Big Brother, si chiude
Big Brother, si chiude

All'indomani dell'edizione meno vista della storia britannica del programma, il colosso Grande Fratello chiude i battenti. E ora, cosa andrà in onda nelle 200 ore lasciate libere dagli inquilini più famosi dell'etere?
Grande Fratello?
No, grazie: siamo inglesi. Cala il sipario sul più famoso e longevo reality show della tv britannica. Dopo una decade di programmazione, a lanciare il solenne annuncio è l’emittente Channel Four: quella prevista per la prossima estate sarà l’ultima edizione, la numero undici. La sorpresa è arrivata durante la presentazione dei programmi dell' autunno: alla Endemol non sarà rinnovato il contratto per la produzione del più noto tra i reality show. Agli appassionati non resta che consolarsi con l’ultima edizione del Celebrity Big Brother, prevista per gennaio, dove a essere rinchiuse nella gabbia dorata sorvegliata dalle telecamere ci sono i famosi, o presunti tali.
Così, mentre da noi Canale Cinque continua a scommettere sul reality, tanto che ci si prepara per un’ edizione che si preannuncia già logorante (da tre mesi di reclusione si passa a cinque); in Gran Bretagna è giunta l’ora di spegnere il programma. Colpa del calo di spettatori: dal picco di 8 milioni di spioni raggiunto nel 2002 ai due milioni di affezionati che hanno seguito il programma nel 2009.
E ora Channel Four si dà da fare per sostituire il Grande Fratello: dalle ceneri del programma sembra stia per nascere una delle stagioni televisive più promettenti degli ultimi anni, si premurano di rendere noto i dirigenti dell’emittente britannica. Chiudere una trasmissione ingombrante come il re dei reality, infatti, significa aprire una falla enorme nella programmazione: nel 2011 ci saranno da riempire 200 ore di airtime televisivo. Per fare ciò, largo ai creativi e agli investimenti: è già preventivata la spesa di 20 milioni di sterline in più, per fiction evento e per programmi che ammiccano ad un pubblico giovane.
Diciotto mesi per salvare il palinsesto. È questa l’emergenza che si prepara ad affrontare Julian Bellamy, direttore di Channel Four. “Il Grande Fratello è stato il nostro programma più influente e popolare durante l’ultima decade. Lascerà un vuoto enorme, e riempirlo coinvolgerà la revisione creativa più fondamentale della nostra storia”, dichiara in un'intervista al Guadian. Innegabilmente, il reality è stato uno dei programmi più incisivi degli ultimi anni. Purché se ne parli, diceva qualcuno: e non si può non dire che non se ne sia discusso, anche nei salotti buoni. E non si può negare che abbia toccato alcuni nervi scoperti della società contemporanea: dalla cultura (?) giovanile, alle diversità razziale: paese che vai, dinamiche tra coinquilini che poi non cambiano più di tanto. Ecco perché l’annuncio della chiusura della casa lascia i dirigenti dell’emittente in balia di una strana ambivalenza emotiva: se da una parte c’è l’euforia per l’affrancamento da un imponente carrozzone che non può fare a meno di trascinare con sé polemiche, critiche e lamentele, dall’altra c’è l’horror vacui, in un mondo televisivo che non è più lo stesso da quando sì è preteso di mostrare agli spettatori la realtà, vera o presunta.
Il reality dalle uova d'oro. Kevin Lygo, direttore dei contenuti della televisione britannica, dichiara che l’emittente, dal Grande Fratello, ci guadagna ancora, nonostante il massiccio calo degli ascolti, e che non sarebbe stato impensabile rinnovare il contratto con la Endemol ben oltre il 2010. Inoltre, ha aggiunto, non sarà di certo la soppressione del programma a risolvere i problemi di Channel Four, alle prese con 125 milioni di sterline in meno da spendere per la programmazione rispetto allo scorso anno, e con l’incognita del calo della pubblicità sulle reti generaliste. Alla fine, il reality show era un bel pozzo di denaro al quale attingere: nel periodo di massimo splendore, dal 2002 al 2006, ha generato 88 milioni di reddito l’anno, 68 milioni di sterline di guadagno netto.
Certo, dopo un feroce braccio di ferro con la Itv per l’acquisizione del format, e un contratto rinnovato con la Endemol nel 2006 per 180 milioni di sterline, tentare di far cassa con il programma sembra il minimo. Soprattutto quando il successo diventa un’arma a doppio taglio: oltre agli ascolti sempre più insoddisfacenti, arrivano anche i critici ad accusare quello che rimane, comunque, lo show di maggiore successo commerciale di Channel Four, colpevole di allontanare troppo l’emittente dalla retta via auspicata per una tv generalista, per di più servizio pubblico.
Scenari e format tutti da guardare si affacciano sui teleschermi d’Oltremanica: chissà se, per la vecchie emittenti, possa finalmente iniziare una nuova era, “reality-free”.