Questi cinque giorni di rassegna stampa hanno portato alla luce un panorama dell’offerta informativa che non offre alcuna novità. La scelta delle notizie più importanti che i media offrivano al pubblico è stata caratterizzata dallo scandalo G8 alla Maddalena con il coinvolgimento di Guido Bertolaso. E la cornice suggerita riecheggiava sinistri trascorsi: tangentopoli.
I giornalisti non hanno nascosto una gran voglia di far tornare echi da anni ’90, quando tutti gli scandali delle tangenti puniti dalla legge facevano trasparire la credibile possibilità che l’Italia potesse cancellare finalmente tutti i modus operandi illegali che caratterizzavano i finanziamenti ai partiti.
Nelle redazioni dei giornali il periodo fu di grande fermento: si susseguivano a colpi di prima pagina eccellenti nomi che avevano preso parte allo scambio di denaro per scopi illeciti. La stampa all’epoca era un teatro formidabile perché tutti questi attori negativi della politica italiana potessero essere messi a nudo.
Oggi le cose sono cambiate, le tangenti non servono più per finanziare i partiti, ma continua a girare denaro sporco. L’affaire di Bertolaso è stata un’occasione troppo ghiotta per scrivere di un ipotetico ritorno a tangentopoli. Una chiara dimostrazione di come la notizia diventa spettacolarizzata , che si serve anche di richiami al passato come può accadere in un canovaccio narrativo proprio di un film o di una piece teatrale.
La settimana è stata caratterizzata anche dal ciclone del Festival di Sanremo: come tutti gli anni era impossibile per le grandi testate non riservare uno spazio di primo ordine sulle prime pagine al Festival Italiano della Canzone. Mai come quest’anno poi non sono mancate le polemiche, a partire dall’esclusione del cantante Morgan, fino alle critiche riguardo l’allestimento delle serate ed alla mise della Clerici.
Non potendo snobbare tutta l’infrastruttura festivaliera e canora del Festival di Sanremo, le redazioni si sono date un gran da fare per smontare, pezzo per pezzo, tutta l’atmosfera da “dolce vita” che Sanremo ogni volta vorrebbe trasmettere al pubblico. Troppo aspre certe critiche dei giornali, forse volutamente esagerate per far intendere che certi giornali proprio non vogliono essere populisti. Eppure non possono sottrarsi al vortice dell’agenda setting del Festival della Canzone Italiana, oramai un gigante creatore di gossip.
Questi i due “nodi concentrici” dell’informazione settimanale cartacea. Non sono mancate notizie relative all’incontro tra Obama ed il Dalai Lama, oppure alla querelle sulla Libia e la chiusura delle frontiere da parte della Svizzera. Anche la Calabria ha trovato spazio, con le sue frane che hanno coinvolto e sconvolto la vita di centinaia di persone. Notizie puntualmente segnalate ed approfondite, ma che non hanno cancellato la sensazione che i giornali in questi giorni avessero l’imperativo di veicolare notizie soprattutto riguardo al caso Bertolaso, Verdini e le impressioni dell’onnipresente Berlusconi, da un lato, e dall’altro la presenza del Festival.