Simbolicamente erano stati salutati già da un pò, ma adesso viene scritta definitivamente la parola fine: ancora un anno, anzi qualcosa di meno, e il caro, vecchio floppy disk andrà in pensione, per sempre.
Ad annunciarlo è stata la Sony (che ne produce il 70% del totale presente sul mercato), dichiarando che a marzo 2011 decreterà lo stop alla produzione e alla vendita di questo tipo di supporto dati anche in Giappone, l’ultimo Paese in cui il mitico dischetto ha avuto forti vendite, nonostante la vecchiaia.
30 anni di onorata carriera. Una vita, quella del floppy da 3,5 pollici e 1,44 Mb di capacità, cominciata nel 1981, quando la stessa Sony lanciò il primo esemplare, riscuotendo subito enormi consensi, grazie ai vantaggi che presentava rispetto ai suoi antenati: il floppy dell’IBM da 8 pollici e 80 Kb di capacità del 1971 prima, e quello da 5¼ pollici del 1975 poi.
Vantaggi che erano del tutto evidenti: maggiore compattezza grazie a una forma rettangolare di 90 per 94 millimetri, maggiore protezione del supporto magnetico di registrazione garantita dalla linguetta scorrevole di metallo su involucro rigido, maggiori capacità di memoria. I floppy da 3,5 pollici furono inizialmente proposti con uno spazio utile di archiviazione di 360 Kbyte in versione single-side ma subito videro il mercato i modelli da 720 Kbyte double-side a doppia densità, capaci di garantire la medesima capacità dei dischi da 5 pollici e un quarto. Successivamente, a metà degli anni '80, furono introdotti i dischi Hd "high density", capaci di immagazzinare 1,44 Mbyte di dati, rispetto agli 1,2 dei supporti con vecchio formato.
Successo planetario. Una supremazia durata fino alla fine degli anni ’90, quando hanno iniziato ad affacciarsi i rivali che ne avrebbero decretato, ora ufficialmente, la fine.
A partire, già nel ’98, dalla Apple, i colossi dell’informatica hanno optato per nuovi sistemi, smettendo di equipaggiare computer e notebook con i drive per la lettura e scrittura dei floppy, soppiantati prima dagli Zip, poi da Cd, Dvd, chiavette Usb e hard disk esterni, superiori per prestazioni e quantità di memoria fino a 1 terabyte (1 milione di Mb).
In pochi anni le vendite sono calate dai 47 milioni di pezzi del 2002, ai 12 milioni del 2009, imboccando, in pratica, una strada senza ritorno, che farà coincidere il 30esimo compleanno di una tecnologia che ha fatto epoca, con la sua morte definitiva.
I nostalgici non disperino. Per coloro che proprio non possono fare a meno di “cavalcare l’onda dei ricordi”, non mancano le soluzioni per mantenere ancora in vita questi vecchi supporti, ad esempio dispositivi esterni in grado di fare le veci dei FDD (floppy disk drive).
Questi lettori di floppy sono provvisti di porta Usb, si collegano al Pc o al laptop e funzionano esattamente come i vecchi drive, anche se, guardando al moderno, aggiungono alla funzionalità del disco da 3,5 pollici le possibilità offerte dagli apparecchi di ultima generazione, come leggere i dati contenuti nelle memory card (Compact Flash, Smart Media, MMC, SD, Memory Stick, Memory Stick Cards Pro, CF I/II / Micro Drive).
Un’alternativa è rappresentata da programmi scovabili in rete che consentono di salvare i dati su dischetto, oppure infine, per chi ne avesse ancora uno chiuso in uno scatolone in soffitta, recuperare e mantenere in buona salute il caro obsoleto Pc 486.