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Crossmedialità, il futuro è già qui.

L’audiovisivo e le nuove frontiere multimediali

Crossmedialità, il futuro è già qui.

di LIVIA SERLUPI CRESCENZI (10 07 2010)
 
 
 

Un convegno per affrontare il nuovo che avanza. Così Stefano Rulli, presidente di 100Autori ha introdotto il dibattito riguardo al tema “Senza la tv – Per una nuova narrazione cross mediale”. Un incontro voluto fortemente dall’Associazione per mettere a confronto produttori, autori, ed editori sul futuro dell’audiovisivo.

 “Superare i vecchi schemi per promuovere nuove forme di narrazione che possano trovare spazio nell’audiovisivo come universo artistico che, all’insegna di una importante riflessione culturale, diventi volano per uscire dalla crisi epocale che stiamo vivendo oggi. Un convegno che diventa un segno politico per puntare sulla innovazione e sulla molteplicità dei modelli produttivi e non sui tagli di bilancio.” Ha continuato Rulli concludendo quindi che “In quest’ottica il nostro talento e la nostra professionalità come autori dovrà confrontarsi con i nuovi scenari che si stanno profilando”.

Il convegno, suddiviso in tre panel e moderato da Stefano Bernardini, conduttore e critico televisivo, è stato organizzato da Fiction Fest 2010, il festival della Fiction che si tiene a Roma fino al prossimo 10 luglio.

I nuovi scenari multimediali

Con un excursus sui molti progetti multimediali usciti su più mezzi di comunicazione Max Giovagnoli, autore e direttore di cross media.it, ha sottolineato quanto «Lost» rappresenti un paradigma soprattutto perché gli stessi autori della webserie hanno partecipato anche alla scrittura del videogioco e della serie per i cellulari. E vi sono ancora nuove prospettive che si stanno affermando come l’uso dei social network  che avvicina la fiction a quella dimensione interattiva che non trova spazio nella televisione.  Negli Users genereted series, poi, sono gli utenti stessi che creano e rielaborano alcuni di questi universi immaginativi. Il futuro della fiction non televisiva è la ricostruzione di un proprio percorso cambiando anche il punto di vista e la struttura drammaturgica.  Ancora un esempio di crossmedialità riguarda «Dexter», una serie che perdeva pubblico, ma animata dall’iphone e da un blog ha riconquistato l’attenzione del target delle adolescenti che sembrava in fuga.

«Imagine»  (torvabile su you tube http://www.youtube.com/watch?v=tV99v1EB24k) è una hyper serial creata solo per il web dove è possibile cambiare il punto di vista dello spettatore il quale interferisce con la chiave di lettura che si dà alla storia

Sono 300 milioni i consumatori abituali di video su internet, negli Stati Uniti su 180 milioni di navigatori 140 tutte le settimane consumano on line video. In Italia 1/3 dei consumatori abituali consumano video su internet. Naviga in rete la metà della popolazione italiana, ha affermato Andrea Materia, autore, esperto di web tv e direttore di Oltre la siepe, l’e-magazine legato a Lombardia Film Commission.  Oggi il tempo speso su internet equivale al tempo speso davanti alla tv. L’on line video diventa quindi uno dei motori per la crescita di questo settore. Per tale motivo dovrebbero aumentare le risorse allocate su internet. Il consumo è divenuto di massa passato, tra l’altro, da un tempo medio di consumo di 3 minuti a un tempo medio di 14 minuti. Si sta formando evidentemente una nuova industria. In questo scenario sono indispensabili nuove figure professionali come l’aggregatore, colui che raccoglie clienti, pubblicità e si occupa della distribuzione.

Dello stesso avviso Roberto Triola, economista responsabile ufficio studi di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici che afferma ci siano margini di crescita in Italia nonostante il ritardo strutturale del nostro paese. Per i giornali ad esempio la curva internet che rappresenta la quota di naviganti ha superato da tempo la quota di lettori dei quotidiani. Dobbiamo essere consapevoli che l’ibridazione tra tv e internet è già in atto e bisogna puntare, per le nuove frontiere dell’espressività, alle tv locali che il digitale terrestre ha messo in gioco.

Confronto tra editori.

Internet ha difficoltà a catturare l’attenzione del consumatore è per questo che molti prodotti sul web sono ancora lontani dall’essere modelli di business sensati e sostenibili. Le aziende oggi sono molto prudenti e sanno di dover vendere direttamente al consumatore conquistando la sua attenzione con il marketing, la comunicazione e il budget. Laura Corbetta di Endemol/Bonsai tv ha però ribadito che la convergenza è ormai arma vincente e diventa essenziale la capacità di stare con modalità diverse sulle differenti piattaforme. In questo nuovo scenario che si sta profilando anche le grandi aziende come Mediaset, Rai o Sky devono aprire le porte a nuovi ed emergenti segmenti di autori, sceneggiatori, produttori  e risorse tecniche per sperimentarsi nella formazione.

E proprio la Rai ha consolidato la sua presenza sul web con l’offerta di un servizio secondo solo a quello della BBC. Tutta l’offerta televisiva e altri canali specifici sono in rete  – ha sottolineato Giampaolo Rossi, presidente di RaiNet – anche se però non riproduce linguaggi ad hoc per per questo strumento. La BBC, infatti, sperimenta addirittura puntate pilota di alcune fiction sul web per poi mandarle in onda in televisione e questo dovrà essere l’obiettivo anche di questa grande azienda italiana.

Il prodotto italiano d’autore.

Giallo a Milano (http://www.youtube.com/watch?v=etEFGA_f6ZY) è anche questa una piattaforma crossmediale  oltre che un documentario per l’uscita in sala, sulla comunità cinese a Milano. Gli autori hanno lavorato durante le riprese e il montaggio per i due media che si copiavano e si arricchivano l’un l’altro. Così hanno descritto il loro prodotto Sergio Basso e Alessandro Borrelli l’autore e il produttore del lavoro. Anche Giotto Barbieri, documentarista di From Zero tv ha lavorato direttamente sul web con il suo progetto documentario sulle tendopoli dell’Aquila. Le riprese, durate dei mesi, venivano inviate giornalmente sul web creando dei clip sui personaggi che vivevano nelle tendopoli e costruendo alla fine un percorso di vita a dimensione umana.

E’ il linguaggio che sta diventando strategico nel nuovo panorama della fiction audiovisiva e gli autori devono lavorare con gli spettatori per costruire nuove narrazioni. I nuovi programmi devono accogliere contenuti multimediali per trasformare la tv digitale in un mezzo ipermediale. Siamo però ancora lontani, qui in Italia, dal misurarci con il nuovo perché siamo un paese senza coraggio – hanno poi concluso gli sceneggiatori e autori Michele Abatantuono e Davide Marenco.