Italia, libertà vigilata
Italia, libertà vigilata

Il 21 ottobre Reporters sans frontieres ha pubblicato l'ottavo rapporto sulla libertà di stampa nel mondo. Preoccupante la situazione del continente europeo. Male l'Italia che scende alla 49esima posizione. Balzo in avanti dell'Usa grazie all'"effetto Obama".
La libertà di stampa è una tematica tutt’oggi molto controversa. La conquista dello Stato Liberale col tempo si è evoluta e ha abbracciato vari e nuovi aspetti. Dal diritto-dovere di informare e di manifestare liberamente il proprio pensiero, l’art.21 della nostra costituzione si è evoluto inglobando la necessità di garantire ai cittadini il diritto di essere informati. Da questo momento in poi, nascono numerose altre forme di garanzia quali il diritto di cronaca e di critica, la nascita di un ordine professionale con un suo codice di autoregolamentazione, tutele giuridiche che proteggono la stampa dall’intervento dei pubblici poteri e dalle interferenze economiche.
Tutte conquiste che hanno risposto, di volta in volta, alle esigenze di una società dell’informazione in continua evoluzione. Espedienti per raggiungere l’obiettivo comune del pluralismo informativo. Da sempre indice di valutazione della democrazia, la libertà di stampa è sottoposta, oltre che a continui dibattiti, ad attente misurazioni da parte di associazioni e organi di settore.
Reporters sans Frontieres è una organizzazione internazionale che ha l'obiettivo di difendere la libertà di stampa in tutto il mondo come diritto inalienabile di ogni essere umano. Misurando il polso alla stampa, cerca in particolare di riflettere il grado di libertà di cui dispongono i giornalisti e i media. Nello stesso tempo passa in rassegna le misure adottate dagli stati per rispettare e far rispettare queste libertà. Da queste analisi emergono dati che confluiscono in un rapporto annuale e molto fanno riflettere sulle evoluzioni sociali cui la libertà di stampa è soggetta.
I criteri di analisi. Per stilare la classifica dei 175 paesi monitorati, Reporters sans frontieres ha realizzato un questionario che, riferendosi all'arco temporale compreso tra il 1 settembre 2008 e il 1 settembre 2009, si sofferma su una serie di indicatori utili per valutare la situazione della libertà. L’attenzione è focalizzata sull'insieme degli attentati contro i giornalisti (assassinii, imprigionamenti, aggressioni, minacce, censure, pressioni, perquisizioni), sul grado d'impunità di cui godono gli autori di queste violazioni, sull'autocensura, sulla capacità di critica e di inchiesta della stampa e sulle pressioni economiche. Il questionario tiene conto anche del quadro giuridico (sanzioni dei reati di stampa, monopolio di stato in certi domini, controllo dei media), del grado d'indipendenza dei media pubblici, nonché della libertà di circolazione dell'informazione su internet.
I risultati. La salute della stampa, dalle rilevazioni del 2009, appare generalmente compromessa, soprattutto nella vecchia Europa. Il rapporto evidenzia che il nostro continente, in passato esemplare in fatto di libertà di stampa, registra cali significativi. Nonostante i primi 13 posti della classifica, spettino a paesi europei, altrettanti come Francia, Slovacchia e Italia perdono rispettivamente 8, 37 e 5 posizioni. In Italia e Spagna alcuni giornalisti sono ancora minacciati fisicamente, in Slovacchia e' stata addirittura introdotta la pericolosa nozione del diritto di replica automatica e accresciuta fortemente l'influenza del ministero della Cultura sulle pubblicazioni.
La situazione dell’Italia. Uno dei dati più preoccupanti della classifica è la discesa del nostro Paese dalla 44esima posizione del 2008 (che era la 35esima nel 2007) alla 49esima.
Usa. Il rapporto evidenzia, invece, un’inversione di marcia degli States. L'"effetto Obama" ha fatto balzare di 20 posizioni in avanti l'America, dalla 40esima alla 20esima posizione, registrando una crescita ed un miglioramento sorprendenti.