Tante proteste, poche notizie
Tante proteste, poche notizie

Cinque giorni di reclusione dal mondo dell'informazione tradizionale e non. Unici contatti con l'esterno il passaparola e i social network. Si è trattato di un'esperienza interessante allo stesso tempo ricca di spunti di riflessione.
Analizzando la situazione mi sono resa conto che poco di quello che effettivamente è successo nel mondo in quei giorni è emerso dalla mia osservazione. Quando è emerso, è stato in modo parziale. Mi sono trovata all'oscuro di tantissimi fatti centrali. Al contrario, sono venute fuori un buon numero di notizie di minore importanza o dalla sfumatura "leggera". Probabilmente per colpa della smania carnevalesca e degli eventi sanremesi, troppo più gettonati per il popolo del passaparola.
Al percorso di lettura dell'utente di Internet è riconosciuta una certa particolarità. In rete si ha la possibilità di costruire personalmente il proprio panorama informativo, andando a pescare qua e là ciò che maggiormente attrae. Il frutto di questa ricerca meticolosa, seguendo il fil rouge dei clic, arriva dritto nei social network. Ma attenzione, non sempre d'informazione vera e propria si tratta. La funzione di strumenti come Facebook e Twitter sembra più di contestualizzazione della notizia in sè, espressa sotto forma di commento, protesta, condivisione.
Quello che passa attraverso il flusso continuo di cinguettii, stati e link ha subito, infatti, una sorta di filtro a monte da parte dell'utente. Filtro che non necessariamente è dotato di una connotazione negativa. In molti casi, soprattutto in occasione di eventi che provocano "indignazioni di massa", il popolo dei social network si muove compatto nella protesta. Il passaparola diventa uno strumento infallibile. Viene a crearsi una fiducia collettiva che spinge anche chi è disinformato sul tema in questione ad approfondirlo, ad unirsi alle cause, ad iscriversi a gruppi a sostegno o contro.
Dall'osservazione a posteriori, questo fattore emerge con maggiore chiarezza. A tutti sarà capitato di passare una giornata intera al pc a scrivere o studiare dedicando solo un'occhiata veloce e superficiale alle homepage dei maggiori siti di informazione senza leggerne neppure una riga. Ebbene, in quei giorni sicuramente molti di voi hanno appreso una notizia dal valore informativo importante ricaricando con altrettanta distrazione la propria pagina di Facebook e solo dopo sono tornati alle homepage dei quotidiani per leggere articoli e approfondire questioni.
Non di soli social si vive. C'è sempre bisogno di un buon riferimento (quotidiano cartaceo, online, tg) a sostegno. La dimostrazione di ciò viene dall'esperienza stessa del nostro Grande Fratello. Informazione prima di tutto, quindi, ma senza sottovalutare la potenza di questi strumenti attraverso i quali è possibile diffondere una qualsivoglia informazione/opinione ad una velocità quasi impressionante. A patto che gli utenti siano connessi e ricettivi.