Il nonno, la tv digitale e il super nipote
Il nonno, la tv digitale e il super nipote

Lo switch over laziale dello scorso 16 giugno ha fatto le prime vittime: sono gli over 65. Disinformati, spesso ostili alla tecnologia, i nonni, hanno già “rinunciato” a Raidue e Rete 4 e si preparano ad un vero e proprio “bagno di sangue” in vista dello switch off definitivo del prossimo autunno. Nel frattempo la share è andata a picco e anche Raiuno ha cambiato le sue frequenze. Solo una persona può sistemare l’intera situazione: il Super Nipote!
C’è poco da fare: la televisione è da sempre un rifugio per gli anziani italiani. Soprattutto quando il caldo estivo li obbliga alle quattro mura domestiche, quel tubo catodico diventa una finestra sul mondo che rende la reclusione del nonnino un po’ meno drammatica.
Ma cosa succede quando la più cara alleata cambia le carte in tavola? Cosa accade quando al posto del “secondo canale” e del “quattro” lo schermo riproduce quello che in gergo viene chiamato “neve”? La soluzione esiste e si chiama nipote.
Questa figura mitologica riuscirà a raggiungere in breve tempo l’abitazione del nonno in difficoltà e, grazie ad una “scatoletta magica”, ripristinerà la situazione rendendo di nuovo visibili Raidue e Rete 4.
Leggende a parte, il caos post switch over nel Lazio non si è ancora ripristinato. A farlo presente è un articolo de il Sole 24 Ore che parla di una sensibile riduzione negli ascolti televisivi dopo il 16 giugno.
Gli spettatori persi sono stimati nella cifra di un milione duecentomila (1.200.000 !!!). Una riduzione che più che all'attrazione dei nuovi canali digitali sembra dovuta proprio alla difficoltà di ritrovare le due reti generaliste nel mondo digitale.
Nel dettaglio Raidue, che su territorio nazionale ha una share media del 7,9%, nel Lazio è scesa al 5,3%. Và anche peggio a Rete 4: il canale Mediaset, che possiede anch’essa una quota d’ascolto del 7,9% ha visto portare la media regionale al 3,9%. Entrambe le reti perdono oltre il 45% dei loro ascolti.
I canali digitali del resto crescono di valore, l'offerta di Rai Digitale, ad esempio, che in Italia pesa per l'1,5% nel Lazio vale il 2,5% e Boing, canale gratuito Mediaset del digitale terrestre produce nel Lazio una quota dell'1,1% contro lo 0,7% del resto d'Italia.
L'insieme di tutti i canali satellitari, free e pay, Sky e non, passano dall'11,5% dell'Italia al 17,4% del Lazio e tra i canali a pagamento che pesano più nel Lazio che nel resto del paese, troviamo, tra gli altri, Disney, Fox e quelli a marchio Sky.
Come se non bastasse, a rendere più complicata l’estate del nonno teledipendente, Raiuno
dallo scorso 20 giugno ha deciso di cambiare le proprie frequenze per far spazio ad Europa 7.
Il risultato? Nelle migliori delle ipotesi il canale nazionale per eccellenza si vede in bianco e nero; in altri casi invece non si vede per niente ed è necessaria una nuova sintonizzazione.
Insomma, la morale è semplice: se anche voi avete a cuore la salute psichiatrica del vostro nonno, indossate il mantello e volate verso la loro abitazione. Armatevi di telecomando, tanta buona pazienza e del manuale d’installazione della tv. Il simpatico vecchietto, dall'alto della sua sedia a dondolo, vi ringrazierà.
VHF, non RAI Uno.
Non è vero che "Raiuno dallo scorso 20 giugno ha deciso di cambiare le proprie frequenze per far spazio ad Europa 7". Questo è quanto scritto dai giornali che evidentemente, per motivi che non indagheremo, hanno trasformato la realtà a uso e consumo dei propri bisogni: la realtà è che la banda VHF è stata "ricanalizzata" e non per fare spazio a Europa 7 ma per armonizzarla con il resto d'Europa. Avete presente il problema "chiedere aiuto alla Germania"? altra "imprecisione" dei giornalisti generalisti. La banda VHF, naturalmente, non è di proprietà RAI e non dipende da RAI e non è stata "ricanalizzata" da RAI.