Continuano ad avere un andamento in discesa i sostituiti di Porta a porta. Ieri sera, 10 marzo, due episodi del telefilm Rex sono subentrati al programma di Vespa: in confronto al solito 16% raggiunto dal salotto di Bruno, il cagnolone ha fatto registrare uno share del 5,44% per il primo episodio e del l’8,67% per il secondo, con una media complessiva del 7,05%.
La partita di Champions League, che ha preceduto il telefilm supplente ha avuto uno share del 19,29%, ed un pubblico di 5.720.000 persone. E’ stato il programma di prima serata più seguito. Dopo la partita, però, i telespettatori hanno preferito abbandonare Rai Uno.
Dove sono andati a finire? Il competitor di Vespa, Chiambretti, ha fatto un vero e proprio boom. Nel suo Chiambretti night ha ospitato Rocco Siffredi, il re del porno. E i numeri sono degni di quelli dell’ospite: share di 19,73% e 828.000 telespettatori. In aumento di più di 9 punti percentuali rispetto alle solite cifre. Peccato, però, che il programma sia andato in onda ad un orario insolito: l’esordio è stato a mezzanotte e mezza. Tutto per aumentare lo share.
La Dandini, da questo punto di vista, ha fatto peggio. Il suo Parla con me ha registrato il 7,34%, leggermente al di sotto del solito share. Ma il numero di telespettatori era buono, pari a 1.200.000. La media è, solitamente, di 1.050.000 spettatori. Una bella cifra!
Numeri non clamorosi per i programmi delle altre reti generaliste.
Di fronte a questi dati alcune considerazioni sono d’obbligo. Rai Uno non sembra proporre una vera alternativa a Vespa per mantenere gli ascolti. Film o telefilm poco interessanti vengono piazzati al posto di Porta a porta, secondo uno schema apparentemente masochista e poco ragionato. Perchè non ci fate vedere l'intramontabile Derrick?
Al contrario, Chiambretti dimostra di aver compreso a cosa la gente può essere interessata in periodo di par condicio. Ma soprattutto sa come muoversi. Il desiderio di voyeurismo del pubblico risulta accontentato, con estrema gioia della rete “minore” tra le generaliste.
Le cifre del programma della Dandini dimostrano come, in questo periodo di silenzio, la gente vuole comunque sentir parlare di politica. Parla con me sembra non essere più seguito soltanto dai soliti “affezionati”.
Di fronte ad un’offerta di programmi complessivamente non geniale, cosa desidera, al contrario, il pubblico? Bisognerebbe capire se vuole che si parli di politica, o desidera, al contrario, che si taccia e che ci si dedichi alle interviste di veline e calciatori. Non si comprende, infatti, se l’idea di far scomparire la politica dalla tv sia davvero una buona scelta. Certo, i politici temono ancora tanto il potere di questo “vecchio” mezzo …
La tv resta ancora il principale strumento di informazione per gli Italiani. Ma a questo punto: la presenza soltanto latente della politica in televisione rischia di disorientare il pubblico oppure no? E poi, è giusto che anche i canali Rai, nati per svolgere proprio funzioni di servizio pubblico, rispettino la par condicio? La “garanzia” del silenzio non rischia di essere soltanto un ulteriore strumento di tutela personale dei partiti? E l’interesse pubblico?