I musei diventano interattivi
I musei diventano interattivi

Le sofisticate e nuove tecnologie invadono i musei offrendo allo spettatore un ricco percorso interattivo, come nel museo di Chopin a Varsavia.
I tempi cambiano, le tecnologie diventano sempre più moderne e sofisticate arrivando ad invadere anche gli spazi da sempre luoghi della classicità, come i musei dedicati ai grandi artisti, scrittori, musicisti, artisti; questo il caso del museo della città di Varsavia dedicato al compositore e pianista franco polacco, Fryderyk Franciszek Chopin.
Il museo, sito nel castello dell’ex duca Janusz Ostrogski, fu ufficialmente aperto nel 1953 sotto il segno della Società Fryderyk Chopin, ma le esibizioni furono organizzate soltanto a partire dal 1955, prima della Seconda Guerra Mondiale ospitava una collezione composta da 13 fra manoscritti musicali e lettere autografe.
Oggi invece il Museo espone più di 5000 oggetti, fra i quali si trovano manoscritti autografi e prime edizioni dei lavori dell’artista, la sua corrispondenza, documenti, importanti edizioni dei lavori dei contemporanei di Chopin, così come dipinti, schizzi e sculture ed è diventato il museo biografico più moderno d’Europa, inaugurato dopo due anni di chiusura in occasione del 200esimo anniversario della nascita di Chopin.
A lavorare all’ammodernamento due architetti italiani, Ico Migliore e Mara Servetto, che hanno curato i quattro piani espositivi allestiti a Palazzo Ostrogski, in cui non solo vengono esposti i cimeli del compositore ma essi sono accompagnati da ascolti musicali personalizzati a piacere del visitatore, dal confronto con i manoscritti, dalla visione degli ambienti in cui Chopin ha vissuto e operato e perfino dal profumo della viola, tanto amato da Chopin.
La “rivoluzione tecnologica” la si avverte già sulla soglia d'ingresso poiché i consueti biglietti cartacei sono sostituti da tessere elettroniche personalizzate in base alla qualità della visita. "Si va dal livello più ricco, quello del musicologo - spiega Mara Servetto - a quello più superficiale, tipico di un pubblico giovane all'oscuro della vita e delle opere di Chopin". Nella tessera è inoltre memorizzata la lingua preferita dal visitatore. Accanto alle tradizionali teche compaiono poi dei touch screen con cui esplorare disegni, partiture o dipinti, e poi cassetti che si aprono per liberare la musica, proiezioni o spartiti che suonano. Inoltre sono presenti svaghi per i più piccoli, numerosi infatti sono i giochi interattivi.
Per permettere al visitatore di godere appieno delle offerte del museo non si accede in più di cento persone alla volta distribuite su uno spazio di
Lo Chopin Muzeum non è l'unico caso di museo interattivo in Europa. Al Kunsthirosiches Museum di Vienna, le esposizioni monografiche prevedono da tempo rivisitazioni multimediali o tridimensionali, mentre ad Assisi "L'approvazione della regola francescana" di Giotto è stata ricostruita virtualmente per "aprirsi" e dialogare con lo spettatore.
Sono tutte tappe di una rivoluzione in corso. Più che di un edificio da visitare sarebbe forse corretto definire questi nuovi musei come spazi da vivere per rivivere un preciso momento storico, entrare così totalmente nella vita dell'artista per assaporarne fino in fondo il genio.