Ipad e religione
Ipad e religione

Si chiama Don Paolo Padrini, parroco di Stazzano(Al) paesino di 2.391 abitanti, l’ideatore dell’applicazione che permette di leggere ed ascoltare testi e canti di tutte le celebrazioni nelle cinque lingue a partire da fine luglio.
“La preghiera non è una cosa vecchia” afferma il sacerdote che si era cimentato già due anni fa con la tecnologia realizzando un’applicazione simile per l’iPhone, l’iBreviary riscuotendo notevole successo in tutto il mondo, circa 250.000 gli utenti che hanno scaricato l’applicazione, stimolando Don Padrini a lanciarsi in questa nuova avventura.
Grazie alla sua creazione gli interessati avranno la possibilità di scaricare sul nuovo supporto digitale tutti i testi e i canti(sia scritti che letti) necessari a celebrare la messa in maniera gratuita potendo scegliere tra cinque lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo e latino. I brani si potranno leggere, ma anche ascoltare.
Il 37enne prete consulente del Vaticano per i nuovi mezzi di comunicazione, si mostra apertamente entusiasta "Oltre a contenere i testi imprescindibili per parroci e fedeli - spiega il parroco - il nuovo iBreviary sarà molto curato nella forma. Ci è sembrata importante la gradevolezza estetica dell'applicazione, oltre alla sua utilità. Per non parlare della possibilità di fruizione per le persone non vedenti e della manualità di questo strumento per i preti in missione in giro per il mondo";
aggiungendo che piano piano anche i parocci legati a consuetudini secolari riusciranno ad abituarsi alla novità, "La Chiesa - continua - ha finalmente capito che i nuovi mezzi di comunicazione non sono nemici da combattere, ma supporti da usare a proprio vantaggio". È chiaro che l'obiettivo è avvicinare alla religione cattolica un numero più consistente di persone e soprattutto coinvolgere nelle iniziative del Vaticano i giovani.
Don Padrini ha creduto così tanto nel suo progetto, che ha deciso di investirvi in prima persona: sviluppare l'applicazione gli è costato tra i 4.000 e i 5.000 euro, ma con l’intento di chiedere in un futuro al Vaticano di finanziare le proprie iniziative.
Il prete, infatti, sta già pensando a nuove applicazioni, tanto che alcune diocesi statunitensi gli hanno chiesto di sviluppare un iBreviary per il Blackberry.