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Au revoir, paparazzi!

In Francia, calo delle vendite per le riviste rosa

Au revoir, paparazzi!

di ALESSANDRA MASSA (18 08 2009)
http://www.flickr.com/photos/monsieurcre/2514924440/

Il gossip transalpino arranca. Tra lettori in fuga, pubblicità che latita ed editori con il terrore dei tribunali. E i poveri paparazzi sono costretti a rifugiarsi su tappeti rossi, sperando nello scatto fortunato.

 

 

 

 

STAMPA ROSA IN ROSSO. A quanto pare, divi e starlettes d’Oltralpe potranno godersi le loro meritate vacanze senza il timore del peggiore incontro che si possa fare in spiaggia: il paparazzo.
Il rischio di ritrovarsi sulla copertina di qualche rivista scandalistica, dedita alla cronaca rosa o al più becero pettegolezzo è, infatti, minimo. E non per un ritrovato culto della privacy: ancora una volta, è la crisi economica a dettare le linee di tendenza.

D’altra parte i numeri parlano chiaro. Le cifre di vendita mostrano un vertiginoso calo delle riviste di gossip nel primo trimestre del 2009: Gala vende il 20,7 % in meno, - 18,3% per Voici, -14,2% per Closer, -10,5% per Public, -20,54% per VSD. E comincia a latitare anche il mercato pubblicitario: gli investimenti nella stampa periodica sono diminuiti del 13%.
 
TRIBUNALI, CHE PAURA! Così, quando bisogna tirare i cordoni della borsa, sono le paparazzate a essere messe in discussione. Perché a costare non sono solo gli scatti buoni, ma anche le spese legali che possono scaturirne.
Gli editori hanno sempre considerato gli incontri ravvicinati con gli avvocati tra i rischi del mestiere, e sono abituati ad affrontarne i costi: il gruppo Prisma, che comprende testate come Voici, Gala e Vsd, sborsa circa 5 milioni di euro all’anno per le condanne giudiziarie. Denaro pesante, quando le vendite cominciano a calare. Quindi, se proprio si deve essere trascinati in giudizio, che sia almeno per uno scatto spettacolare.
 “Le riviste hanno una nuova politica, sono più esigenti, e acquistano meno foto”, dichiara a Slate.fr William Abenhaim, fotografo e autore di un libro dal titolo eloquente, Professione Paparazzo.
Dopo mesi e mesi di scatti, alcune celebrità non interessano più i lettori: i fotografi, provvisti di materiale che solo qualche tempo prima sarebbe valso loro una bella somma, il più delle volte escono dalle redazioni con i negativi invenduti.
 
NUOVI PERIODICI E DIVI FURBI. Senza sottovalutare il fattore concorrenza. L’arrivo nelle edicole di nuove riviste ha moltiplicato gli interlocutori dei paparazzi, che per qualche tempo hanno potuto tirare sul prezzo delle foto a loro vantaggio. Ma con la crisi, la bolla è scoppiata: e, come al solito, c’è stato qualcuno pronto ad approfittarne. Le celebrità stesse, ad esempio, che hanno imparato ad alzare la cornetta, contattare il fotografo e fissare un appuntamento. Scatti rubati col consenso della vittima, che intasca metà della cifra destinata al paparazzo, con il giubilo delle riviste, che vedono svanire le rivalse giudiziarie.
Quando le foto arrivano a essere pagate il 60% in meno, poi, il professionista del gossip comincia a domandarsi se ne valga veramente la pena di combattere con lunghi pedinamenti, armamentari degni di James Bond, placcaggi costosi. Non resta che dedicarsi solo ai tappeti rossi e alle occasioni ufficiali. Con il dispiacere della casalinga disperata, orfana del look scomposto o dei chili di troppo del volto noto di turno.
E poi, alcuni periodici virtuosi cominciano a fare scuola: magazines come Oops e Public dimostrano che, per affrontare il mercato, non c’è bisogno di pubblicare istantanee trafugate. Basta trovare un tema (i complessi delle star, le partenze dei vip) e affinare la ricerca negli archivi fotografici: minima spesa, massima lontananza dai tribunali.
 
ALLA RICERCA DELLO SCATTO PERDUTO. Eppure, gli amanti delle riviste da sala d’attesa, possono star tranquilli. Perché editori e direttori dei periodici dedicati al gossip sono ancora disposti a tirar fuori un bel po’ di denaro per lo scoop dell’estate. Che in Francia, ça va sans dire, significa procurare uno scatto succulento che ritrae uno dei protagonisti del feuilleton più chiacchierato di fine Duemila, quello di scena all’ Eliseo: una prodezza di Sarkozy, un nuovo fidanzato per Cécila, o la misteriosa metà di Rachida Dati. Una foto di Ségolène Royal con un nuovo compagno, ad esempio, potrebbe fruttare al fortunato fotografo tra gli 80.000 e i 100.000 euro. Una cifra che solo un gigante come Paris Match riuscirebbe a racimolare.
I famosi di serie A, quindi, continuano a tremare e a temere gli scatti ficcanaso. Per gli altri, tranquillità assicurata. Almeno fino alla ripresa economica.


Fonti: Slate.fr, Stratégies.fr, Marketing-professionel.fr