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Condivido ergo sum!

L’innovazione a portata di byte

Condivido ergo sum!

di GIOVANNI PRATTICHIZZO (28 04 2010)

Condivisione, partecipazione, interattività. Non sono semplici termini contemporanei, ma tre pilastri su cui si basa l’idea di impresa partecipativa e di comunità di pratica. E sono al centro del saggio “Nuvole di byte. Il web 2.0 per la comunicazione nei contesti aziendali” di Alessandro Prunesti (Edizioni della Sera, 2010) che si pone l’obiettivo di analizzare in maniera lineare e coerente quali sono gli utilizzi dei web 2.0 e sistemi informatici in azienda, e non solo. Come scrive Andrea Falzin nella prefazione: il lettore non ha in mano un volume delle soluzioni, ma una nuova valigetta degli attrezzi abbinata a una serie di occhiali che fanno leggere il mondo con occhi diversi.

Il libro, adottando un carattere più accademico che saggistico, rappresenta una entusiasmante panoramica sullo stato dell’arte nel campo dei sistemi IT in generale e, più specificamente, di quelli legati al mondo del  web 2.0. Questo, secondo l’autore del saggio, sta provocando una serie di cambiamenti dal punto di vista comunicativo e relazionale con il flusso comunicativo non più unidirezionale ma partecipativo.

Se, infatti, fino a un decennio fa la diffusione capillare di Internet aveva portato a considerarlo come quella rete di telecomunicazioni capace di interconnettere tra loro i computer, marcando l’era dell’e-commerce e del web 1.0, oggi i flussi comunicativi superano la dimensione unidirezionale del tradizionale rapporto azienda-pubblico. Spazi di dialogo sempre più assidui si creano fra questi due mondi, producendo una reale dimensione partecipativa in cui non si tratta solo di fruire di contenuti già predisposti, ma di diventarne veramente autori.

Per dirla con una frase di Morin, in grado di fotografare il valore e il senso di tutto libro, Internet rappresenta uno strumento “utile per superare gli steccati tra i saperi”. Cuore e motore dell’azione è la diffusione dei social media, che permettono a chiunque possegga una connessione a banda larga di creare, condividere e scambiare i propri contenuti.
 
Il saggio, animato da una scrittura efficace e diretta e da un linguaggio semplicissimo, alla portata di tutti, muove da una attenta ed esauriente analisi dei recenti sviluppi tecnologici che vanno dalle potenzialità dei software open source al fenomeno dei social network. Offre, al tempo stesso, numerosi dati qualitativi e quantitativi come quello dell’Osservatorio Enterprise del Politecnico di Milano che sottolinea la scarsa comprensione delle potenzialità degli strumenti web 2.0 (51%) tra le principali barriere al loro utilizzo.
Nelle pagine successive il saggio si focalizza ampiamente sull’utilità e l’efficacia di tali strumenti per implementare i processi comunicativi non solo esterni, ma anche interni all’azienda. I blog, i social network permettono, infatti, di tessere le reti relazionali e i giovani, in particolare, avvertono sempre più l’esigenza di utilizzare questi nuovi strumenti di comunicazioni per relazionarsi in maniera partecipativa con gli altri.
 
Eppure nonostante le straordinarie funzionalità che tali mezzi presentano le imprese e la pubblica amministrazione sono ancora lontane da un loro concreto e reale utilizzo. Come mai allora le aziende e i Governatori si mostrano così diffidenti nei confronti delle applicazioni open source, dell’office automation e della gestione documentale informatizzata?
Si pensi agli entusiasmi e dichiarazioni che hanno accompagnato lunedì scorso il giorno della Pec-Day, la casella di posta elettronica che ha lo stesso valore di una raccomandata con avviso di ricevimento.

L'introduzione della posta elettronica certificata punta nel lungo periodo a creare un canale sicuro per tutte le comunicazioni tra cittadini e pubblica amministrazione, tagliando in modo massiccio sia il ricorso alla carta sia le lunghe code agli sportelli. Speriamo che tale desiderio (tentativo) possa trasformarsi in una realtà nella quale condividere significhi cultura e partecipare opportunità.