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Sul web va in onda l'Isola dei cassintegrati

I lavoratori protestano sui social network

Sul web va in onda l'Isola dei cassintegrati

di MARIAROSARIA PAZZOLA (10 04 2010)
www.flickr.com

Le fabbriche in crisi non fanno più notizia, così un gruppo di operai del petrolchimico di Porto Torres si inventano L’isola dei cassintegrati. Dal 7 gennaio presidiavano la torre Aragonese della città, poi la reclusione volontaria nell’ex isola-carcere dell’Asinara. La creazione di un gruppo su facebook e di un blog; la voce si sparge nella rete e arriva alle orecchie dei media nazionali.

           


La vicenda. Il 24 febbraio 2010 un gruppo di trenta operai della Vinyls, azienda chimica sarda produttrice di pvc, e alcuni operai dell’Eurocoop arrivano sull’isola parco dell’Asinara.

L’azienda, di proprietà dell’Eni, è stata commissariata dopo il fallimento della Sartor. Da dicembre gli operai sono in cassa integrazione, hanno ricevuto 800 euro in tre mesi. L’unica possibilità per la ripresa dell’azienda è un compratore, e un compratore c’è: la società araba Ramco. I tempi per l’acquisto sono stretti e la possibilità di accordo tra il Ministero dello Sviluppo Produttivo, le parti sociali, l’Eni (che vuole abbandonare il business della chimica) e l' azienda del Qatar sono incerte. Così la decisione dei lavoratori di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica isolandosi all’Asinara.
 
La protesta sul web. Dopo l’arrivo sull’isola, l’idea di creare un gruppo su Facebook è stata del figlio di un operaio: Michele Azzu laureato in Scienze della comunicazione e musicista di professione, vive a qualche chilometro di Londra e un amico, Marco Nurra, anche lui laureato in Scienze della comunicazione, ora svolge il praticantato nella redazione de El Mundo a Madrid. A prima vista l'idea non sembra originale, ormai si crea un gruppo su tutto. La novità? Riuscire, tramite gli iscritti, a far pressione sui media per puntare le luci sul caso Vinyls.

L’invito ai membri, ora più di 83.000, è stato quello di inviare una mail alle redazioni di giornali e tv per dare spazio alla loro storia. Ne sono state inviate 700 in due giorni; così sono iniziati i servizi su di loro: Tg3, Tetris, Repubblica, l’Espresso, Libero, Il Fatto Quotidiano, l’Internazionale con un articolo del settimanale messicano Proceso e l'8 aprile sono stati ospiti nella puntata di Annozero.I membri del gruppo crescono ogni giorno, esprimono la loro solidarietà agli operai, si uniscono a loro raccontando altre esperienze di lotta per il posto di lavoro, di cassa integrazione.

Il secondo passo è stato allestire un blog, un vero è proprio diario dove viene raccontata ogni giornata del gruppo di lavori. Mano mano aggiornato su ciò che accade; vengono inserite foto della vita sull’isola, video delle interviste, articoli a loro dedicati, link ad altri blog che parlano di loro. Le notizie del blog vengono postate contemporaneamente nel gruppo facebook e nella loro pagina  twitter.
 
Così parla Marco Nurra in un’intervista a Cominciamo Bene, trasmissione mattutina di Raitre: “L’idea…usare questa protesta…come un simbolo e cercare di muoverci noi con internet per dare voce a livello nazionale a questa protesta.” “Gradiremmo una visita, una menzione, un segno di vita da parte dei sindacalisti nazionali” scrivono sul blog, si sentono abbandonati dalla politica e dai sindacati, ecco allora da internet la possibilità di spezzare il silenzio, di diventare un simbolo.  Il perché lo spiega Alessandro Gilioli, giornalista e blogger su l'Espresso, dice: “nell’era in cui tutto è mass media, saper usare bene i giornali e le tivù è la condizione base per provare a lottare.” E quelli della Vinyls l’hanno capito, l’unico modo per spingere verso una soluzione era diventare un caso mediatico, una notizia.
 
Un cambiamento nelle lotte dei lavoratori? Per il momento sembra che i social network e i blog per le loro caratteristiche di partecipazione, condivisione e democraticità siano diventati strumenti più accessibili per provare a farsi ascoltare. Resta da vedere se questa modifica raggiungerà anche l’obiettivo di una soluzione positiva per gli operai di Porto Torres, e se altri lavoratori, seguiranno il loro esempio. Questa notizia può dare un ulteriore spunto di riflessione, osservare come i sindacati si pongono verso questo tipo di iniziative, che ruolo assumono; se e come sta cambiando il loro modo di usare la comunicazione.