Nasce Ping: novità o déjà vu?
Nasce Ping: novità o déjà vu?

La Apple ha esordito il primo settembre nel mondo dei social network dando vita a Ping, una rete integrata in iTunes che permette ai suoi utenti di scambiarsi prodotti, opinioni e preferenze musicali. Qualcuno giudica già vinta la competizione con Facebook, qualcun altro lo considera un flop certo. Noi cerchiamo di capire, invece, come funziona, a cosa serve e quali prospettive potrà aprire nel settore dei social network.
La Apple ha lanciato il primo settembre scorso, a San Francisco, nella ormai tradizionale conferenza stampa di inizio autunno tenuta da Steve Jobs, un social network: Ping. Il nuovo arrivato nella galassia del web 2.0 ha un obiettivo ambizioso: se non contendere il primato, quantomeno diminuire lo strapotere dei fratelli maggiori Facebook e Twitter. Per ora ha avuto un primo e più scontato risultato: aprire un serrato dibattito tra addetti ai lavori e appassionati riguardo le sue possibilità di riuscire nell’ardua impresa. Analizziamone, innanzitutto, il funzionamento.
Cos’è Ping? Ping è un social network musicale, gratuito ed integrato nella nuova versione di iTunes, oltre che su iPhone e iPad. Una volta scaricato iTunes10, si potrà accedere a Ping tramite una finestra apposita nella home page. La prima cosa da fare è creare un profilo, inserendo alcune informazioni di base come nome, cognome, sesso, foto, luogo di residenza e musica preferita. A questo punto è possibile iniziare a creare la propria rete di contatti attraverso varie modalità: c’è la funzione “cerca” che permette di trovare i propri “amici” inserendo nome o e-mail, oppure si possono importare contatti direttamente da altri social network come Twitter o Facebook (quest’ultimo ha però momentaneamente bloccato l’accesso ai propri contatti). Ping suggerisce anche amici o artisti che l’utente potrebbe conoscere o apprezzare basandosi sulle informazioni inserite. Per aggiungere un contatto alla propria rete sarà sufficiente inviargli una richiesta che potrà essere “confermata” o “ignorata”. Fino a qui sembra non esserci alcuna differenza con i predecessori.
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Ping e gli altri. Per quanto riguarda il funzionamento e le modalità di utilizzo, il social network di Apple sembra, infatti, essere una sorta di mix dei competitor. A Facebook sono ispirati la prima pagina, che si presenta come una vetrina di informazioni e aggiornamenti inseriti dai propri contatti, e il comando “Mi Piace”, che può essere usato per manifestare apprezzamento sia nei confronti di un’affermazione sia di un prodotto. È ripresa da Twitter, invece, la parola “seguire” che indica l’inserimento di un contatto nella propria rete. Il fatto che cantanti e musicisti possano interagire con i propri fan attraverso un profilo virtuale ricorda molto My Space. La particolarità che differenzia Ping da tutti questi competitor è il suo carattere prettamente musicale. Nasce, infatti, all’interno di una discoteca virtuale con l’obiettivo di pubblicizzare dischi e concerti, consigliare novità, scambiare informazioni. Tutto ciò nel contesto di un network che unisce socializzazione e commercio in modo del tutto inedito. È proprio il fine dichiaratamente commerciale che differenzia Ping dal più simile dei suoi concorrenti, Last.fm. La nuova creatura di Steve Jobs potrà, infatti, sfruttare una base di 160 milioni di utenti di iTunes: tutte persone disposte a pagare per acquistare musica, che hanno già fornito i dati della propria carta di credito e di cui Apple conosce preferenze, ultimi acquisti e localizzazione geografica.
Le sfide. Nelle prime 48 ore di vita, Ping ha raggiunto quota 1 milione di utenti: per alcuni un risultato stupefacente, per altri un traguardo minimo visto il bacino di partenza di iTunes. I fattori negativi, che potrebbero ostacolare la rincorsa del network a Facebook, sono diversi. Innanzitutto lo scopo dichiaratamente commerciale dell’iniziativa potrebbe rendere più diffidenti gli utenti, impedendo a Ping di entrare nelle loro abitudini quotidiane, scopo raggiunto, invece, dalla creatura di Zuckenberg. La sua specificità musicale, inoltre, ne circoscriverebbe l’uso ai soli appassionati, riducendo il bacino dei potenziali utenti rispetto a social network più “generalisti” e meno mirati. Sono questi i principali motivi che spingono alcuni esperti di comunicazione a giudicare Ping un’invenzione che, nonostante gli entusiasmi suscitati, avrà vita breve.
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Scenari futuri. D’altra parte, però, proprio il suo carattere settoriale potrebbe segnare un punto a suo favore, in un’ottica di affiancamento piuttosto che di sostituzione dei competitor. Alcuni, tra cui la rivista californiana Wired, vedono in Ping il primo passo di Apple verso la creazione di una rete più vasta creata attorno alla condivisione di contenuti altamente creativi (film, serie televisive, libri ed altri prodotti a stampa) disponibili su iTunes. In questo senso il suo arrivo potrebbe modificare gli attuali scenari del web 2.0, dando vita ad un nuovo modello di network sociale che potrebbe essere imitato da altri grandi attori del settore. Google, ad esempio, si sta già preparando a controbattere alla mossa dell’azienda di Cupertino. Un altro campo in cui Ping potrebbe influenzare il settore è la privacy. Le sue impostazioni in materia di riservatezza sono molto più semplici e dirette rispetto a quelle di Facebook. Si può, ad esempio, con un solo comando, scegliere se mantenere riservato il proprio profilo (e quindi concedere l’accesso solo ai propri contatti) o se condividerlo con tutti gli utenti del network: nel primo caso non ci sarà alcun modo per chi non è tra gli “amici” per accedere ad alcuna informazione.
Solo il tempo potrà dirci se Ping riuscirà nel suo intento di cambiare le regole del gioco nella competizione fra social network. Per ora il fatto che la sua nascita abbia creato fermento tra i suoi concorrenti è dimostrato dalla decisione di Facebook di bloccare la funzione di ricerca degli amici attraverso le sue liste.