Pennacchi è il vincitore del Premio Strega
Pennacchi è il vincitore del Premio Strega

Nella notte del 2 luglio, al Ninfeo Villa Giulia a Roma si è svolto il Premio Strega 2010, il riconoscimento che viene assegnato annualmente a un libro edito in Italia tra il 1º maggio dell'anno precedente e il 30 aprile dell'anno in corso. Quest'anno il Premio festeggia la sua 64esima edizione e il vincitore è Antonio Pennacchi con Canale Mussolini (Mondadori) che conquista 133 voti dopo un infinito testa a testa con Silvia Avallone, autrice di Acciaio (Rizzoli) che ha conquistato 129 voti.
Pennacchi è uno scrittore ex operaio che esordì con “Mammut” edito nel 94 da Donzelli dopo 55 rifiuti, ma il suo libro più famoso rimane l’autobiografico
“Fasciocomunista” vincitore del premio Napoli, da cui è stato tratto il film “Mio fratello è figlio unico” con Riccardo Scamarcio e Elio Germano.
Canale Mussolini -l'opera vincitrice- è un libro articolato in cui l’autore ci conduce dentro la sua famiglia, partendo nelle valli di Comacchio nei primi del novecento, costretti a lasciare la propria terra ed accettare la proposta di trasferirsi nella pianura pontina. I membri della famiglia diventano fascisti dopo che un compaesano, il Rossoni, sta facendo carriera nel neonato partito di Mussolini.
Nel libro c’è la nascita e l’affermarsi del Fascismo, la decisione di procedere alla bonifica, le guerre coloniali, la seconda guerra mondiale vista in quel piccolo fazzoletto di terra che fu strategico dopo lo sbarco di Anzio, la caduta del fascismo e le incertezze della ricostruzione postbellica.
Un romanzo il cui vero protagonista assoluto è il Canale Mussolini, che ha permesso a quelle terre di essere prosciugate e di diventare abitabili per tutti quegli emigranti che ci si sono spaccati la schiena, in una coraggiosa opera di ingegneria idraulica che non era mai stata portata a termine malgrado i numerosi tentativi.
La vera partita si è però giocata fra case editrici. Fra la Rizzoli e la Mondadori la battaglia è stata senza esclusione di colpi e pressioni, contattando uno per uno i giurati . E' saltata la regola dell'alternanza, che vigeva finché dirigeva il premio Anna Maria Rimoaldi, la quale faceva vincere un anno l'uno, un anno l'altro e riservandosi ogni tanto il gusto di favorire un terzo gruppo. Da quando quella norma non scritta è decaduta ha sempre vinto la Mondadori anche se quest’anno la Rizzoli aveva puntato tutto sull’esordiente Avallone preferendola anche a Walter Veltroni.