Dacia Maraini, la scrittura, il mondo
Dacia Maraini, la scrittura, il mondo

Il fil rouge del suo intervento emerge a partire da alcune sue frasi: «La scrittura- ha affermato - migliora il rapporto con le parole. Le parole sono strettamente legate al pensiero e di ciò si dovrebbe tener conto anche quando si lavora nel sociale». A parole dotate di senso e mai afasiche corrisponde cioè una forma di pensiero umanamente alta, che riesce ad andare oltre il senso comune. Il silenzio e il distacco, in situazioni in cui l'uso della parola risulterebbe quasi necessario, sono invece indicativi di una personalità priva di queste caratteristiche. Tuttavia, l'autrice ha precisato che la scrittura può prevedere, per periodi anche lunghi, un distacco funzionale all'elaborazione dell'opera. Infatti, secondo Dacia Maraini, essere uno scrittore professionale significa lavorare per almeno sei ore al giorno e ciò può comportare lo svolgimento di un'attività solitaria. Ma al tempo stesso, se tale lavoro viene svolto con tenacia e parte da presupposti solidi, permette una profonda conoscenza dell'animo umano. Chi scrive perché spinto da un forte senso etico non si sottrae perciò a questo lavoro, certamente faticoso, ma che porta a leggere gli aspetti più interiori e profondi della realtà e delle persone. Di arrivare prima degli altri alla lettura più autentica.