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Una voce nera

Da via Salaria in libreria

Una voce nera

di NELLO TROCCHIA (13 07 2009)
http://www.flickr.com/photos/g_u/
 

Nello Trocchia ha studiato in via Salaria 113. Ha collaborato con un po' di giornali (Liberazione, il manifesto, La Voce della Campania, Calabria Ora, L'espresso) ha dato una mano a mettere su Mediazone. Si è laureato, ha continuato a scrivere. E la sua tesi è oggi un libro, Federalismo Criminale, e un esempio per studenti e giornalisti. 

Federalismo criminale è il mio primo libro. Racconto 17 anni di applicazione dello strumento di scioglimento dei consigli comunali per infiltrazione mafiosa. Faccio parlare i numeri per avere l’ imprimatur sociologico. Sono 185 i decreti di scioglimento dal 1991 al dicembre 2008, il 68% sciolti per ragioni di devastazione ambientale con la Campania che detiene la maglia nera degli azzeramenti.
Ecco l’imprimatur sociologico. Questo libro nasce dalle aule di via Salaria 113 e dalla cattedra di Etica e deontologia professionale. Un nome roboante per un corso che, dalla filosofia alla pratica, mi ha restituito incontri e  riflessioni su un tema che il giornalismo di oggi deve rilanciare.

 Il professore Gian Piero Jacobelli mi chiese "ma la tesi su cosa vorrebbe farla?" e io risposi ‘sui comuni sciolti per mafia’. L’idea bisogna plasmarla, altrimenti resta in aria, afferrarla, riportarla in terra, passare dalla potenza all’atto. Fatica, impegno e l’idea si plasma, come ammasso di gesso prende forma. La mia tesi prese forma. Titolo "La voce nera" per richiamare l’attenzione su notizie, quelle degli scioglimenti, confinate ai margini dei giornali e trascurate dalla grande stampa. La contraddizione tra la capacità di irrompere nella vita quotidiana della mafia sotto casa e la distanza di politica e informazione da quella realtà. Il ‘simulacro’, riprendendo Badiou, speculando tra il ‘tradimento’ e il ‘disastro’. Se ha preso forma a via Salaria 113, lo stimolo/cue ( per usare un altro indicatore preso in eredità dalla mia facoltà) è arrivato dalla mia terra di origine il nolano, in provincia di Napoli. Vale come stimolo dirompente scoprire di vivere sotto scacco con due superlatitanti, i fratelli Russo, che soggiogano e infestano il tuo territorio demolito da scarichi tossici, nefandezze e pattume a volte a forma di sacchetto, altre volte a forma umana. Dopo la tesi, menzione al premio Siani, il libro. Leggere e osservare. Leggere e incamerare, come una spugna assorbire. Ho unito all’approccio sociologico l’analisi e la ricerca giornalistica che ha quasi divorato l’impianto iniziale della tesi.
E così Federalismo criminale.
Ma tutto nasce da quelle parti tra Piazza Fiume e viale Regina Margherita e, ricordando gli inizi, tra i cinema di mezza Roma dove, stipati, si faceva lezione.
Resta la massima: bisogna studiare… studiare per plasmare. Una regola aurea che vale ancor più dopo aver scritto il mio primo libro.  

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