Le amenità del Ministro
Le amenità del Ministro

Nella puntata di Ballarò dell'11-01-2011 il ministro dell'Istruzione parla della riforma e promuove le facoltà scientifiche.
Inutili e ameni. Così il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini ha definito i corsi di laurea in Scienze della Comunicazione. Inutili. Una strana coerenza se pensiamo che questi corsi di studio sono promossi e finanziati proprio dal Ministero dell’Istruzione.
Verrebbe da pensare che chi dedica i propri studi al mondo della comunicazione, stia buttando via soldi e tempo. Ma è davvero cosi? Stando ai dati Almalaurea, gli studenti di Scienze della Comunicazione, che si sono laureati nel 2007 e che hanno trovato lavoro ad un anno dal conseguimento del titolo, sono il 49,4% (la media nazionale è del 48, 3%, vedi articolo allegato).
Che il mercato del lavoro fosse in crisi, non è una novità. A crescere è soprattutto il tasso di disoccupazione giovanile, arrivato al massimo storico ( 28,9%). A quanto pare il problema è più generale e non riguarda solo chi studia Scienze della Comunicazione.
La frase del ministro Gelmini, per il momento, sembra essere passata inosservata, almeno sui media nazionali. Numerose, invece, le polemiche sul web, che, ancora una volta, si dimostra il mezzo della protesta, soprattutto per i giovani. Da Friendfeed a Twitter, ai blog. In particolare, su Facebook, sempre più commenti sta avendo la lettera diretta al Ministro Gelmini da una ragazza laureata proprio in Scienze della Comunicazione:
pubblicata da Simona Melani il giorno mercoledì 12 gennaio 2011 alle ore 18.28
Gent.ma Ministro Gelmini,
ho 25 anni, sono laureata in Scienze della Comunicazione e mi sto specializzando in pubblicità.
Molte volte mi sono sentita dire, un po' per scherzo e un po' sul serio, che il mio era un corso di laurea “facile” e che un mio trenta in Sociologia o non valeva neanche la metà di un 25 preso da uno studente di giurisprudenza in diritto penale o di un 18 in Anatomia.
Ho risposto sempre con il sorriso sulle labbra a chi dubitava dell'utilità dei miei studi: ho risposto lavorando di giorno e studiando di notte, ho risposto trovando sempre degli ottimi lavori, senza raccomandazione e nei quali ho messo a frutto i miei studi.
Dall'aria che tira, mi pare di capire che su un'eventuale Arca di Noè, non ci sarebbe spazio per noi poveri professonisti della comunicazione. Non per me, né per i creativi, né per gli stagisti che a centinaia lavorano nelle aziende dell'impero mediatico del presidente del consiglio. Noi non serviamo, le nostre lauree non servono.
Sono inutili anche tutti quei comunicatori, esperti di immagine creativi e chi più ne ha più ne metta che in questi anni non solo hanno permesso l'aumento esponenziale dl fatturato delle aziende del Presidente del consiglio, ma che lo hanno anche supportato nella sua discesa in campo e che studiano le sue mosse e quelle del suo partito.
Le sue parole a Ballarò, poche e passate forse in sordina ai più, “abolire le lauree inutili in Scienze della Comunicazione” sono state come un colpo di pistola. Se lo dice il ministro, mi sono detta, sarà vero. Io mi fido delle istituzioni, sa?
E allora come mai permettete il proliferare di università private che chiedono 30.000 euro per un master in comunicazione? O è truffa o è circonvenzione d'incapace. In entrambi i casi, un reato.
Ho frequentato l'università pubblica, il mio corso di laurea è stato autorizzato dal ministero da lei presieduto. Quindi io sono stata truffata dallo Stato. E pretendo un risarcimento.
Ho fatto un breve calcolo: 5 anni di tasse, di affitto – sono una fuorisede – di libri, di abbonamento ai trasporti, bollette e spese varie fanno circa 10.000 euro. Se a questo ci aggiungiamo il danno biologico – studiando la notte e lavorando di giorno, il mio fisico ne ha risentito – e i danni morali e materiali arriviamo a 20 mila euro. Che ho intenzione di chiedere all'Università di Palermo e al Minstero dell'Istruzione. Io in cambio chiedo l'annullamento della mia laurea e mi impegno a reinvestire i soldi del risarcimento in una bella laurea in giurisprudenza. E in un biglietto A/R per Reggio Calabria. Sa com'è... per l'abilitazione.
Sono certa che, nell'eventuale causa, Lei mi fornirà tutto il supporto e l'appoggio possibili.
Cordialmente,
Simona Melani
Gelmini, scienze della comunicazione
è un supporto caricaturale del nostro emerito presidente del consiglio - dio li fa e poi li accoppia - ma tutto passa, tutto si lascia, tutto si rimpiazza...
Ciao mi chiamo Cristiano,
Ciao mi chiamo Cristiano, mi sono laureato in comunicazione nel 2006 e ad oggi lavora a Milano in una multinazionale nel settore largo consumo.
Onestamente, come molto spesso accade la verità è nel mezzo: scienze della comunicazione è una facoltà che, se fatta a modo e con serietà, fornisce degli strumenti spendibili, ma che devono necessariamente diventare pragmatici negli anni successivi al corso di laurea.
In effetti SDC ha delle fondamenta troppo astratte che spesso nel mondo del lavoro sono difficilmente applicabili e rivendibili, però conosco laureati in sdc che hanno un'apertura mentale ed una flessibilità nel ragionare molto più sviluppata di tanti ingegneri o laureati in facoltà scientifiche.
In sostanza, sono convinto che la differenza la faccia la determinazione, la voglia di mettersi in gioco e quanto si crede nelle cose che si fanno!
Amare quello che si studia, farlo con passione sono i veri vantaggi competitivi perchè una facoltà all'apparenza "facile" può diventare sfidante se fatta con energia e, viceversa, una facoltà "difficile" può diventare noiosa e stancante se non la si sente proprio e non la si vive con serietà.
Non mollate mai nell'investire il vostro tempo per raggiungere i vostri sogni :-)
Cristiano