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Il futuro della comunicazione nella convergenza

Come cambia il ruolo dei giornalisti

Il futuro della comunicazione nella convergenza

di NICOLA GILARDI (01 12 2010)
http://www.tuttocatanzaro.it/root/Ultime-notizie/piu-di-trenta-giornalisti-scendono-in-campo-diretta-web-su-lamezia-tv.html
 

Il convegno "La fabbrica dei contenuti" ha ridisegnato la figura professionale del giornalista nell'era della convergenza: sempre più integrato e con maggiore padronanza della tecnologia.

Con la convergenza dei media il ruolo e il lavoro dei comunicatori è destinato a cambiare. I media tradizionali scavalcano gli originali confini consentendo modalità di fruizione sempre più flessibili, ad esempio guardare la tv o ascoltare la radio dal proprio pc. Questo cambiamento, però, non riguarda solo i consumatori, ma anche, e soprattutto, coloro che partecipano alla realizzazione dei prodotti mediali.

Lunedì 29 novembre, presso la sala Auditorium del Palazzo delle esposizioni di Roma, si è svolto il convegno La fabbrica dei Contenuti: comunicazione nell’era cross mediale. Lo ha organizzato la FISTeL Cisl con lo scopo  di riflettere sui cambiamenti dei mezzi di comunicazione e sulla professionalità di chi vi lavora. Hanno dato il loro contributo figure conosciute del giornalismo italiano: Massimo Bernardini e Maria Mussi Bollini, entrambi giornalisti Rai, Mario Morcellini, preside della facoltà di Scienze della comunicazione e Andrea Fabiano, responsabile del marketing strategico della Rai.

Ad aprire l’evento è stato il Segretario Generale di Roma e Lazio, Paolo Terrinoni, che ha disegnato il quadro economico dei mezzi di comunicazione italiani, ma anche mondiali. La crisi continua a limitare gli introiti pubblicitari, ma è evidente la crescita di nuove forme di televisione, come la pay tv o le tv on-demand. Sempre difficile è la questione dell’editoria, soprattutto cartacea. Tutti i giornali, infatti, dichiarano delle perdite. Uniche eccezioni: Il Messaggero e l’Avvenire. Buono, invece, lo stato della radio.

Emerge chiaramente che la professionalità dei comunicatori dovrà essere ripensata e ci saranno figure sempre più integrate, in grado di fare più cose nello stesso tempo. Quindi giornalisti che sappiano realizzare il montaggio video, oppure conduttori televisivi in grado di cimentarsi con la regia.

Una questione importante che è stata dibattuta è quella dei giovani. Spesso precarie e quasi sempre non tutelati giuridicamente, le nuove leve della comunicazione devono fare i conti con un sistema che non ne facilita l’entrata. Il web rappresenti una “palestra” importante, ma il salario è quasi sempre un miraggio.

Sono molto poche, inoltre, le imprese editoriali che investono sulla rete. Spesso i siti web dei giornali si limitano a riproporre articoli della carta stampata e sicuramente in numero inferiore. La qualità dell’informazione sulla rete non è ancora molto elevata. L’approfondimento resta ad appannaggio dei giornali di carta, a discapito di chi si accontenta di un sapere molto superficiale derivante dal web.