di MARCO FORASTIERO, RAFFAELLA MAZZEI, CATERINA SURACE(05 05 2010)
Cos’è successo in tv nel periodo pre-elettorale del marzo 2010, quando l’Agcom ha deciso di sospendere alcuni talk politici con lo scopo di difendere la par-condicio? Dopo un lungo lavoro di monitoraggio sugli ascolti e sui temi che sono stati affrontati nei programmi di approfondimento è arrivato il momento di trarre alcune importanti conclusioni.
Il monitoraggio si è focalizzato sugli ascolti registrati dalle diverse emittenti Rai, Mediaset e La7, nel periodo 8 marzo 2010 – 27 marzo 2010 (un giorno prima della chiamata alle urne). Particolare attenzione è stata posta all’assenza dei talk rai: Porta a porta, Annozero e Ballarò e alle sostituzioni proposte dal palinsesto. Infine sono stati monitorati gli altri programmi di informazione e approfondimento per capire come e quanto si è parlato di politica e di elezioni regionali.
I RISULTATI
Il successo dei giornalisti “imbavagliati” – Il primo dato significativo è stato riscontrato nel successo di alcune trasmissioni grazie alla presenza dei giornalisti “imbavagliati”. In particolare Marco Travaglio (ospite fisso di Annozero), Michele Santoro e Giovanni Floris. La decisione presa dall’Agcom ha creato non poche polemiche e le successive inchieste emerse dalla Procura di Trani nei confronti del premier Berlusconi hanno alimentato il dibattito. Il 9 marzo Marco Travaglio è stato ospite di Lilli Gruber nel suo programma “Otto e mezzo” in onda dal lunedì al venerdi su La7. In quella occasione il programma ha raggiunto 1.219.000 telespettatori – un numero considerevole visto che la media del programma si attesta sugli 848.553 telespettatori. Nella puntata intitolata “Ad personam” (titolo del suo ultimo libro), Marco Travaglio, con la sua inconfondibile dialettica ha continuato a manifestare le sue idee da una nuova poltrona.
Situazione analoga si è verificata quando il 18 marzo Michele Santoro è stato ospite di Serena Dandini a “Parla con me”, raggiungendo 1.710.000 telespettatori mentre la media d’ascolto è pari a
1.153.778 telespettatori. In compagnia della conduttrice Serena Dandini, Michele Santoro ha ripreso il tema delle intercettazioni sul Premier che secondo il giornalista hanno influito sulla chiusura della sua trasmissione. Per Santoro la legge sulla par-condicio distingue chiaramente le tribune elettorali dai talk-show politici, così la Rai – servizio pubblico – ha confuso il principio del contraddittorio con la democrazia. La puntata si è conclusa parlando dell’iniziativa Raiperunanotte, realizzata al Pala Dozza di Bologna lo scorso 25 marzo.
Anche Fabio Fazio e il suo “Che tempo che fa” ha battuto la media di 3.104.400 telespettatori con la presenza dei Giovanni Floris nella puntata del 21 marzo raccogliendo la presenza di 4.120.000 telespettatori.
Sostanzialmente, se da un lato vi è stato il tentativo di imbavagliare un certo genere di informazione, l’altra informazione (quella sopravvissuta al bavaglio) si è concentrata proprio su questo. In vista delle elezioni regionali si è parlato poco di tutto ciò che invece poteva rappresentare un argomento prevedibile come il lavoro, l’occupazione e la sanità. Nonostante qualche tentativo di soffermarsi sulla politica regionale, il pubblico ha comunque preferito ascoltare e seguire le vicende di politica nazionale, dalle intercettazioni della Procura di Trani alla messa in discussione della legge sulla par condicio.
La crescita del pubblico di La7 - Confrontando i dati auditel di Febbraio/Marzo 2010, La7 in prima serata è passata da una media di 613.000 a 677.000 telespettatori, e da 294.000 a 314.000 telespettatori in seconda serata.
Caso contrario per Rai1 che nel confronto febbraio/marzo, in prima serata è passata da 6.886.000 telespettatori a 5.989.000. Qui, bisogna ricordare che nel mese di febbraio Rai1 ha ospitato il Festival di Sanremo – aspetto da non sottovalutare.
