Sette italiani su dieci vittime di cybercrime.
Sette italiani su dieci vittime di cybercrime.

Chissà quanti di voi da un momento all’altro avranno trovato il proprio computer infettato da virus. In quegli istanti probabilmente vi sarete arrabbiati a morte e vi sarete chiesti: “Ma com’è possibile, il computer ha l’antivirus! E poi perché proprio a me?”. Sbolliti poi i primi fumi iniziali, con la mente un po’ più lucida, vi sarete resi conto di trovarvi faccia a faccia con il fenomeno del cybercrime. Ebbene, non siete i soli. Sette italiani su dieci infatti ammettono di essere stati attaccati da crimini informatici. È quanto emerge dalla conferenza stampa di presentazione del Protocollo d’intesa che la Polizia Postale e Symantec, azienda leader per la sicurezza informatica, hanno siglato al fine di contrastare il cybercrime.
I dati sulla criminalità informatica.
L’espansione che Internet ha avuto negli ultimi anni ha portato purtroppo, oltre i benefici che tutti conosciamo, anche una forte escalation del crimine informatico. Lo dice lo studio Symantec, intitolato "Norton cybercrime human impact report", di cui sono stati diffusi alcuni dati. Il rapporto ha riguardato un campione di 7.066 adulti, dai 18 anni in su, di 14 paesi (Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Italia, Giappone, Nuova Zelanda, Regno Unito, Spagna, Svezia, Stati Uniti). Nel nostro paese, il 69% degli intervistati ha ammesso di aver subito una qualche forma di cybercrime contro il 65% della popolazione mondiale. Di questa, il 51% ha dovuto dare i conti con il pc infetto da virus o malware, il 10% è stato vittima di truffe online e il 4% ha subito il furto d’identità. Nel 2009 insomma le attività degli hacker mirate a sottrarre le identità sono cresciute dal 22 al 60% del totale delle minacce rispetto all'anno precedente.
Il crimine informatico non riguarda però solo gli utenti privati, ma colpisce anche le aziende. In questo caso, gli attacchi sono mirati al furto di dati sensibili (numeri di carte di credito, credenziali personali, numeri di conto corrente), per un valore che, nel 2009, è stato stimato in un trilione di dollari (circa 750 miliardi di euro). Il costo medio che un’azienda spende per compensare il furto è, secondo Symantec, di circa 5 milioni di dollari (4 milioni di euro).
L’Italia è, come mostrano i dati Symantec, una delle più colpite. A dirlo è anche l’aumento del numero di denunce e arresti nei primi 6 mesi del 2010. La Polizia Postale infatti ha denunciato 819 persone per reati legati all'e-Commerce (arrestandone 37), ha ricevuto 2.913 denunce per hacking con conseguenti 76 arresti e ha arrestato 69 persone per terrorismo con mezzi informatici.
La repressione però da solo non basta per combattere il fenomeno. È per questo che Polizia Postale e Symantec hanno siglato un Protocollo d’intesa. L’accordo porterà ad una serie di iniziative congiunte di sensibilizzazione all’uso corretto della rete per informare gli utenti sui rischi che corrono ed educarli a prevenirli.
"Con i tempi di connessione alla rete - ha ricordato Antonio Apruzzese, direttore del Servizio Polizia postale e delle comunicazioni - crescono anche i rischi di chi siede davanti al pc: la criminalità informatica, come confermano i dati, è in fortissima espansione e all'attività di repressione, che pure sta dando ottimi risultati, occorre affiancare anche una strategia di prevenzione, che per certi versi è ancora più pagante". Polizia Postale e Symantec si impegnano insomma a diffondere una cultura della sicurezza informatica.