"Non è più la mia scuola"
"Non è più la mia scuola"

Sono passati più di due anni dall’entrata in vigore della riforma dell’istruzione per la scuola d’infanzia e primaria. Cosa è cambiato da allora? Le modifiche apportate con il testo della cosiddetta Riforma Gelmini appaiono però tutte dettate da questioni di “cassa”.
Dall’introduzione della figura dell’insegnate unico alla riduzione del personale ATA, fino alla soppressione dei fondi annuali per il funzionamento delle scuole, sembra questa, una riforma che non tiene in considerazione le reali esigenze delle persone che convivono quotidianamente con questo mondo: bambini, genitori, insegnanti.
Migliaia di licenziamenti, scuole chiuse nei piccoli centri, classi più che numerose e senza fondi per le supplenze, insoddisfazione da parte dei genitori e rabbia degli insegnanti, bambini sempre meno seguiti; sono queste le principali motivazioni per cui l’approvazione della riforma della scuola ha provocato così tante manifestazioni di dissenso e critica.
La “riforma Gelmini” è un insieme di provvedimenti per il settore dell'istruzione portati avanti dal ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini. La prima legge che contiene molti degli interventi per cambiare il sistema scolastico è la 133/2008, che provoca tagli nel personale amministrativo e del monte ore delle cattedre degli insegnanti; inoltre cambia sia le denominazioni degli istituti che gli insegnamenti che li caratterizzano. Ulteriori modifiche sono contenute nella legge 169/2008, che incide principalmente sulle scuole primarie e secondarie inferiori per quanto riguarda la sicurezza degli edifici scolastici, le classi di concorso per gli insegnanti, la valutazione degli studenti e la re-introduzione dello studio della Costituzione nelle scuole.
Titolo II: Norme e delega legislativa in materia
di qualità ed efficienza del sistema universitario
Se si è deciso di tagliare i fondi alla pubblica istruzione e cioè al futuro dell’Italia, vale la pena chiedersi in cosa sia giusto investire. Per dare un’idea dei disagi causati dai tanti tagli alle economie dell’istruzione abbiamo deciso di raccogliere delle testimonianze di insegnanti e genitori che rispecchiano la situazione reale all’interno del mondo scolastico.
La riforma dell’istruzione del ministro Gelmini è in atto nelle scuole dell’infanzia e primaria dal 1° settembre 2009. Ha notato dei miglioramenti complessivi del lavoro quotidiano?
La riforma ha particolarmente modificato l’assetto della scuola primaria, a mio avviso peggiorandola, mentre per la scuola dell’infanzia i cambiamenti riguardano l’anticipazione della frequenza dei bambini a due anni e mezzo e l’elevazione numerica degli alunni per sezione da 25 a 30. Con queste modifiche la qualità del lavoro, come è comprensibile, è notevolmente scaduta per ulteriori difficoltà pratiche.
E’ un bene che sia stata abbassata a due anni e mezzo l’età di iscrizione per i bambini e cosa comporta?
L’anticipazione a due anni e mezzo comporta notevoli difficoltà di gestione delle classi nel quotidiano. Infatti, è inadeguato il rapporto numerico alunni-insegnante per un gruppo classe di età così eterogenea (due, tre, quattro e cinque anni).
Da quanti bambini è formata la sua classe?
La mia sezione è formata da ventuno bambini di età eterogenea . Nella mia scuola, su dieci sezioni, cinque sono a tempo normale (8.00-16.00) e cinque a tempo ridotto (8.00-13.00). Le sezioni a tempo normale, come la mia, hanno un numero più ridotto di bambini rispetto alle altre, che contano circa ventotto iscritti.
Il numero è cambiato rispetto a qualche anno fa?
Qualche anno fa le dieci sezioni erano tutte a tempo normale, cioè erano tutte formate da 21 bambini.
Ci sono ore di compresenza fra insegnanti?
