Un week-end poco politico quello appena trascorso.
Venerdì 19 la puntata di Otto e mezzo è stata dedicata agli 80 anni del cuoco Gualtiero Marchesi, considerato il fondatore della nuova cucina italiana.
Solo 607.000 spettatori e il 2,39% di share.
A Striscia la notizia, il solito Ezio Greggio dedica qualche battuta alla questione Frusillo-Tarantini, ma il Tg satirico torna a prevalere sul suo concorrente diretto registrando 6.570.000 telespettatori e uno share del 25,49%.
Niente politica per Matrix che ha dedicato la puntata al progetto Mediafriends per Haiti. In studio testimonial d’eccezione: Raoul Bova, Alessia Marcuzzi , Giulio Golia e Toni Capuozzo.
937.000 spettatori e il 13.88% di share
Su Rai1 poco dopo la mezzanotte va in onda Tv7 incentrato principalmente sui bamboccioni – con un excursus nel mondo giovanile tra studio e lavoro. Poi l’intervento del Papa sui pedofili e il ritratto su Mattia Messina Denaro, il latitante più ricercato d’Italia. A seguire un reportage sulla Lituania, e la riscoperta delle origini del tango argentino. L’unico servizio che più si è avvicinato alla politica è stato quello sul mondo e sui costi delle intercettazioni telefoniche – uno strumento molto in voga negli ultimi tempi.
A Parla con me, la prima parte della puntata ha visto protagonisti Dario Vergassola con la sua radio Londra e Ray Tarantino con la sua band. Nella seconda parte dopo il servizio del Trio medusa nei panni degli ausiliari del Tg1, i quali hanno offerto a tutti la possibilità di fare il proprio editoriale - è stata la volta dell’ospite d’onore, ovvero l’economista Jeremy Rifkin. Con lui si è parlato di economia, del concetto di empatia, dell’importanza di internet per l’economia e di economia sostenibile.
La puntata ha registrato uno share del 8,35% pari a un milione e 80 mila telespettatori.
Sabato 20 a Che tempo che fa, è giuntala critica al lancio del bando per il Premio nazionale intitolato a Giacomo Matteotti in cui sostanzialmente non si parla dello storico socialista e del fascismo. Una nota anche sullo scandalo della sanità pugliese che vede coinvolti Gianpaolo Tarantini e Sandro Frisullo e sulla vicenda di Trani che ha visto molti giornalisti impegnati nel tentativo di sminuire la gravità della situazione. Dopo il break pubblicitario è stata la volta di Don Luigi Ciotti costantemente impegnato nella lotta alla mafia. Chiude la puntata il ministro della paura Antonio Albanese.
Il magazine del Tg2 Storie offre una puntata molto ricca. Si comincia parlando degli attentati mafiosi del 1993 al patrimonio storico e artistico dello Stato che coinvolsero le città di Firenze, Roma e Milano e che causarono la morte di molte vittime innocenti. A seguire, il servizio su quella particolare forma di estorsione, sempre più utilizzata a Napoli, denominata “Cavallo di ritorno”. Il terzo servizio racconta la storia di un bambino non vedente del Cairo che è già diventato Imam, per questo molto rispettato dalla popolazione egiziana. Le ultime tre storie riguardano altrettante iniziative umanitarie: la prima denominata “Adotta un papà del Sud del Mondo” la quale permette di sostenere un intera famiglia garantendo il lavoro al solo capo famiglia; la seconda in Mozambico prevede la trasformazione delle armi da guerra in sculture e opere d’arte; l’ultima sull’ospitalità offerta della Siria a tutti i profughi iracheni di religione cristiana costretti a lasciare il loro paese a causa delle persecuzioni.
La serata domenicale si apre con Che tempo che fa.
La prima parte della trasmissione condotta da Fabio Fazio è dedicata alla letteratura e ai libri, difatti sia il primo che il secondo ospite vengono intervistati sulle loro ultime pubblicazioni, ovvero Umberto Pasti con “Giardini e no” e il regista Paolo Sorrentino con il suo “Hanno tutti ragione”.
Poco dopo arriva in studio il giornalista Giovanni Floris che ancora una volta riprende il tema sullo stop ai talk show politici e su tutte le polemiche che ne sono scaturite.
Comincia raccontando dell’idea di spostare la sua trasmissione dagli studi televisivi alle pizze delle città soffermandosi in particolare a L’Aquila – città distrutta un anno fa dal terremoto. In merito, secondo il giornalista, il pensiero che più caratterizza gli aquilani è che se per un verso la ricostruzione delle case è stata un fattore positivo, adesso però sembra mancare un progetto che faccia ripartire la città sia a livello economico che culturale e civile.
Per il conduttore di Ballarò, la sospensione dei talk show, pur rappresentando un grave episodio non ha intaccato la democrazia – la vicenda può considerarsi come un “black-out”.
L’errore più grave è stato fatto dopo la sentenza del Tar, poiché la ripresa dei talk ha rappresentato il frutto di un certo buon senso e non un atto di coraggio come qualcuno ha preferito credere.
Per Floris, il mestiere di giornalista dovrebbe essere considerato alla pari di tutti gli altri, nonostante questa idea sia stata infangata dalla politica.
Conferma inoltre la sua partecipazione all’iniziativa di Michele Santoro “Rai per una notte”.
L’intervista si conclude parlando del Servizio pubblico che per Floris deve essere inteso e portato avanti nel segno dell’imparzialità e della rigorosità . Poi, come ogni domenica giunge in studio Luciana Littizzetto che accenna a questioni politiche rievocando il fenomeno intercettazioni.
Ascolti stabili. La serata di sabato ha registrato uno share del 10,65% pari a 2.691.000 telespettatori mentre quella di domenica ha catturato 4 milioni e 120 mila spettatori per uno share del 15,01%.
In prima serata, sempre su Rai3 va in onda Report. Questa settimana il programma ha dedicato la puntata agli “sdoppiati”, tutti quei politici che ricoprono un doppio incarico. Infatti, dal 1953 una legge prevede che tutti i sindaci di comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti, se eletti in Parlamento, devono essere giudicati incompatibili per una delle due cariche. Purtroppo, però come ci fa notare la conduttrice Michela Gabanelli le cose non stanno proprio così e la legge si interpreta. Report offre una lunga serie di servizi, intervistando gli “sdoppiati” presenti in diverse parti d’Italia. Molti si giustificano, ma è inevitabile porsi delle domande: “Fare il Parlamentare è un mestiere part-time? Amministrare un comune o una provincia è un mestiere part-time? Se loro non lo volevano, perché si sbattono tanto ad andare avanti e indietro visto che per altro lo stipendio rimane uno solo?”.
In crescita con 3,1 milioni di spettatori gli ascolti della seconda puntata dell’edizione primaverile del programma.
Il week-end si chiude con lo Speciale del Tg1 dal titolo “Il grande inganno”. Al centro del racconto, le sette, l’occulto, i maghi e i guaritori. In studio lo scrittore Giuseppe Scaraffia, il fondatore del “Telefono Antiplagio” Giovanni Panunzio e l’antropologo Marino Niola.