Panorama multimediale
Panorama multimediale

È il primo giornale italiano ad affrontare la sfida delle nuove tecnologie riuscendo a interagire con esse. Basta passare il foglio che ci interessa davanti alla webcam o davanti al telefono per trovarci di fronte immagini tridimensionali o ascoltare un brano musicale o vedere un filmato. Sarà questo il futuro dei giornali stampati? E cosa si nasconde veramente dietro questa innovazione?
Toccare il futuro. Hai quasi paura di romperlo nel toccarlo, il nuovo Panorama che comunica in digitale con il tuo smartphone o con il tuo PC. Possibile che sia carta normale? Ti chiedi. Lo puoi sfogliare, leggere, ma anche ascoltare; oppure puoi far partire improvvisamente, come per magia, la videointervista o il servizio televisivo.
L’attenzione alle nuove tecnologie ha portato anche i redattori di Panorama ad abbandonare la monomedialità: i giornalisti devono essere versatili e saper utilizzare una videocamera per predisporre un servizio da “vedere” sul giornale. Il supporto tecnologico cui il lettore era abituato (il vecchio CD allegato alla rivista) non ha più ragione di esistere: basta la carta, la pagina stessa del giornale, e il dialogo in digitale può avviarsi.
L’interattività. Gli articoli di Panorama sono disseminati di QR (Quick Response – Risposta
rapida) ovvero riquadri tramite i quali la carta comunica con i cellulari di ultima generazione (basta scaricare l’applicazione gratuita su http://get.quarkode.mobi o inviare un sms con la scritta “live” al 3351877961).
Per approfondire gli articoli con un’esperienza multimediale, la connessione a internet è in ogni caso fondamentale. Dopo aver ricevuto l’sms di risposta alla richiesta, con i codici di accesso, il software adatto al proprio programma si auto installerà e da quel momento basterà inquadrare il codice stampato sul giornale, come per scattare una fotografia, per far apparire il “contenuto speciale” di Panorama.
Se si tratta di realtà aumentata, riconoscibile per un quadrato stampato differente - detto marker, essa è accessibile tramite PC: occorre andare alla pagina www.panorama.it/ar e cliccare su “acconsenti” o “allow” per attivare la webcam del proprio computer. A questo punto si piazza il giornale davanti la webcam e dal marker verrà automaticamente “proiettato” sul nostro schermo un filmato esclusivo o un’animazione in 3D.
I motivi nascosti. Questo cambiamento ha però, secondo un noto giornalista di Panorama, Roberto Seghetti della Federazione Nazionale Stampa Italiana, un risvolto nascosto. Lo rivela quando, interpellato direttamente con una domanda posta durante un convegno, spiega che la trasformazione è dovuta a motivi economici e connessa alla crisi del giornalismo. A quanto dice Seghetti, che possiamo ascoltare e vedere direttamente nel filmato.
Molti giornalisti sono stati licenziati e occorre sostituirli con un diverso modo di “fare” gli articoli. Inoltre, a causa dei conti di bilancio in rosso, si vuole colmare una perdita dovuta all’abbassamento delle entrate pubblicitarie grazie a questa sperimentazione che di sicuro attrarrà molti investitori. Non si tratta dunque, secondo il giornalista, di un cambiamento duraturo ma solo di un esperimento che durerà qualche mese, giusto il tempo di sanare i conti.
Un sommario sconosciuto.Nel sommario di Panorama gli argomenti cui eravamo abituati non ci sono più: basta con l’attualità, l’economia, gli esteri; stop alle scienze, alla cultura, agli spettacoli. Il mondo cambia, si evolve, e a contare, per i lettori, sono parole diverse: quattro, secondo Panorama: 1) Personaggi; 2) Fatti; 3) Idee; 4) Extra. “Liberatevi dalla grammatica giornalistica a cui siete abituati” scrive nel suo editoriale Giorgio Mulè, direttore del settimanale: “noi ci siamo liberati da queste gabbie”. Comunque chi non comprende bene questo nuovo modo di dividere i contenuti, può anche lasciare un commento collegandosi al http://blog.panorama.it/opinioni per dire la sua.
La gerarchia delle priorità informative è cambiata? Forse, in ogni caso Panorama ha fatto la sua scommessa: il personaggio determina l’attualità, a prescindere dall’argomento. Velocità e fluidità poi tendono a segnare un ulteriore passo avanti nella lotta contro il nemico nr. 1 di ogni settimanale: la televisione. Così Mulè scrive che vuole dare un’interpretazione leggera e “birbantella” alle notizie. Puntando tutto sulle “Idee”.
E gli extra? Si può tradurre (scusate l’interpretazione obsoleta) in “tempo libero”, ovvero un miscellanea delle vecchie rubriche sulla moda, la culinaria, gli spettacoli, i libri, la musica, ecc..
Un rischio che corre il settimanale è dunque quello di trovarsi di fronte a un pubblico economo e pigro, che non abbia voglia di eseguire la procedura per attivare i marker. Inoltre, essere i primi a tentare un’impresa così innovativa può divenire controproducente se gli altri giornali non seguiranno Panorama e non abitueranno così facendo il pubblico a questo nuovo modo di “leggere” il giornale. Se sarà un successo duraturo, o momentaneo come dice Seghetti, lo stabiliranno i lettori.