Un’immagine fissa può comunicare più di tante parole. Soprattutto oggi, con le nuove tecnologie che permettono ai fotografi di esprimere la propria arte in tanti modi diversi. In occasione del 25ennale dell’ISFCI abbiamo intervistato 2 giovani fotografi sul futuro di questa forma d’arte e sulla sua integrazione nel campo comunicativo
Dal fotogiornalismo al master di moda e pubblicità, dall’animazione all’etnografia visiva, i tempi si evolvono e le scuole superiori di fotografia partecipano del progresso grazie a corsi sempre più innovativi. Non si tratta più solo di saper sviluppare una fotografia chiusi in una camera oscura, oggi occorre saper usare Photoshop, saper elaborare digitalmente un’immagine. Non si tratta quindi solo dello scatto, ma anche di tutto il processo di postproduzione. E la fotografia si integra pienamente nel vasto campo della comunicazione, con tutte le sue esigenze e i campi sperimentali ancora aperti.
All’interno del salone dell’ISFCI per questa occasione, non è raro incontrare personaggi del mondo della moda come della televisione, del cinema come della canzone: produttori, attori, cantanti, modelle, ecc. a dimostrazione della vastità degli interessi della fotografia e per la fotografia
Ma quello che ci preme sapere di più è cosa pensano gli unici veri artefici di tutto ciò che ci riporta all’immagine: i fotografi. E per essere più precisi, i giovani fotografi, visto che il futuro appartiene a loro.
Iniziamo con il più “vecchio”: Fausto Favetta, 30enne, che ha iniziato la sua carriera come fotografo di scena e ora ha un suo studio a Roma (il CM90) dove si occupa di reportage e ritratti (http://faustofavetta.com).
Dopo aver ascoltato il parere di Fausto, che ci sorprende con la sua idea della fotografia come allontanamento dalla realtà, sentiamo cosa ci dice il ventiseienne fotografo di moda e pubblicità Thomas Munns (http://thomasmunns.com/Thomas_Munns_Photographer/Thomas_Munns.html):
La fotografia dunque si evolve e oggi non si può più parlare esclusivamente di sistemi analogici, visto che nell’arte visiva il digitale è ormai entrato a pieno diritto anche nel vocabolario degli autori, integrandosi completamente nelle varie forme di comunicazione. Cogli l’attimo… e poi modificalo.