Teatro e animazione, una nuova intesa multimediale?
Teatro e animazione, una nuova intesa multimediale?

Una vocazione per le tecnologie interattive applicate alle arti visive e sonore con lo scopo di trovare il punto di incontro tra arte, società e culture. Questo è l’obiettivo di Mahnaz Esmaeili, una creativa iraniana, da anni in Italia, vincitrice di numerosi premi, che ha riconosciuto una nuova espressività dell’arte, quella dove la tecnologia non più sconosciuta e temuta si mette al servizio del nuovo racconto, il più creativo mai esistito: lo sconfinato mondo dell’immaginazione per fantasticare sulla prospettiva del reale. A cavallo tra due culture per Mahnaz Esmaili la ricerca è in continua evoluzione e il linguaggio si fa significativamente educativo.
Si è laureata in scenografia all’Università di Tehran, città dove ha cominciato a lavorare nello spettacolo come attrice, regista, costumista e scenografa fino al momento in cui ha voluto scegliere e ha continuato la sua carriera nel teatro occupandosi dell’allestimento scenico. Nove anni di lavoro in teatro con qualche intervallo tra televisione e cinema, poi una specializzazione in animazione. E questa esperienza l’ha spinta a cercare un legame, che potesse essere interessante, tra il mondo magico dell’animazione e la scenografia dinamica.
Più volte premiata per la miglior scenografia tra il 1995 e il 2002 in Festival nazionali e internazionali a Tehran. La sua animazione Shadows è stata selezionata al festival Tribeca Film di New York nel 2004 e al festival Sguardi altrove a Milano nel 2005 e ha fatto incetta di premi negli anni successivi.
Ha realizzato inoltre una mostra personale all’Accademia di Belle Arti di Roma dove ha esposto dipinti digitali ispirati ai costumi dell’epoca Qajar e realizzato l’installazione video The Bird.
Ho voluto, fin dagli inizi del mio percorso, allontanarmi dalla scenografia decorativa che la tradizione da sempre impone, ma che non soddisfaceva il mio spirito di ricerca. Per trovare altre strade in un nuovo spazio scenico che fosse attivo e creativo.
In Italia mi sono diplomata in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma. Anche qui la tradizione imperava, ma nuove esperienze lavorative si profilavano all’orizzonte, esperienze che, come quella di Studio Azzurro, hanno aperto porte per me inimmaginabili sulle potenzialità di una nuova scenografia interattiva.
L’arte contemporanea
Oggi animazione, scenografia multimediale, installazioni video sono espressione dell’arte contemporanea e necessitano per la loro realizzazione dell’uso di nuovi linguaggi creativi messi in atto con una conoscenza profonda delle nuove tecnologie.
Le nuove tecnologie sono gli strumenti fondamentali per costruire una scena teatrale o raccontare una storia animata. Oggi le nuove arti creative non possono prescindere dalla competenza nell’uso delle nuove tecnologie. Questo comporta anche il dover aggiornarsi continuamente sugli sviluppi degli strumenti che la tecnologia offre in modo da poter scegliere quelli più adatti al tuo lavoro.
Le tecnologie e la tradizione
La tecnologia non vuol dire dimenticare l’originalità dell’animazione tradizionale. Anch’io ho cominciato da lì, dal disegno manuale, ma gli strumenti offerti oggi ti permettono, oltre che la semplificazione di alcuni passaggi importanti, la possibilità di raccontare una storia utilizzando tutta la tua capacità creativa, senza limiti. Ma di limiti si può ben parlare perché non si deve assolutamente perdere di vista ciò che si vuole veramente dire e saperlo narrare con semplicità. L’equilibrio fra queste dinamiche è molto importante.
L’animazione
Per me l’animazione è un veicolo per raccontare il mio mondo interiore con un linguaggio poetico e stilizzato. L’animazione è un modo fantastico e bellissimo per raccontare una storia. Per raccontare quello che sento e desidero oppure che sto sognando. Grazie alle sue possibilità, ho l’opportunità di fantasticare qualsiasi cosa senza limiti e credo che sia uno dei modi più interessanti per esprimere le mie idee!
La scenografia. Un nuovo modo di comunicare
Per la scenografia invece, la tecnologia assume un ruolo diverso. Qui non si deve pensare a nessun limite di sorta perché la semplicità e l’originalità, così importanti, si manifestano con le immagini, il video o la grafica che viene proiettata sulla scenografia.
In questo modo la tecnologia diventa un strumento magico per proiettare le immagini in modo straordinario e fantastico, come anche il far interagire l’attore con la scena, oppure creare una scena dinamica e attiva, legata ai significati e ai simboli della sceneggiatura per meravigliare lo spettatore o per arrivare ad una più profonda comprensione, intellettuale ed emozionale.
Grazie alle possibilità della tecnologia, spero un giorno di poter finalmente trovare una strada comune tra l’animazione e la scenografia per creare magari una scenografia con elementi animati che interagiscono in tempo reale.
In Iran, in Italia e nel mondo. Una rivoluzione culturale?
Credo che l’uso della tecnologia in animazione sia molto diffuso in tutto il mondo e, quasi, in tutti paesi, secondo le possibilità economiche. Anche in Iran, i giovani autori d’animazione sono capaci di ottenere prodotti con strumenti professionali. Soprattutto negli ultimi anni sono diventati veramente bravi nella realizzazione di cortometraggi molto belli e interessanti, sia dal punto di vista artistico che tecnico.
Il discorso è un po’ diverso per quanto riguarda la scenografia multimediale, in quanto la sua diffusione è meno omogenea a livello planetario, come nel caso dell’animazione 3d, in quanto secondo me non è legata moltissimo a leggi economiche ma culturali. Troviamo il suo sviluppo in luoghi disparati, magari dove risiedono grandi personalità o gruppi artistici.
In Italia la scenografia multimediale e poi interattiva ha una storia che risale a circa trenta anni fa. In Iran invece la tecnologia multimediale va in scena da non più di cinque o sei anni e il lavoro da fare è ancora moltissimo, ma gli sviluppi lasciano ben sperare di poter arrivare, anche su questo tema, grazie alla nostra forza creativa e voglia di fare, a competere a livello internazionale.