Kodachrome ( 1935-2009). La pellicola usata dai grandi maestri del fotogiornalismo, da Henri Cartier Bresson a Steve McCurry, esce di scena.
La Casa produttrice
Eastman Kodak di Rochester (USA) ne ha fermato la produzione e stima che le scorte correnti nei negozi termineranno agli inizi di quest’autunno.
Motivi di fine produzione
“Negli ultimi anni le vendite della pellicola si sono ridotte in modo significativo, rappresentano ormai meno dell’1% del fatturato del gruppo” spiega la Kodak " La macchina digitale è già il presente e sarà sempre di più il futuro, i fotografi la prediligono ed è inutile continuare a produrre pellicole per foto a colori che poi hanno bisogno di essere sviluppate e stampate. Quel tempo è finito. La pellicola può ormai essere considerata un oggetto da archeologia industriale". Ciò non toglie che “la pellicola Kodachrome sia un prodotto icona all'interno della imaging technology” afferma Mary Jane Hellyar, Presidente del Kodak's Film, Photofinishing and Entertainment Group “e la decisione di ritirarla sia stata difficile".
Omaggio alla pellicola
Il grande successo della pellicola era legato soprattutto alla grande qualità dei colori, la capacità di catturarli, di renderne al meglio la cromaticità e di conservarli nel tempo. Non a caso il fotogiornalista dei colori, lo statunitense
Steve McCurry avrà l’onore degli ultimi scatti con la Kodachrome. Proprio lui, l’autore della foto (ovviamente con la Kodachrome)
di Sharbat Gula,la ragazza afghana dagli occhi verdi della copertina del National Geographic del giugno 1985.
Le fotografie saranno donate al George Eastman House International Museum of Photography and Film, il museo di Rochester, dedicato al fondatore di Kodak, che espone la più grande collezione al mondo di fotocamere e artefatti correlati.
La Kodak ha già creato una
galleria di immagini scattate con la pellicola come tributo alla sua storia. Scatti di fotografi professionisti come
Eric Meola e Peter Guttman, oltre a Steve McCurry ovviamente.
Analogico e digitale
Gli amanti dell’analogica potranno ancora usare pellicole di alta qualità, la Ektachrome E100G e la Ektar 100 per esempio. Nonostante i titoli strillati di molte testate sulla sua morte del rullino, oggi sembra prematuro pensare alla sua totale scomparsa. Tuttavia sì, il segnale è forte, è in atto un cambiamento radicale, oggi la maggioranza dei fotogiornalisti si affida alle digitali.
Lo stesso McCurry
sposa la filosofia del digitale, la fotografia sperimentale e l’uso di software per il fotoritocco; afferma che già da tempo ha abbandonato il rullino così come molti dello staff del National Geographic. “Questo è il futuro” e aggiunge “il fotogiornalismo non deve temere il digitale, è un grande vantaggio. Le nuove tecnologie sono sempre una buona idea”. Perché come scrive Guglielmo Pepe, direttore della National Geographic Italia,
“Oggi, nel mondo, più di un miliardo di persone comunica attraverso la fotografia e con la rivoluzione internet e l'avvento dei telefoni cellulari, questo modo di comunicare ha superato i confini tradizionali del tempo e dello spazio”.