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Rete e minori: gli italiani i più permissivi

Quanto emerge dal rapporto sul comportamento on line delle famiglie del mondo

Rete e minori: gli italiani i più permissivi

di FRANCESCA D`AGROSA (27 06 2010)

L'indagine sull'uso della rete commissionata da Symantec mostra come i genitori italiani siano i più permessivi per quanto riguarda l'uso della rete da parte dei figli

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Il rapporto tra media e minori è da tempo al centro di numerosi discussioni, soprattutto in seguito al boom dei video su youtube nel 2009 che ritraevano giovani in atti di violenza verso adulti e coetanei.

La diffusione sempre più pervasiva di Internet quale mezzo di comunicazione e di socializzazione è confermata dal numero crescente di minori che navigano sul Web e dal tempo sempre più ampio che i più giovani dedicano alla comunicazione on-line. La rete diviene sempre più uno space dove interagire e esprimere la propria personalità, dove è possibile cancellare differenze d’età, cultura o genere, dove è possibile assumere identità fittizie. L'anonimato degli interlocutori alimenta spesso la curiosità dei minori, portandoli a utilizzare lo strumento Internet per dialogare su temi lontani dalle loro possibilità emotive e cognitive.

Nell’ultimo anno il tempo trascorso in rete da bambini e teenager è cresciuto del 24%; questo rivela in anteprima al quotidiano Repubblica la nuova ricerca sul comportamento online delle famiglie commissionata da Symantec.

La Symantec, azienda mondiale nella sicurezza informatica, ha condotto quest’indagine per monitorare i comportamenti on-line dei minori fornendo un'attenta valutazione della percezione dei rischi sulla Rete e degli atteggiamenti dei bambini rispetto alle dinamiche del mondo Web .

L’analisi è stato condotta su un campione di circa 10 mila persone (oltre 7000 adulti e 2800 minori tra gli 8 e i 17 anni), ha interessato 14 paesi tra cui l'Italia e mette a confronto il consumo di internet da parte dei giovanissimi e la percezione delle attività online che hanno i loro genitori.

In base ai risultati ad essere più connessi sono i giovani brasiliani, con oltre 18 ore settimanali mentre gli italiani si fermano a metà classifica con 11. I brasiliani sono anche quelli con più amici on line, mentre i nostri si assestano al terzo posto con 66 contatti.

I dati sulle abitudini in rete ci danno risultati inaspettati, infatti malgrado ci troviamo nell’era dei social network, Facebook in primis, l'attività più diffusa sia il gioco (83%), seguito dalla consultazione di siti (73%) e dallo studio (71%). Tra le attività meno comuni spunta a sorpresa il download (legale e non), anche se oltre la metà degli intervistati ha ammesso di scaricare abitualmente musica e film dal web.

La connessione per quasi la totalità del campione avviene da casa, mentre le connessioni mobili, soprattutto dai cellulari, sono al 17%; il nostro paese si colloca in fondo alla classifica globale per quanto riguarda le connessioni da scuola, appena il 21% di accessi contro, ad esempio, l’82% del Regno Unito sono l'82%,o il 78% della Svezia.

In riferimento alle esperienze negative in rete il 62% degli intervistati ammette di aver vissuto almeno una situazione di questi tipo, ma solo il 45% ne parla. Dati che allarmano e che spostano l’attenzione sui genitori che trascurano, come sostiene Marian Meritt, responsabile per la sicurezza di Symantec ”alcune minacce più diffuse, come il cyber-bullismo. La soluzione si trova in parte nella tecnologia, ma soprattutto nel comportamento corretto e responsabile in famiglia. Il modo più efficace per garantire la sicurezza online dei propri figli è mantenere un dialogo costante con loro".

Emerge inoltre dalla ricerca che i ragazzi italiani si lasciano ingannare più facilmente dal download dei virus (36%), e meno dalle richieste di amicizia di sconosciuti sui social network (26%), principale rischio che corrono invece i loro coetanei nel mondo. Rispetto agli altri paesi, infatti, i ragazzi italiani usano il web più per giocare che per socializzare e instaurano relazioni prevalentemente con persone che conoscono già.

Dato positivo considerando il fatto che i genitori italiani sono i meno oppressivi al mondo, circa il 65% lascia i propri figli a casa liberi di esplorare i contenuti della rete e impostare autonomamente la propria condotta. Un atteggiamento che secondo i dati premia pienamente: il 95% dei nostri teenager fissa da sé le proprie regole di netiquette basandosi sul buonsenso, è ben informato in fatto di cyber-protezione e cede solo raramente a comportamenti che fuori dal web sarebbero inaccettabili. Come mentire sull'età, un vizio che in Cina riguarda un ragazzo su due, ma dalle nostre parti si ferma al 16%.

I giovani italiani della web-generation si presentano onesti, responsabili ed informati.