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Persi nella rete?

La lista del Daily Telegraph. Quando il web cambia la vita.

Persi nella rete?

di ALESSANDRA MASSA (08 09 2009)

L’operazione nostalgia, questa volta, la tira fuori il Daily Telegraph. È passato qualche anno dalla rivoluzione Internet, e molte sono le vecchie usanze fatte fuori dalla sequenza di zero e uno.

 

 

 

 



Oggetti mandati a prendere polvere in soffitta. Abitudini che diventano costumi da vagliare con l’occhio dell’antropologo. Perché il web ha cambiato anche le piccole cose.
E gli elenchi telefonici finiscono al macero intonsi, perché nessuno li consulta più.


Gli orologi diventano semplici accessori di moda, i negozi di musica abbassano le serrande. Le redazioni dei giornali, anche famosi, si svuotano.
Diventa un vezzo anche l’essere puntuali: se prima non c’era modo di avvertire chi ci aspettava, ora basta un sms, inviato 5 minuti prima dell’ora x, per comunicare il nostro ritardo.
E il postino non suona più due volte, visto che le romantiche missive non le invia più nessuno. Per non parlare degli album fotografici: le foto delle vacanze sono tutte su Facebook, con buona pace degli amanti del rito della diapositiva.
Spariscono anche le discussioni civili: davanti allo schermo del pc, tutti si trasformano in battaglieri difensori della propria opinione, avari di buone maniere. Flaming, lo chiamano gli esperti,una specie di delirio d’onnipotenza telematico.
Addio memoria, quando il mondo è a portata di Google. E fine degli interrogativi sulle celebrità, sul genere “E' sposato? Sarà morto? No, l’ho visto ospite da Costanzo”, sedati da una breve ricerca su Wikipedia.
Tutto, magari, mente si saluta anche la pausa pranzo al bar sotto l’ufficio. Pranzo frettoloso consumato davanti alla scrivania, per poter essere finalmente liberi di chattare senza l’incubo del capo che spunta alle spalle a tradimento.
E così, i redattori del Daily Telegraph si sono divertiti a racchiudere in una lista un mondo amarcord che si sottomette alle regole del web, sempre più a portata d’umano.