Il Convegno. L’incontro sull’industria musicale e le professioni ad essa legate, si è tenuto in occasione della presentazione del Master post-lauream in Management, Marketing e Comunicazione della Musica, ideato dal Prof. Francesco D’Amato. Sono intervenuti docenti universitari e molti dei principali attori del music management italiano, che hanno illustrato le proprie riflessioni sull’incessante metamorfosi e sulle prospettive future dell’industria musicale. Il Prof. Alberto Marinelli ha fatto partire la sua riflessione dalle possibilità professionali che offre un master rispetto ai corsi didattici.
Lo scopo del master è più pratico, mira a formare professionisti esperti di un determinato settore, dotati di un solido background culturale. Nel campo dell’industria musicale i nuovi music manager, per essere abili conoscitori del mercato discografico, devono essere anche dei lettori dinamici dei cambiamenti culturali in atto. Ciò che l’industria musicale è diventata, con i suoi vantaggi e svantaggi, lo deve anche ai mutamenti socio-culturali.
L’industria musicale. La produzione musicale ha conosciuto un profondo rinnovamento, che ha preso avvio dall’informatizzazione e dalla digitalizzazione. Sono mutati gli artisti, diversi sono i media che diffondono musica, ma soprattutto è cambiata l’audience di riferimento. Occorre parlare di audience al plurale, perché non esiste più l’idea di un’unica, indifferenziata e omogenea massa di persone che gradiscono lo stesso prodotto musicale nel medesimo istante, ma fruitori che non si limitano al semplice consumo passivo. Questa nuova audience ha dei gusti raffinati ed è altamente differenziata, sa cosa vuole e non si accontenta della prima canzone che capita. Vi è, quindi, l’esigenza di creare vere e proprie imprese culturali, che soddisfino l’esigenza di mix culturali vari e imprevedibili. Una delle questioni emerse durante il dibattito è proprio quella di dover intercettare delle nicchie di mercato nel fluido e variegato flusso dell’industria musicale. Ma la riflessione sui i processi legati alla globalizzazione, allo sviluppo tecnologico e, quindi, alle diverse modalità di fruizione musicale da parte di un pubblico sempre più attento, sempre più esigente, ha portato il dibattito a spostarsi sul diritto d’autore, il comunemente detto copyright, e il problema della pirateria. Proprio in virtù del moltiplicarsi delle possibilità di consumo, dei numerosi supporti digitali (Ipod, Iphone, Mp3, Mp4, Psp etc.) e quindi dell’individualizzazione della fruizione musicale, è difficile evitare il fenomeno della pirateria sul web. Una delle prossime tappe per l’industria musicale dovrà essere proprio quella di trovare una soluzione alla pirateria per far crescere il mercato discografico legale. Una strada potrebbe essere quella delineata dal prof. Marinelli: “imparare dai fan”, ossia far leva sui sentimenti dei fan di un determinato genere musicale, di una band o di un cantante, perché “sono le passioni a far muovere le economie”. Fin’ora sono state varie le iniziative volte ad integrare l’esigenza di vendere musica e quella di adattarsi al nuovo mercato digitale, e alcune di queste hanno avuto successo come l’utilizzo di You Tube, Facebook, Pandora, My Space, Last Fm, e altre che invece non hanno avuto l’esito sperato come l’album “In/Rainbow” dei Radiohead, il primo album pubblicato sul web che consentiva un download integrale al costo di un’ offerta libera, senza alcuna soglia minima.
La transizione e il futuro. Nell’industria musicale si vive questa complicata, ma non impossibile, transizione dal vecchio al nuovo modello manageriale. Si pensa a come modificare le strategie di marketing, a come adattarsi alle novità seguendo i gusti dei consumatori di musica. Per far fronte a tutto ciò, occorre anche una nuova generazione di professionisti pronti ad intercettare ogni nuovo trend, qualsiasi domanda musicale, qualsiasi nuova modalità di fruizione, tutto quello che può essere utile all’industria musicale per essere sempre al passo con i tempi. In un mondo che cambia “vince il pesce più veloce, non il più grosso” , dice Rupert Murdoch a proposito delle nuove frontiere dell’editoria e dell’informazione.
L’idea che è emersa dal convegno è proprio questo: non bisogna farsi prendere dalla nostalgia per il passato e lamentarsi per come l’industria musicale e la società intera sta procedendo, l’importante è cavalcare l’onda. Possiamo solo immaginare cosa accadrà e quali saranno realmente gli scenari futuri, ma quel che è sicuro è che saranno i giovani e gli studenti di oggi a cavalcare quest’onda.