianze verificate, contro testimonianze, documenti”.
Forza dell'inchiesta
Ma guardiamo l’altra faccia di questa medaglia.
“I giornalisti devono raccontare cose vere” risponde
Marco Travaglio a chi lo accusa per le sue inchieste. “Io faccio il giornalista, a me non me ne importa niente dei commenti dei politici, la maggioranza, l’opposizione facciano quello che vogliono”.
Come lui, la pensano
Milena Gabanelli e
Sergio Rizzo che focalizzano l’attenzione anche su altri aspetti, la volontà del giornalista e l’aiuto di Internet.
Milena Gabanelli
Milena Gabanelli di Report cita le parole del comico Beppe Grillo “più che la censura, in questo Paese a fare danni è il fatto che mancano i giornalisti” a cui aggiunge che “non c’è qualcuno che imponga di non fare inchieste o di farle; se si volesse fare un’inchiesta, sarebbe possibile farlo, perché le decisioni non sono cose astratte e vanno prese da uomini. Pertanto evidentemente questi uomini non prendono queste decisioni”. Anche perché è molto faticoso fare pezzi di questo tipo. Si rischia sempre di finire in tribunale o di sbagliare, “non è prendi, vai, coltello tra i denti. Noi speriamo di resistere a lungo, finché ci reggono la testa e il fisico”.
Sergio Rizzo
Ma cos’è l’inchiesta?Oggi come viene affrontata dal giornalista? L’abbiamo chiesto a Sergio Rizzo, giornalista, autore de La Casta e La Deriva e di un
blog in cui l’inchiesta è all’ordine del giorno. Un racconto che ricostruisce dei fatti che non sono chiari e Internet in questa operazione è di grande aiuto.