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Questo è Michael Jackson

Il film sul suo ultimo tour

Questo è Michael Jackson

di LUCA SPINA (29 10 2009)
www.flickr.com

Non è il Michael Jackson della vitiligine, dei gossip incessanti oppure della dipendenza dai medicinali. E' un vero artista quello che emerge dalla visione di "This is it", film documentario che ripercorre molte delle prove che il cantante ha fatto per presentare quello che sarebbe stato il più straordinario show di tutta la sua carriera.

Per la durata di due settimane i cinema di tutto il mondo offriranno la visione di “This is it”, docufilm che ha come protagonista le prove e la gestione dell’ultimo tour che il re del pop doveva affrontare per garantire un concerto a cui la parola giusta da attribuire è quella di spettacolo.  Uno spettacolo che Michael Jackson sa bene come confezionare.  La gestione del film quasi sorprende come si presenta: sono poche le interviste ai ballerini ed al personale coinvolto nel tour, pochi i prevedibili commenti entusiasti su Michael Jackson e su come sognavano fin da quando erano bambini di poter calcare le scene con il loro beniamino del pop.

Quello che “This is it” lascia guardare allo spettatore è la reale gestione delle prove e della preparazione dell’immenso tour di Jackson,. Il cantante che traspare da questo documentario è quello del vero artista, a tratti perfezionista, che gestisce con carisma ed una nota di gentilezza tutte le vicissitudini artistiche. Michael Jackson, proprio quell’uomo chele tante, troppe, voci hanno reso agli occhi della gente più distratta un uomo fragile, nelle migliore delle ipotesi “particolare”, si mostra un uomo sicuro, dal comportamento cortese ma deciso, discorrere serenamente su come quella nota sarebbe stata più appropriata, oppure come quell’effetto speciale potrebbe essere reso più spettacolare.

Jackson lo si vede calcare con nonchalance le scene del palco su cui canta e balla e quelle del dietro le quinte, con una cuffia ed un monitor su cui osserva le scene di molti video che accompagnano i suoi immortali hit. Un uomo che è un artista a tutto tondo,  che conosce come intrattenere e rendere speciale tutte le sue apparizioni.

Michael Jackson è un mattatore, un uomo che conosce a perfezione le potenzialità delle nuove tecnologie e come possano rendere ancora più speciali e divertenti le sue performance canore. Siamo stati sempre viziati dalle partecipazioni artistiche di lusso attorno ai video di Michael Jackson, a partire dall’album più venduto della storia, quel Thriller che fu girato da John Landis. E’ sorprendente notare notare come  il cantante stesse potenziando artisticamente molti dei suoi capolavori del pop, da “The Way You Make Me Feel”, fino a quel pilastro della musica e dello spettacolo che è “Thriller”.



E’ proprio la visione di come sarebbe stato il nuovo Thriller a rendere chiara l’idea di come Michael Jackson non abbia, in verità, mai abbandonato lo spettacolo e l’amore per la spettacolarizzazione di tutta la sua musica. Il noto pezzo uscito il 30 novembre del 1982 sarebbe tornato al futuro targato 2009 con un nuovo video di zecca, sempre contornato da zombie e fantasmi, ma impreziosito da un radicale effetto in tre dimensioni , da godere con occhialini appositi,che suggellava tutta la passione del cantante per l’entertainment più puro.

Il restyling dei suoi pezzi musicali per il tour non riguardano solo  la parte melodica, ma anche quella visiva. Non è solo “Thriller” a beneficiare di video ed effetti speciali. Le tecniche digitali sono protagoniste. Lo schermo verde preposto alla trasformazione delle scene in effetti digitali davanti al quale gli attori recitano muta in scenografie altamente spettacolari ed evocative. Il video di “Jam” trasforma pochi ballerini che fanno passi di danza in un maestoso schermo popolato da centinaia di danzatori muoversi in perfetta sincronia l’uno con l’altro.

This is It”  riesce quasi ad essere metatestuale: le canzoni di Michael Jackson, i suoi balli, tutta la preparazione dello spettacolo riescono a descrivere come mai era successo il vero uomo che i media ancora non erano riusciti ad evidenziare. Un uomo che sa sorridere davanti ad un ballerino, una figura certamente caratterizzata da continui ritocchi di operazioni plastiche ma energica, positiva, che riesce a creare con i suoi colleghi artisti e ballerini un clima di cooperazione e di amicizia. La retorica non appartiene a questo film. Le scene parlano da sé. I balli, le coreografie e tutto il modus operandi dell’artista che amava quello che faceva chiaramente esprimono quello che era ed è rimasto Michael Jackson: un uomo che gioca con la sua musica e che non riesce a concepire le sue performance prive di un certo sense of wondering.

This is it” fa bene ai fan di Michael Jackson ed a tutti i detrattori della figura dell’artista. E’ un documentario che doveva essere creato forse diversi anni fa, quando Jackson aveva sofferto di troppi attacchi dai media nei suoi confronti. Ma lui, l’uomo che cammina sulla luna, i media li conosce bene e sa come usarli. L’ultima parola, quella più importante, l’ha detta lui attraverso questo film.