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A Londra l’opera è made in Twitter

Romanzi di collaborazione nell’era del micro-blogging

A Londra l’opera è made in Twitter

di EMANUELA BASILE (07 09 2009)
www.twitter.com

Sabato scorso, il 5 settembre, alla "Royal Opera House" di Londra è andata in scena un'opera davvero particolare!

Circa un mese prima, agli inizi di agosto sul blog http://royaloperahouse.wordpress.com/ appariva questo annuncio:
Ciao, e benvenuti alla Royal Opera House blog. Purtroppo, non sono stato molto bravo a bloggare in passato, ma abbiamo appena iniziato un nuovo progetto del quale siamo molto entusiasti, e che ci auguriamo possa far respirare un po’ di vita nuova in questo vecchio blog.


Stiamo lavorando con il Twitterverse per creare la trama di una nuova opera, che verrà effettuata nel corso del weekend di Deloitte Ignite (4, 5, 6 settembre 2009). Stiamo esaminando come in breve, con il contributo di 140 caratteri, uniti con gli altri, si possa creare una narrazione non lineare. Il nostro direttore dell’opera misteriosa bloggherà regolarmente qui gli aggiornamenti sulla storia, oltre ad offrire i suoi pensieri su come la storia può combinare con la musica, la recitazione e il canto per diventare un pezzo finito.
Il nostro esperimento “Twitter Opera” inizia il 3 agosto 2009. Se volete contribuire, potrete Tweetterare la vostra linea della storia a @ youropera o visitare
www.twitter.com/youropera. La storia inizia così:
Una mattina, molto presto, un uomo e una donna stavano, a bracceto, a Covent Garden di Londra. L'uomo si voltò verso la donna e cantò...

Nello sforzo di avvicinare altre persone all’ Opera, che soffre a volte di elitarismo, il mondo della Royal Opera House si allontana - temporaneamente - dai classici talenti di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini, dando la penna del compositore a chiunque navighi in internet.  Per partecipare, infatti, bastava avere un account su Twitter.

L'autore John Lloyd Davies ha letto i migliaia di tweet inviati sul sito www.twitter.com/youropera e ne ha selezionati un centinaio, il 2-3% del totale, «cercando due cose – ha spiegato dopo la premiere di sabato pomeriggio -. Prima di tutto, avevo bisogno di dialogo tra i protagonisti. Seconda cosa, ho cercato elementi che tenessero insieme la storia». Impresa non facile.
Così Lloyd Davies  ha selezionato i contenuti per un totale di 12 scene e li ha sottoposti ai compositori Helen Porter e Marc Teitler, che hanno inventato la musica  e creato effetti umoristici.

Il risultato è una trama poco coerente, ma molto divertente. C’è la tendenza a sdrammatizzare e la possibilità i riuscire a amalgamare il tutto con la musica. La rappresentazione, con replica domenica prossima, sembra aver avuto successo e dai commenti sul web, si spera che esperimenti del genere siano ripetuti.
 

Link per approfondire