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L'inchiesta la paga il cittadino

Youcapital: crowdfunding in Italia

L'inchiesta la paga il cittadino

di ALESSIO VISCARDI (02 04 2010)
http://www.flickr.com/photos/doingmediastudies/4317536426/

Dopo l’esperienza americana di Spot.us arriva in Italia Youcapital, una piattaforma di crowdfunding journalism: giornalismo finanziato dai cittadini.

crowdfounding: youcapital

Il declino della stampa è ormai incontrovertibile. Calano gli investimenti pubblicitari, diminuisce il numero di copie vendute in edicola, mentre le connessione Internet crescono ad un ritmo impressionante.

La scelta di molti editori di affrontare la crisi del settore con soluzioni tampone quali il taglio dei costi e il licenziamento dei giornalisti mina la qualità dei contenuti proposti a favore di approssimazione, superficialità e sensazionalismo.

La conseguenza inevitabile è la migrazione online dei lettori, non perché l’informazione via internet sia più credibile, ma perché il pluralismo insito nel mezzo permette di rispondere alle esigenze informative personali meglio di quanto non sia in grado di fare oggi l’omologazione dilagante dei media tradizionali.

Spot.us e YouCapital: l'inchiesta rinasce online

Sulla scia del successo della campagna elettorale di Barack Obama, eletto Presidente anche grazie alle piccole donazioni della gente comune, un nuovo tipo di finanziamento - il crowdfunding - è stato applicato con successo anche all'informazione giornalistica.

Il ventiseienne giornalista americano David Cohn è il fondatore di Spot.us, primo esempio di community funded reporting che si propone di aiutare i giornalisti e citizen reporter a reperire i fondi per realizzare le proprie inchieste attraverso il contributo dei cittadini.

Anche l’Italia, in risposta ai successi riscossi oltreoceano, inizia timidamente ad approcciare al giornalismo finanziato dal basso e lo fa con Youcapital, una piattaforma di raccolta fondi per realizzare progetti, ed inchieste nel mondo del giornalismo, dell’ informazione e della comunicazione.

Nata a marzo 2010 su iniziativa dell’Associazione Culturale Pulitzer, l’obiettivo primario è quello di sostenere la creatività e la progettualità individuale e di gruppo dando un aiuto concreto soprattutto chi opera nel mondo dell’informazione senza avere alle spalle un editore o un finanziatore in grado di dar forma economicamente a un’idea in cui si crede. Il tutto è realizzato attraverso donazioni libere e volontarie secondo i meccanismi della solidarietà sociale già sperimentati con successo dall’esperienza americana.

Youcapital, come anche Spot.us, possono accomunarsi alle tante esperienze che stanno emergendo nell’ambito del citizen journalism tutte orientate a professionalizzare il lettore dando spazio a chiunque voglia mettersi in gioco nel campo dell’informazione senza per forza essere iscritto ad un qualche albo professionale. Pensiamo a Current Tv, YouReporter, AgoraVox. L’unica differenza è che in questo caso l’attività spontanea e volontaria viene ricompensata da sottoscrizioni che provengono dalle stesse persone a cui l’informazione è rivolta. Il giornalismo della gente per la gente.

Crowdfunding: finanziamento dal basso per le nostre inchieste

La transizione al web, per quanto necessaria e inevitabile, è piena di incognite. Ciò che preoccupa maggiormente editori e operatori dell’informazione è la sostenibilità economica delle attività editoriali online.

Gli utenti si sono ormai abituati a un mondo in cui tutto è gratis. Chi ha intrapreso la strada dei contenuti a pagamento è stato costretto a repentine marce indietro di fronte alla velocità con cui calavano i lettori. Come superare questa impasse?

La risposta si chiama Crowdfunding Journalism, un nuovo modello di business salutato come una delle possibili strade per il futuro del giornalismo.

Il Crowdfunding - letteralmente “finanziamento delle folle” - è una forma di raccolta fondi attraverso la rete, che sfrutta appieno le dinamiche di collaborazione e partecipazione dal basso del web 2.0.

Gli elementi su cui si fonda il progetto Spot.us (realizzato grazie a un finanziamento di 350.000 dollari della Knight Foundation) sono il giornalismo partecipativo, il local journalism e il crowdfunding.

Una volta proposto il tema di un’inchiesta sono gli stessi utenti a stimarne il costo e ad impegnarsi personalmente nel finanziamento attraverso micro-pagamenti che non superano mai il 20% del totale - in modo da evitare la pressione da parte di grandi gruppi e tutelare il giornalismo indipendente e freelance.

Micropagamenti e solidarietà sociale

Se è vero che gli internauti sono mal disposti a rinunciare alla logica del “tutto gratis”, è altrettanto vero che il lettore che si identifica col prodotto è disposto a pagare.

Negli ultimi anni - e l’Italia ne è un esempio lampante -  il giornalismo ha perso la sua mission originale e si è trasformato in uno strumento al servizio di poteri politico-economici. Questo ha allontanato i lettori e fatto calare le vendite di tutti i periodici di informazione. Un progetto che ha come unico referente il pubblico e che dà valore a notizie poco trattate dai media tradizionali, ma che stanno a cuore di chi legge, non può che ridare linfa ad un settore strutturalmente in crisi.

Un esempio recente è l'evento-manifestazione Raiperunanotte, il più grande evento web della storia italiana frutto di un autofinanziamento collettivo di 50mila utenti, oguno dei quali ha versato una piccola quota di 2,5  €.

La strada per la rinascita del giornalismo d'inchiesta sembra essere stata tracciata. Ora rimane da giudicare quanto trasparente e sostenibile siano i progetti di finanziamento dal basso. Se la stampa è in declino, non bisogna replicarne debolezze e difetti anche online.

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