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A Cuba la sfida fra Castro e i bloggers

La rivoluzione della rete affronta la rivoluzione cubana

A Cuba la sfida fra Castro e i bloggers

di ALESSANDRO DI BLASI (29 06 2010)
www.computer-stamps.com

Nell'isola governata dai castristi si gioca una battaglia cruciale per le sorti del paese, quella per la libertà d'informazione. Una nuova generazione di bloggers dissidenti vuole raccontare il disappunto nei confronti del regime che a sua volta cerca di bloccare la voce dei non-allineati con ogni mezzo.

Yoani Sanchez è una blogger cubana, una razza assai rara a Cuba, considerando che solo il 2% della popolazione ha accesso alla rete. Lei utilizza il suo spazio per dar vita e alimentare una voce di protesta all'interno della spessa cortina di ferro che avvolge il sistema mediatico cubano allineato e controllato dai rivoluzionari castristi. La Sanchez è costantemente al centro di un dibattito acceso che si divide fra chi la considera un'eroina, simbolo della difesa della libertà d'informazione in un paese dove questa è, oggettivamente, tenuta in scarsa considerazione, e chi cerca di screditarla additandola come un personaggio creato, manipolato e sostenuto dai nemici democratici e capitalisti del regime.


Blind Bloggers. Un dato è certo ed è l'abilità della Sanchez e di un gruppo di altri dissidenti del regime, insieme a lei redattori del portale di controinformazione Desdecuba.com, nel saper sfruttare i nuovi media e il sistema mediatico tradizionale occidentale per far sentire la loro voce malgrado gli evidenti tentativi del regime di ostacolarli e bloccarli. Infatti, desdecuba e con esso i blog che ospita (fra cui Generacion Y, gestito dalla Sanchez) subiscono un filtraggio continuo da parte delle autorità cubane che ne impediscono la visualizzazione all'interno del paese, rendendo di fatto gli autori dei blind bloggers, termine coniato dalla stessa Sanchez per definire la condizione di un blogger che porta avanti il suo spazio malgrado non riesca letteralmente a vederlo.

Aggirare il blocco. Yoani e gli altri di Desdecuba usano le tattiche piu disparate per riuscire a pubblicare i loro post. Il primo problema è quello di riuscire a trovare una postazione da cui accedere a internet dato che a Cuba solo alcune classi sociali hanno diritto ad una connessione e comunque questa è sottoposta ai rigidi firewall che ne limitano la navigazione. La Sanchez e gli altri hanno ovviato al problema collegandosi a prezzi altissimi da alberghi per stranieri dove devono letteralmente infiltrarsi dato che secondo le ultime direttive del governo anche questa pratica è stata vietata ai cubani (probabilmente per contrastare il fenomeno dei bloggers cubani). Per riuscire ad ovviare all'impossibilità di accedere ai propri blog gli autori hanno creato un vero e proprio network di collaboratori stranieri a cui inviano per e-mail il materiale che successivamente questi pubblicano.

Audience straniera. Questa tecnica fin'ora si è rivelata efficace nel coinvolgere un folto pubblico straniero, vero e proprio unico visitatore dei loro lavori, considerato che Yoani e compagni a Cuba restano per lo più dei perfetti sconosciuti. Sono comunque riusciti ad attirare su di loro i riflettori della stampa occidentale che ha incoronato subito la Sanchez regina in catene di un popolo silenzioso e sopraffatto quale quello dei dissidenti cubani. La Sanchez è stata invitata a scrivere e contribuire a numerosissimi e rilevanti riviste internazionali quali l'Internazionale, La Stampa, Nuevo Dìa, El Mercurio, Poder, Politica Internacional, Taz, Die welt, senza contare le numoresissime interviste e partecipazioni a conferenze internazionali che l'hanno coinvolta in questi ultimi anni (ovviamente in collegamento telefonico poichè le viene puntualmente negato il visto d'espatrio per parteciparvi). Generaciòn Y ha un'affluenza di visitatori mensile stratosferica, tanto che il Time ha inserito la Sanchez tra le cento persone piu influenti del mondo nel 2008. La Sanchez usa sapientemente anche Twitter per tenersi in contatto con il suo pubblico, aggiornando il suo seguitissimo profilo tramite il suo cellulare.

Indipendenza. Lei sostiene di non essere pagata nè sostenuta in alcun modo da nessuna forza politica e di non trarre alcun tipo di profitto dalle sue attività che non sia poi reinvestito in ricariche telefoniche o per pagare l'accesso a Internet per lei e il suo gruppo. Non c'è dubbio che questi signori stiano in qualche modo cambiando il modo di fare informazione a Cuba e che questo cambiamento non sia visto di buon occhio dalle autorità cubane. Lo stesso Fidel Castro, pur non citando letteralmente il suo nome, criticò la Sanchez nel suo libro Fidel, Bolivia y algo más affermando che personaggi come lei minano le fondamente stesse delle rivoluzione.

Ruolo della rete. La Sanchez ha avuto numerosissimi riconoscimenti internazionali per il suo lavoro e attualmente è fra le principali sostenitrici della candidatura di Internet per il nobel per la pace. Lei crede fermamente che la rete giocherà un ruolo fondamentale nel processo di democratizzazione di Cuba, che la legittimazione della libertà d'informazione sia un passo fondamentale. Inutile dire che in rete la sua figura è cliccatissima e seguitissima da numerosissimi siti e blog. La rete si è più volte dimostrata vicino a lei soprattutto quando lei denunciò di aver subito percosse e intimidazioni a opera di agenti cubani qualche anno fa, ciò non le ha permesso comunque di sfuggire alle critiche di alcuni personaggi eminenti come in una recente intervista che ha visto proprio l'episodio della presunta aggressione come tema principale di scontro/confronto.

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