L'Auditel è un sistema di rilevazione “statistico e imparziale” per conoscere gli ascolti della televisione in Italia.
Statisticoperché lavora su un panel di 5.163 famiglie, un campione continuativo che rappresenta l’intera popolazione con le sue diverse caratteristiche geografiche, demografiche e socioculturali. Campione ottenuto dopo le cosiddette “ricerche di base”, indagini ripetute sulle famiglie italiane i cui risultati confluiscono in una banca dati. Da questo serbatoio un calcolatore estrae il campione del panel secondo tre criteri: la distribuzione geografica (regione e dimensione dei comuni), le caratteristiche strutturali delle famiglie (numero dei componenti, età del capofamiglia, presenza di bambini, condizione socio-economica, livello di istruzione) e le loro dotazioni televisive (numero degli apparecchi).
Oggi, il sistema si avvale di oltre 9.500 rilevatori meter, attivi su altrettanti televisori che registrano le scelte di circa 14.000 individui in ogni momento della giornata.
Il panel italiano Auditel costituisce un campione di ricerca televisiva tra i più numerosi al mondo (rapporto popolazione/meter). Ed è tra quelli che investono maggiori risorse nelle attività di controllo.
Imparziale perché, nel suo modello organizzativo, riunisce tutte le componenti del mercato televisivo: aziende che investono in pubblicità, agenzie e centri media, imprese emittenti (tv private, nazionali e locali). Una struttura tripartita di soggetti concorrenti che si riflette nella composizione del Consiglio d’Amministrazione e del Comitato Tecnico, organo di consulenza tecnico-scientifica che traccia e verifica ogni tappa di sviluppo del sistema di rilevazione.
Presupposti basilari per la credibilità della società che svolge la ricerca.
A sostegno della sua attendibilità sono le verifiche delle componenti elettroniche e delle metodologie statistiche da parte di istituti e di consulenti universitari di indiscussa reputazione, verifiche della produzione, del software e della security da parte di severe società di revisione.
Obiettivo
Auditel distribuisce al mercato i dati di ascolto conseguiti da emittenti nazionali (terrestri analogiche, digitali e satellitari) ed emittenti locali operanti in ambito regionale.
Perché rilevare il comportamento televisivo dei diversi pubblici rispetto all'offerta delle varie reti?
La ricerca sull'audienceTV, in Italia e nel mondo, risponde alla domanda di dati oggettivi a cui attenersi per la pianificazione degli investimenti pubblicitari.
In particolare, come esplicita l’Auditel, la rilevazione degli ascolti permette di:
1. pianificare gli investimenti delle aziende utenti di pubblicità;
2. valutare le “performance” dei programmi;
3. analizzare i comportamenti del pubblico;
4. fornire elementi per migliorare l’offerta televisiva.
Si tratta, insomma, di elementi di conoscenza e di valutazione utili alle aziende e al loro sviluppo, fattore vitale dell'economia del Paese.
Strumenti di rilevazione
Lo strumento chiave della rilevazione è il meter, una piccola apparecchiatura elettronica posta sul televisore. Memorizza in modo automatico, minuto per minuto, le scelte televisive dei diversi componenti delle famiglie campione: di ciascun televisore presente in casa, riconosce il canale su cui è sintonizzato e quanti sono in funzione. L’ascoltatore, da parte sua, interagisce con il push-button, un particolare telecomando. Le informazioni sono raccolte ogni giorno, tra le 2 e le 5 del mattino, da un calcolatore centrale.
L’ascolto dell'intera giornata televisiva successivamente viene incrociato con gli orari di inizio e fine dei programmi. In questo modo, il risultato di un programma non può essere predeterminato.
Cosa non fa Auditel
Il lavoro del meter mira a rilevare nel modo più oggettivo possibile la visione della televisione in Italia. Non è invece interessato a conoscere il gradimento dei programmi né a ideare una modalità di una loro votazione da parte delle famiglie campione. “Sarebbe metodologicamente scorretto trasformare il campione in un tribunale che dà giudizi che vanno oltre le sue semplici scelte. Nessuno di noi quando guarda la televisione dà voti ai programmi. Ci limitiamo a guardarli se ci piacciono. Votare toglie quella naturalezza di comportamento che il campione dovrebbe avere al massimo grado”, così spiega la società. E aggiunge” Indagini di tipo qualitativo di Auditel sono le benvenute. Ad essi potranno essere rivolte domande sulla soddisfazione di un programma o su aspettative diverse. Ciò viene, peraltro, già fatto da ricerche interne svolte da RAI e Mediaset per ragioni editoriali”.
Accuse
A chi muove accuse di manipolazione o di erronee rilevazioni l’Auditel risponde.
“Auditel è soltanto un onesto termometro statistico, non è la televisione. Il nostro scopo è tutt'altro che una sorta di autocertificazione della televisione rivolta alla "massificazione" degli ascolti, come qualcuno si ostina e credere. Al contrario Auditel registra, implacabilmente, le scelte di chi vede e accerta chi non vede. Auditel non "fa" la televisione, semmai la "fotografa". Non la scrive, semmai la descrive. Ed è la gente, e non certo l'Auditel, che fa il suo palinsesto, ogni giorno, attraverso il telecomando. Troppo spesso si scambia lo strumento di conoscenza con l'oggetto di osservazione di quello strumento”.