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Corriere Mobile a pagamento

Freemium: l'inizio o la fine di una nuova era?

Corriere Mobile a pagamento

di ALESSANDRA PALERMO (11 04 2010)
http://www.flickr.com/photos/21912920@N02/3182478706/
Questo sarà il passato?

 Il Corriere della Sera ha creato un'applicazione per leggere il quotidiano direttamente sul cellulare. Dopo un periodo di prova gratuito, il servizio è diventato a pagamento in nome della correttezza nei confronti dell'informazione.

Costa poco:  4euro e 99 centesimi al mese per avere direttamente il “Corriere della Sera” sul cellulare. L’idea di questa proposta d’abbonamento al quotidiano di via Solferino sul mobile, nasce dal fatto che sono ben 450 mila gli utenti che ogni mese si collegano al sito del Corriere utilizzando il proprio telefonino.


Per i fanatici di Iphone e BlackBerry ecco pronta l’applicazione da scaricare per avere il quotidiano nel palmo della loro mano. Il servizio permette di avere in diretta un’informazione a 360 gradi, con parole, video e immagini di tutto ciò che accade nel mondo e addirittura con le cronache in diretta delle partite di calcio e con le variazioni della borsa in tempo reale. Da non lasciarsi scappare, su richiesta, anche il meteo personalizzato. Una marcia in più per i possessori dell’Iphone: localizzazione gps, possibilità di salvare in archivio le “pagine sfogliate” e tre dizionari a disposizione (a pagamento…s’intende) tra italiano, inglese e tedesco.

La fase sperimentale di questo progetto era gratuita, ma visto il forte successo riscosso si è deciso di passare a pagamento per correttezza nei confronti dell’informazione cartacea e non solo. Ma non si parlava di informazione del futuro “Freemium”?  «Nell'informazione del futuro si affermerà sempre più un modello "Freemium" dove all'informazione gratuita sostenuta dalla pubblicità si affiancheranno contenuti realmente premium a pagamento», è l'opinione di Andrea Rangone, responsabile dell'Osservatorio New Tv & Media del Politecnico di Milano. Continua così: «Questo trend, già ampiamente collaudato dalla televisione, che accanto a un'offerta generalista molto ampia è riuscita ad imporre canali premium a pagamento, si imporrà su tutti i media: dall'informazione sul web a quella sui cellulari.»