Share, meter, audience, penetrazione: in una parola AUDITEL
Share, meter, audience, penetrazione: in una parola AUDITEL
Share, audience, penetrazione, da vent’anni la guerra dell’audience orienta il modus operandi della televisione italiana, in un meccanismo discusso da più parti dove i controllati sono anche i controllori.*
L’esperienza Auditel italiana si inserisce nel filone degli studi longitudinali sul pubblico televisivo che utilizzano la tecnica del panel.
Cos’è un panel? L’obiettivo delle ricerche basate sul panel è quello di definire le dimensioni e la struttura del consumo televisivo ed allo stesso tempo i cambiamenti di “dieta mediale” in termini di quantità di televisione e di scelte. La tecnica del panel prevede la costruzione di un campione di cittadini rappresentativo della popolazione che si vuole studiare. Nel tempo le rilevazioni vengono effettuate sugli stessi soggetti appartenenti al campione, in modo tale da poter studiare le dinamiche del consumo nella loro continuità. Nel corso degli anni alcuni partecipanti al panel vengono sostituiti perché non hanno più interesse nei confronti del panel, perché non hanno più tempo a disposizione per partecipare al panel, perché cambiano le caratteristiche, le abitudini di vita e di consumo dei cittadini, perché potrebbe venir meno la spontaneità nel partecipare ad un’indagine che si ripete nel tempo.
Quando nasce Auditel? Auditel nasce nel 1984 a Milano per rilevare in maniera obiettiva ed imparziale i dati sull’ascolto televisivo italiano. I rilevamenti iniziano nel 1986. Nella prima fase del lavoro è stato individuato il panel. Per fare questo sono state utilizzate ricerche sociologiche e di mercato che hanno coinvolto circa 41.000 famiglie, da cui è stato estratto in modo anonimo e casuale un gruppo ristretto di appartenenti al campione. Le ricerche vengono aggiornate semestralmente per continuare a garantire la rappresentatività del panel che ogni anno subisce un rinnovo del 25%. La proprietà della società è divisa in quote del 33% per le tre componenti fondamentali: televisione pubblica (RAI), emittenza privata (reti nazionali ed emittenti locali), aziende che investono in pubblicità (UPA) con agenzie e centri media; il restante 1% è di proprietà della Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG).
Cosa misura? Auditel rileva: gli ascolti televisivi, minuto per minuto, relativi a programmi, break e spot pubblicitari trasmessi dalle emittenti nazionali e locali in Italia; gli ascolti degli ospiti; tutti i modi di trasmissione (via etere, satellitare, digitale terrestre); gli ascolti delle famiglie, intese come nucleo di persone che convivono sotto lo stesso tetto e con capofamiglia residente in Italia, gli ascolti degli individui qualora siano presenti nella stanza dove è situato il televisore e siano effettivamente all’ascolto (incluso l’utilizzo di Televideo/Teletext). Non vengono misurati invece tutti gli ascolti esterni all’abitazione principale e quelli relativi ai bambini con età inferiore ai quattro anni, quelli relativi ad emittenti italiane rilevate in altri Paesi e infine quelli di collettività.
I dati Auditel rileva tutte le emittenti televisive che ne fanno richiesta.
Il Meter I dati d’ascolto sono raccolti tramite il meter. Si tratta di un apparato elettronico formato da tante unità di identificazione quanti sono i televisori in funzione nell’abitazione dei soggetti che appartengono al campione. Oggi si parla di meter di “terza generazione”, ovvero apparecchiature multiprocessore, molto facili da installare, non invasive, disposte per collegamento GSM e che possono essere dotate di sensori passivi di movimento. I meter UNITAM (basati sull’audio matching) raccolgono, nelle famiglie campione, tutte le tracce audio digitalizzate prodotte dagli atti di ascolto. Il meter è composto da tre unità: unità di identificazione, che riconosce e registra il canale televisivo fruito da ogni apparecchio presente nella famiglia (tv, videoregistratore, dvd, ricevitore per tv satellitare e digitale terrestre, play station); telecomando, che segnala le presenze individuali per ciascun televisore, attraverso tasti assegnati a ogni componente della famiglia e a eventuali ospiti; unità di trasmissione, che raccoglie i dati da tutti i televisori ritrasmettendoli al calcolatore centrale via linea telefonica o GSM. Le informazioni raccolte ogni giorno, tra le 2 e le 5 del mattino, sono elaborate dal computer centrale e diffuse alle 10 del mattino successivo.
I dati di base, concernenti il comportamento giornaliero, settimanale, mensile ed annuale, sia a livello regionale che a livello nazionale, vengono diffusi tramite i vari mezzi comunicazione e tramite Internet. Per le elaborazioni più avanzate invece, i dati di base vengono forniti a contratto agli enti/agenzie che li richiedono.
