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Politicamente connessi

Politica e nuove tecnologie

Politicamente connessi

di CATERINA SURACE (30 01 2010)

In America il Presidente Obama ha offerto ai cittadini statunitensi di interagire direttamente con lui postando le domande su Youtube. In Italia invece le nuove tecnologie fungono ancora da semplici strumenti di amplificazione, sfruttando poco le opportunità messe a disposizione dalla rete. Partiti e leader cominciano a muovere i primi passi, ma a quando una politica realmente interATTIVA?


Dopo una lunga campagna elettorale basata sui mass-media e sulle nuove tecnologie, anche il primo discorso sullo Stato dell’Unione del presidente americano Barack Obama è stato diffuso su Youtube consentendo ai cittadini americani di interagire direttamente con la Casa Bianca.
Il popolo americano ha infatti avuto la  possibilità di postare le proprie domande al Presidente attraverso lo spazio destinato ai commenti. Secondo il comunicato ufficiale, Obama risponderà alle domande più gettonate nelle prossime settimane.


(Vedi le 12 domande scelte dalla Casa Bianca).

Dopo un breve periodo di tregua tecnologica - l’attività politica americana riacquista quota nella rete. L’account di Obama su Twitter (secondo soltanto alla CNN) ha ripreso a pieno ritmo con la diffusione di messaggi. La pagina su Facebook (il profilo più seguito con 6 milioni di contatti) è costantemente aggiornata.
Ancora una volta la politica americana dimostra di  essere al passo coi tempi, sfruttando al meglio tutte le opportunità comunicative e interattive.
Recentemente anche il Quirinale è approdato sulla rete. Il consueto messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica è stato trasmesso da Youtube sul canale youtube.com/presidenza repubblica.
Dopo la Camera dei Deputati, il Ministro Gelmini e il Vaticano, anche il Quirinale ha sentito la necessità di usare la rete per comunicare in maniera più immediata con i cittadini.
L’apertura della politica nel mondo del web si intensifica sempre di più, ma non sempre sortisce effetti eccezionali. Tuttavia emerge con sorpresa che il discorso di Napolitano su Youtube ha registrato più contatti rispetto a quello di Obama.
 
 
Elezioni regionali 2010 – In vista delle prossime elezioni regionali, è ricominciata la battaglia mediatica tra le diverse forze politiche e i singoli leader. I sondaggi rimangono lo strumento preferito per raccogliere opinioni aiutando i candidati a pianificare le loro strategie.
Al contempo, la televisione e i programmi di approfondimento spolverano le poltrone aprendo le porte alla battaglia elettorale. Per l’occasione in molti si stanno attivando su internet anche se non mancano le polemiche. E’ il caso di Renata Polverini, candidata per la Regione Lazio. Dal 27 gennaio è stato ufficialmente aperto il suo sito web ma con sorpresa è emerso che dal primo istante sono apparsi commenti entusiastici nei confronti della candidata.
Luca Nicotra, segretario dell’associazione radicale Agorà digitale ha commentato così: “E’ davvero originale che su un sito non ancora accessibile, già appaiono, entusiastici messaggi di sostenitori anonimi, inseriti a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro. Infatti, la data dei commenti segna il 24 gennaio, giorno in cui era impossibile accedere al sito per chi non fosse del comitato elettorale”.
Nicotra è entrato lo stesso sul sito della candidata Polverini affermando: “Il 26 gennaio, appena saputo che sarebbe andato on-line il sito della Polverini, ho provato qualche indirizzo interno finché non sono riuscito a scoprirne le pagine: ho curiosato qua e là ed ho trovato questi commenti, magari erano solo una prova tecnica. Magari no, visto che, ora che il sito è aperto, sono ancora online e sempre con la data del 24 gennaio. Sembra un tentativo ingenuo di qualcuno che non è abituato ad usare il web e che non sa che in rete si scopre tutto”.
La replica è giunta immediata, contestando che si tratta di un imbroglio costruito ad arte, oltre al fatto che se qualcuno sia potuto accedere alle pagine di un sito ancora in fase di costruzione è soggetto ad andare incontro ad un fenomeno eticamente discutibile.
Il secondo caso ha per protagonista Nichi Vendola, candidato per la Regione Puglia. Dopo essere stato iscritto nel registro degli indagati per il reato di concussione, l’aspirante Governatore, ha diffuso attraverso Youtube una video lettera difendendo le propria posizione.
La fiducia nei suoi confronti è giunta da Facebook dove i suoi sostenitori hanno manifestato solidarietà.
 