Per quanto riguarda invece la seconda serata Rai1 è passata da 3.026.000 a 1.979.000 telespettatori. L’assenza di Porta a porta ha evidenziato un calo di ascolti, mentre i cambiamenti “in corsa” per aggiornare il palinsesto Rai dopo lo stop imposto ai talk politici non hanno sortito gli effetti sperati.
Le sostituzioni - Il programma che ha raggiunto il maggior numero di ascolti sostituendo una delle 12 puntate sospese di Porta a porta è stato il film “Se cucini ti sposo”,che nella seconda serata del 9 marzo 2010 ha raggiunto 1.199.000 telespettatori e uno share del 8,43%. Nella stagione in corso Porta a porta ha registrato una media di ascolto pari a 1.341.000 telespettatori e uno share del 16,6%. Il calo di ascolti (-1,94%) della seconda serata di Rai1 nel mese di marzo sembra aver favorito soprattutto la diretta concorrente Canale 5 che nello stesso periodo ha guadagnato l’1,72% di share.
Anche la prima serata del giovedi su Rai2 ha sofferto la sospensione di Annozero. La rete ha perso ben il 7,9% di share che in parte si è riposizionato su Italia1 cresciuta del 2,21%, ma soprattutto sulle altre reti cresciute di 5,6 punti percentuali. Il film-rimpiazzo dell’11 marzo “Le cronache di Narnia”, ha totalizzato 3.081.000 telespettatori e uno share del 11,64%, mentre nella stagione in corso la media d’ascolto del programma di Michele Santoro è pari a 4.974.000 telespettatori e uno share del 20,01%.
Le sostituzioni di Rai3 non sono state da meno. Tra le tre trasmissioni che hanno sostituito il programma settimanale Ballarò, primeggia la prima serata del 9 marzo 2010 con “La grande storia”. Un ascolto pari a 1.860.000 telespettatori e uno share del 6,71% contro la media ottenuta da Giovanni Floris nella stagione in corso pari a 3.943.000 telespettatori e uno share del 15,51%.
Il flop – Ma non si doveva parlare di politica in vista delle elezioni regionali?
Bene ci hanno pensato Alessio Vinci e Antonello Piroso. Entrambi a una settimana dalla elezioni, hanno dedicato due puntate delle loro rispettive trasmissioni - Matrix e Speciale Omnibus, alle problematiche delle Regioni chiamate alle urne. Gli ascolti più bassi di Matrix, li troviamo nella seconda serata del 23 e del 25 marzo 2010. Entrambe le serate si sono occupate di politica regionale.
Il 23 marzo soltanto 998.000 telespettatori e uno share del 16,38% per poi toccare il fondo con la puntata del 25 marzo seguita da 770.000 telespettatori con uno share del 7,78%.Ricordiamo pertanto che la media del programma generalmente si attesta su 1.072.167 telespettatori con uno share del 14,99%.
Bocciata anche l’iniziativa di La7 dove il giornalista Antonello Piroso ha deciso di realizzare due puntate speciali del programma Omnibus intitolate “Regionando 2010”. La trasmissione andata in onda nella prima serata del 23 e del 25 marzo ha raggiunto rispettivamente 727.000 e 592.000 telespettatori.
Gli argomenti più gettonati – Le trasmissioni monitorate hanno fatto riferimento alla politica ma concentrandosi poco sui politici e sui programmi elettorali, bensì dedicandosi ad altre notizie di politica nazionale come le intercettazioni della Procura di Trani, lo stop imposto ai talk politici e la legge sulla par-condicio. Nel complesso, i dati emersi dimostrano che il pubblico ha preferito la presenza dei giornalisti “imbavagliati” e le discussioni sulla situazione politica nazionale. Ottimi risultati anche per gli approfondimenti dedicati alla cronaca. I dati più bassi li troviamo invece proprio nelle puntate speciali dedicate alle Regioni chiamate alle urne.
Per scoprire i dati di ascolto, gli ospiti e gli argomenti discussi nei vari programmi di informazione monitorati, cliccate sui seguenti link: