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Tutto è spettacolo

Il commento/Quotidiani on-line

Tutto è spettacolo

di RAFFAELLA MAZZEI (25 02 2010)

Accanto ai “reclusi”, ho analizzato la completezza dell’informazione istituzionale del Web: minuziosa, aggiornata, multimediale. Gli utenti in rete usano tutto questo preferendo però il commento alla cronaca pura.

5 giorni di attenta analisi dei maggiori quotidiani on-line, con un occhio alle notizie più lette e ai commenti lasciati dagli utenti, ha mostrato due aspetti principali. Innanzitutto, l’ovvia capillarità dell’informazione: la possibilità dell’aggiornamento, arma in più da vantare nello scontro col cartaceo, rende possibile la partecipazione agli eventi praticamente in tempo reale. In secondo luogo, la netta preferenza degli utenti, all’interno dell’immenso panorama sopra delineato, per tutto ciò che esula dalla cronaca propriamente detta. Ecco così che si fanno spazio il commento, il gossip, l’intrattenimento, la curiosità.

Certo, trovarsi nella settimana di Sanremo non ha facilitato la strada all’informazione più impegnata, ma la tendenza misura certamente un dato universalmente misurabile. Basti pensare che l'articolo più letto su Corriere.it, nella settimana del nostro esperimento, è quello che riepiloga la fasi salienti del Festival con relative, "gustose", immagini. I gatti di Bigazzi, i doppi sensi della Clerici, i litigi tra politici: ecco cosa rapisce l’attenzione e spinge il lettore tanto alla lettura quanto a dire la propria. Già, dire la propria: quanti utenti ogni giorno dimostrano di aver bisogno di dare il proprio feedback lasciando un commento dopo la lettura di una notizia. Ancora un dato: l'elezione del vincitore del Festival, comunicata  in tempo reale su Repubblica.it, è stata presa d'assalto da centinaia di commenti già nei primi 15 minuti di presenza in rete.

Spesso quei commenti vengono trasferiti nei social network: la possibilità di condividere il link di un articolo, mostrandone a tutti il titolo e un brevissimo abstract, diventa un modo in più per saziare gli utenti e la loro voglia di comunicare la propria posizione in merito a ciò che offrono le prime pagine. Anche in questo, comunque, sono le notizie meno “istituzionali” a farla da padrona.

 
Tutte queste discussioni mostrano una platea attiva, partecipata, eterogenea nelle ideologie. È l’opinione pubblica, che più pubblica non si può.