Come leggere i dati I dati vengono presentati nella loro forma di base, ma spesso sono anche sintetizzati in indici statistici, che l’Eurovisione ha approvato come validi ed attendibili. Tali indici vengono calcolati sia sul dato quotidiano che su aggregati temporali maggiori. Tra i principali vi sono: audience media: numero medio dei telespettatori di un programma, è pari al rapporto fra la somma dei telespettatori presenti in ciascun minuto di un dato intervallo di tempo e la durata in minuti dell’intervallo stesso. Share: rapporto percentuale tra gli ascoltatori di una certa emittente e il totale degli ascoltatori che stanno guardando qualunque altro programma sulle diverse reti. Penetrazione: rapporto percentuale tra gli ascoltatori di una certa categoria e il loro universo statistico di riferimento. Contatti netti: sono tutte le persone, diverse fra loro, che vedono almeno 1 minuto di un certo programma, si contano una volta sola. Minuti visti: è il numero medio di minuti visti dai telespettatori per ogni programma, è pari al rapporto tra l’ascolto medio di quel programma, moltiplicato per la durata e diviso per i contatti netti. Permanenza: è un indicatore della fedeltà di visione, si ottiene come rapporto percentuale tra il numero di minuti visti in media dagli ascoltatori di un certo programma e la durata dello stesso.
La contestazione dei dati Auditel Spesso i dati Auditel, così come il campione usato per la rilevazione (secondo Roberta Gisotti, autrice de “La favola dell’Auditel” si tratta di un campione di consumatori e non di cittadini-utenti, per nulla rappresentativo della popolazione italiana dal momento che su 10 famiglie contattate solo 1 accetta di porre il meter sul proprio televisore), sono stati - e continuano ad esserlo - oggetti di contestazione e critiche. A dare inizio alle contestazioni è stata un’inchiesta di Giulio Gargia sul settimanale “Cuore”. Gargia intervistò nella circostanza una ventina di famiglie appartenenti al panel Auditel, dalle cui testimonianze emersero delle clamorose distorsioni nell’uso del meter. Dall’inchiesta è nato poi un video talk show dal titolo “Gli ammutinati dell’Auditel”. Gargia è anche autore del libro “L’arbitro è il venduto” dove il giornalista mette in evidenza le tante contraddizioni del sistema dell'Auditel emerse in questi anni, e soprattutto, l'elemento di scarsa trasparenza su cui si regge l'Auditel ma anche l'AudiRadio e l'AudiWeb. A proposito di anomalie e distorsioni, un caso emblematico finito sulle pagine dei più importanti quotidiani italiani risale al 15 luglio 2000. Secondo i dati Auditel tra le 21.03 e le 21.18 più di tre milioni di italiani erano sintonizzati su RAI Uno. In realtà a quell’ora sui monitor di RAI Uno, dopo l'interruzione per pioggia di un programma all'aperto condotto da Mara Venier e Katia Ricciarelli, è andato in onda l’orologio del segnale orario per oltre 15 minuti.
*Le fonti utilizzate per la redazione di questo articolo sono “Il pubblico dei media. La ricerca nell’industria culturale” a cura di Marino Livolsi, “La favola dell’Auditel”di Roberta Gisotti ed il sito ufficiale di Auditel www.auditel.it
Auditel
Gentile Roberta Genghi, mi rallegro sempre davanti ad articoli che parlino dell'Auditel anche se sovente - come nel suo caso - in modo sommario funzionino da cassa di risonanza delle informazioni ufficiali fornite dalla stessa società Auditel. Le fa comunque merito avere citato il mio libro e quello del collega Gargia, seppure devo corregerla che ad avere per prima contestato pubblicamente l'inaffidabilità dei dati Auditel sia stata io con una lettera aperta del primo gennaio 1997 - riportata nel libro - quindi in data antecedente l'inchiesta di "Cuore". La mia lettera fu ripresa da molti organi stampa aprendo il caso della credibilità dell'Auditel, da allora mai più riconquistata, nonostante questo 'patto' a tutt'oggi resista, in mancanza di un nuovo accordo tra le parti e sebbene già l'avvento del satellitare ed oggi del digitale rendano questo sistema di rilevamento del tutto anacronistico, rispetto alla tecnologia trasmissiva. Con l'augurio che possa approfondire il tema, le invio cari saluti, Roberta Gisotti www.robertagisotti.it
Mi scuso per l'errore e la
Mi scuso per l'errore e la ringrazio vivamente per il suo intervento. Cordiali Saluti Roberta Genghi