 
L’open-parlamento - In Italia, negli ultimi mesi è nata un’iniziativa di democrazia digitale partecipativa rivolta alle attività del parlamento italiano. Vittorio Alvino, uno dei fondatori dell’iniziativa ha dichiarato che il sito è stato preso d’assalto coinvolgendo attivamente il pubblico.
Il sito abilita il cittadino medio ad una partecipazione ragionata basata sulla chiarezza e sull’informazione disinteressata. La parola chiave è trasparenza. Tutti i dati attualmente visibili sul sito Open parlamento   sono dati pubblici che vengono catturati mediante una specifica tecnologia dai siti istituzionali della Camera dei Deputati, Senato e Governo Italiano, normalizzati rispetto alle loro variegate forme sorgente e resi leggibili in un formato uniforme. I dati sono raccolti in tempo reale, ma le fonti rimangono quelle ufficiali.
 
Come sottolinea Sara Bentivegna: “In molti vedono internet come uno strumento in grado di cambiare in meglio i rapporti tra i cittadini e le istituzioni politiche. Questa prospettiva è indubbiamente legittima ma bisogna anche considerare il fatto che, almeno per il momento, in Italia, internet non può ancora essere considerato un mezzo di comunicazione di massa.
Durante la campagna elettorale del 2001 soltanto lo 0,1% degli elettori si è rivolto alla rete per ottenere informazioni. Qui va sottolineato che gli stessi partiti politici e i loro leaders non sono ancora in grado di sfruttare al meglio le nuove opportunità offerte da Internet e dalle nuove tecnologie”.
 
Politica e ITc – Secondo un approccio ottimista, le nuove tecnologie hanno contribuito alla realizzazione di una democrazia universale, mentre, da un punto di vista pessimistico la politica del mondo virtuale non fa altro che riflettere la politica del mondo reale.
Il cambiamento più importante si registra nel fatto che le nuove tecnologie hanno contribuito all’affermarsi della “Sub - politica” - trascinando la politica al di fuori dei suoi contesti tradizionali, dando spazio a nuovi movimenti e gruppi di discussione. Analogamente, anche la politica è cambiata. I partiti politici sono diventati partiti “pigliatutto”, in cui il ruolo del militante è stato sostituito dalla figura del sostenitore. Accanto alle iniziative volte a coinvolgere i sostenitori, si sono sviluppate altre forme di mobilitazione come l’attivismo computerizzato, la guerra di base nell’informazione – una guerra di parole, fino ad arrivare alla disobbedienza civile elettronica, caratterizzata dall’organizzazione di azioni di disturbo simultanee realizzate tramite internet.
Secondo alcuni studiosi, il coinvolgimento politico dei giovani si sposta sempre più verso spazi e network non gerarchici e informali che diventano nuove sedi di socializzazione politica. Non sarebbero quindi i giovani a essere disconnessi dalla politica, quanto piuttosto le istituzioni democratiche a essere lontane dai giovani.
 
Indubbiamente le nuove tecnologie hanno aperto la strada ad un nuovo modo di fare politica.
In America Obama ha usato le tecnologie dell’informazione per diffondere le proprie idee coinvolgendo i suoi sostenitori a tal punto da renderli realmente interattivi, mentre in Italia la politica preferisce far leva ancora sui canali tradizionali utilizzando la rete come una mera vetrina. Infatti, nonostante l’enorme potenzialità di Internet, il coinvolgimento degli elettori è ancora molto basso. Quello che manca non è certo la comunicazione politica, ma l’interazione che consentirebbe di ridisegnare una nuova forma di democrazia.