Digitale, pizza e mandolino
Digitale, pizza e mandolino

Dal 1 al 16 dicembre la Regione Campania passa alla televisione digitale terrestre. Questo è quello che succede ad una studentessa fuori sede che vive a cavallo tra uno switch off ormai avvenuto, nel Lazio, ed uno ancora in atto, in Campania.
Di rotta verso il digitale. Dopo qualche silenziosa ora di viaggio, arrivo finalmente nella mia amata provincia beneventana. Come da copione, inizio a chiacchierare del più e del meno con mio padre sotto lo sguardo attento e vigile di mamma. Il discorso tocca, inevitabilmente, un tema di grande attualità: il passaggio alla nuova tv. Nella capitale lo switch off ha causato non pochi disagi qualche settimana fa e sono curiosa di sapere come se la stanno cavando i miei conterranei.
Dalla teoria alla pratica. Si dice che
Cronaca di una tragedia scampata. L’unico modo che ho per scoprire se lo spegnimento procede effettivamente a gonfie vele è sondare il terreno. Mio padre, appassionato di calcio e tifoso da una vita del Napoli, ha già da tempo un rapporto di odio e amore con un decoder ed una scheda prepagata che ricarica con puntualità per non perdere nessuna delle sue partite. Mi racconta che ha già acquistato i decoder per gli altri due televisori di casa anche se per il momento il segnale analogico è ancora “in vita”. A primo impatto, si direbbe che questa nuova tv non gli stia creando grossi problemi ma presto scopro il motivo di tanta tranquillità. E’ stato mio cognato ad occuparsi dell’istallazione e della programmazione dei decoder di casa. Mio padre non ne sarebbe stato capace perché con la tecnologia non ha mai avuto dimestichezza.
Pacco, doppio pacco e contropaccotto. La curiosità dev’essere un fattore genetico. Mio padre intuisce subito che sono ben informata e mi chiede qualche spiegazione quasi giustificandosi: “A papà, tu lo sai, con queste cose non ci vado troppo d'accordo”. Mi domanda perché i canali Rai vadano e vengano di continuo pensando si tratti di una sorta di prassi da switch off. In effetti, scopro che, per qualche giorno, non è stato possibile ricevere il segnale Rai né in analogico né in digitale. A quanto pare, il Lazio non è stata l’unica regione a causare qualche grana a quelli del DTT. La versione on-line del Mattino ha, addirittura, dedicato uno spazio alla segnalazione dei disagi relativi alla tv digitale (la mappa dei disservizi) ed una lista di FAQ per risolvere alcune delle problematiche più frequenti. “E poi dove stanno tutte queste novità?” mi chiede. “Ci sono molti più canali papà e la qualità dell’immagine è migliore” rispondo. "Eh sì, par che nu poc megl se ver" aggiunge il babbo quasi per farmi contenta buttando un occhio alla tv. Decido allora di passarle in rassegna tutte queste novità ma appena un mio Rai4 viene scambiato per un Retequattro, mi rendo conto che c’è proprio qualcosa che non va. Prendo il telecomando del set top box, faccio un rapido zapping e di canali nuovi non c’è quasi traccia! Il mio “ci sono molti più canali” si trasforma immediatamente in un dubbioso “ in teoria ci dovrebbero essere”.
Ipotizzando il digitale. Un pò titubante, giungo alla conclusione che i nuovi programmi con molta probabilità arriveranno con lo spegnimento definitivo dell’analogico ma dall'espressione stampata sulla faccia di mio padre deduco che la mia versione non deve essere tanto convincente. “Quindi a Roma già li vedi questi nuovi canali, sì?” aggiunge in cerca di rassicurazione. Sorrido e mi accorgo che mio padre, come milioni di under 70 di tutte le regioni d’Italia, all'avvento di questa nuova tv si è, in pratica, già arreso ancor prima di averne capito effettivamente l'utilità. "L'ultima cosa, ma è vero che certe volte quando piove tanto non si vede bene?" mi chiede. "Papà, veramente quando piove tanto non si vede proprio!" dico, quasi ridendo, guadagnandomi come risposta un bel "Azz!" altrettanto divertito. Ormai la cena è pronta ed il tempo delle chiacchiere è finito. Una riflessione è d'obbligo: uno switch off da favola? Il merito non può che essere dei campani. Siamo un popolo di ottimisti e viviamo romanticamente nella speranza che prima o poi le cose prenderanno a funzionare.
Piove, guarda come piove...
Forse è per questo che esiste la leggenda metropolitana del "piove e la televisione digitale terrestre non si vede". Oltre alla pizza e al mandolino gli italiani vanno associati alle leggende sul digitale terrestre. La pioggia, come da cinquantanni in qua, non ha particolari effetti sulla ricezione televisiva da terra, piuttosto può disturbare quella da satellite. E questo per evidenti motivi: la "potenza" del segnale da satellite è enormemente inferiore, lo si può facilmente intuire dalla differente antenna necessaria alla ricezione... Quindi se a casa vostra quando piove la televisione terrestre non si vede dovete cambiare il cavo coassiale oppure l'amplificatore sul tetto: sta affogando e mi ha pregato di avvertirvi.
La ringrazio per il
La ringrazio per il suggerimento, la mia voleva essere una visione "ironica".. non tutti sono a conoscenza di questi dettagli tecnici purtroppo :).
non c'è problema...
Sono sempre a disposizione del Laboratorio per i dettagli, come il primo giorno.