Twitter, che delusione
Twitter, che delusione

Finalmente sono tornata on-line.
Dopo cinque giorni di reclusione, sabato mi sono goduta 3 Tg consecutivi. Resta di fatto che Internet mi è mancato più di ogni altro mezzo di informazione e non ce la facevo più a digitare soltanto Facebook.com e Twitter.com ! Parliamone…
Il primo social network è stato l’unico a fornirmi qualche notizia interessante. Ogni giorno mi ha riservato qualche link sull’homepage, ma purtroppo mi sono resa conto che quando non si conosco bene le notizie è difficile contestualizzare le reazioni e i commenti degli utenti.
Aldilà dei protagonisti, i temi erano quasi sempre gli stessi. Sport e politica.
Tra Juventus, Tiger Woods, Berlusconi, Bertolaso, Cosentino e così via, l’unica voce fuori dal coro – il solista: il Festival di Sanremo. Polemiche a go-go per tutti i gusti. Adesso capisco che era quasi impossibile non pronunciarsi sul caso e a quanto pare “non finisce qui”.
Grande delusione sul fronte Twitter. Indubbiamente, ad eccezione di una forte curiosità iniziale, ho abbandonato questa realtà già da un bel po’ di tempo e i miei amici sembra abbiano fatto la stessa cosa a vantaggio di Facebook. Mi è mancata l’informazione ufficiale. Mi sono persa tutta la cronaca nazionale e così ho dato maggior peso a quella locale. Se mi è concessa un’altra riflessione, devo dire che alla fine sono riuscita a sopravvivere senza notizie perché in questi giorni sono stata molto impegnata e soprattutto non ho frequentato luoghi “istituzionali” come l’università. Penso che altrimenti l’esperimento sarebbe stato più difficile da sopportare. Infatti, come ben sappiamo oggi le notizie -specie quelle che arrivano dalla televisione, sono il fulcro di riflessioni e discussioni - un passepartout per accedere alla società.
Grazie all’entusiasmo sono comunque riuscita a tenere a bada la curiosità. Per mantenere “fedeltà” all’esperimento, non ho nemmeno fatto troppe domande. Continuavo a ripetermi: “Tanto se succede qualcosa di importante, inevitabilmente lo saprai”. E’ per questo motivo che al terzo giorno già cominciavo a chiedermi: “Ma possibile che non succede niente?”. Effettivamente tutti erano assorti nella solita routine, il fango ha colpito prima Bertolaso poi i telespettatori. O forse è stata tutta colpa del principe? Interpretando la sua canzone, ha lasciato tutti senza parole. Soddisfatta di aver preso parte a questa esperienza, riprendo il mio viaggio nel mondo dell’informazione.
Interessante questa
Interessante questa esperienza, penso che ci possa dare un'idea dell'informazione che arriva a chi non si informa autonomamente, non legge giornali, non naviga su siti di informazione e alla sigla del tg cambia canale. Credo (purtroppo) che siano in tanti..specie i giovanissimi.