Facebook, Sex and the City
Facebook, Sex and the City

“Sesso, denaro, genio e tradimento” sono le parole che compaiono sotto il titolo di "The Accidental Billionaires", libro sulla storia della nascita di Facebook, che uscirà negli USA il 14 luglio 2009, prima del previsto, per Doubleday. Un successo e un terremoto annunciato.
La storia del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, e la sua combriccola di amici informatici, la conosciamo tutti, ma a quanto sostiene Ben Mezrich, biondino quarantenne, laureato ad Harvard, con gli occhialini da intellettuale, la storia nasconde, sulle origini, alcuni segreti.
Nel suo libro The Accidental Billionaires, 227 pagine, pronto a diventare film prodotto da Kevin Spacey e diretto dal David Fincher, troveremo “la vera storia, che non potrà essere letta altrove”. Mezrich sostiene che "Zuckerberg ed Eduardo Saverin, il suo amico, non erano abbastanza cool per stanare le ragazze più belle del campus nella vita reale - ma nel mondo virtuale, beh, lì non c'era nulla in cui non potessero riuscire. Così cominciarono a coltivare l'idea di un sito che raccogliesse tutte le ragazze di Harvard. Usando le doti di hacker, Mark si infiltrò nel sistema dell'università e scaricò le foto di ammissione di tutte le ragazze. Eduardo lo aiutò a costruire un programma che tenesse in ordine le foto rubate: lo chiamarono FaceSmash, e non faceva altro che far comparire due foto di ragazze sullo schermo. Tu cliccavi su una delle immagini, e un complesso algoritmo cominciava a ordinarle in una classifica di attitudine sexy. Nel giro di due ore l'80 per cento della popolazione maschile della scuola aveva votato, mandando in tilt il sistema informatico di Harvard".
Zuckerberg, già finito in una lista dell'Fbi per essersi infiltrato in un sito governativo, ai tempi delle superiori, si sarebbe addirittura nascosto sotto il divano di una studentessa per mettere sul web il suo incontro clandestino. Lui e i suoi amici volevano sfuggire alla nomea di nerds, i ragazzi secchioni. A raccontare aneddoti inquietanti sulla vita di Zuckerberg e a rivelarne la personalità ambigua è, l'ex compagno di scuola, Eduardo Saverin, che assieme a lui ha condiviso esperienze particolari, riportate nel libro.
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Gli accusati, come immaginabile, stanno cercando di minimizzare. Negli Stati Uniti, però, la situazione sta diventando molto seria. Come afferma Mezrich: "Ci sono varie forme di non-fiction. I miei libri sono non-fition", lui sostiene di aver solo riportato la storia che è stata raccontata da più fonti (fonti che avrebbero qualche risentimento nei confronti di Mark). I sui libri sono pubblicati sotto la categoria non-fiction, sono reportage in cui l’autore dà ai lettori la “verità”, nonostante, però, una contro inchiesta del Boston Globe abbia smontato il suo precedente best seller Bringing Down The House - libro che ha ispirato il film Las Vegas 21.
Se bene qualcuno lo accusi di scrivere romanzi e spacciarli per inchieste, Ben Mezrich non sembra preoccupato e si sente forte dei propri successi nelle classifiche.
In tutto questo Mark Zuckerberg non ha voluto dire la sua. Un caso?
Sotto il divano
Adoro i libri che smontano i miti...e comunque: quale sarebbe la colpa? Sotto quel divano Zuckerberg ci ha semplicemente infilato un centinaio di milioni di persone!