Avviene soltanto nelle sezioni a tempo normale, due ore dalle 11,00 alle 13,00.
In caso di bisogno vengono nominate le supplenze necessarie?
No, i supplenti non vengono quasi mai nominati. Per sostituire le insegnanti assenti vengono spesso utilizzate le insegnanti di sostegno, l’insegnante di religione o, nel caso peggiore, i bambini vengono divisi e distribuiti nelle altre sezioni con tutte le conseguenze del caso.
Per quale motivo non vengono nominate le supplenze?
Per mancanza di fondi scolastici, ovviamente.
La diminuzione del personale ATA come ha influito sul normale svolgimento del lavoro?
La diminuzione del personale ATA e la conseguente difficoltà di pulizie ha causato la chiusura di alcuni locali che prima utilizzavamo per attività di psicomotricità, laboratori di pittura, ecc.
I fondi per il funzionamento della scuola dell’anno in corso sono arrivati alla vostra struttura?
I fondi sono stati stanziati ma li stiamo ancora aspettando.
Insegnante della scuola primaria
“Cesare Battisti” di Ragusa.
Da quanti bambini è formata la sua classe?
Al momento mi occupo di due classi, una composta da 25 bambini, l’altra da 24.
La riforma dell’istruzione del ministro Gelmini è entrata in vigore nelle scuole elementari a partire dall’anno scolastico 2009/ 2010. Sappiamo che l’aspetto più innovativo per quanto riguarda la scuola primaria è l’introduzione della figura del maestro unico: cosa ne pensa?
Ci sono vari aspetti della riforma che non approvo, ma sicuramente questo è il più negativo.
Perché?
Devo premettere che fortunatamente nella nostra scuola, la riforma scolastica non è stata applicata al cento per cento. Al momento siamo in tre insegnanti ad occuparci di queste due classi, il che sta a significare maggior approfondimento nelle singole materie d’insegnamento, ma non solo. Se ci sono bambini che hanno bisogno di recuperare o di potenziare è possibile organizzarsi internamente e occuparci di eventuali recuperi e/o potenziamenti; inoltre non bisogna sottovalutare il fatto che un bambino può non andare d’accordo con un’insegnante. Nel mio caso può rivolgersi a più figure e sicuramente una tra le tre riuscirà a metterlo a suo agio, ma se l’insegnante fosse solo?”.
Nella sua scuola viene effettuato il tempo pieno?
Si. I genitori possono scegliere fra tre opzioni: 24 o 30 ore settimanali, o il tempo pieno fino alle 16 con la settimana corta.
Quando i genitori optano per il tempo pieno, avviene la compresenza tra insegnanti?
No, purtroppo no.
Cosa significa?
La compresenza tra insegnanti fa si che ci sia un ambiente più sicuro per i bambini; ad esempio, se dovessi accompagnare uno dei bambini in bagno, come faccio a lasciare soli gli altri 24?
Come hanno reagito i genitori a questo cambiamento?
I genitori sono sicuramente insoddisfatti e soprattutto preoccupati.
Nella sua scuola è avvenuta una diminuzione del corpo docenti o del personale ATA?
Nessun insegnante è stato licenziato, ma il personale ATA è diminuito di due unità.
Ciò come ha influito sul suo lavoro?
Nella scuola nella quale insegno il personale ATA è ancora presente, ma questo solo perché, come ho già detto prima, nel nostro caso riusciamo per il momento a mantenere una certa flessibilità nell’attuazione della riforma.
Nel caso in cui fossero stati licenziati tutti i membri del personale ATA?
Il licenziamento di tutto il personale ATA influirebbe soprattutto sulla sicurezza.
In caso di bisogno vengono nominate le supplenze necessarie?
La nomina di un supplente è un evento rarissimo perché mancano i fondi. La maggior parte delle volte è lo stesso corpo docenti che supplisce.
E per quanto riguarda i fondi destinati al funzionamento per la scuola?
L’anno precedente i fondi sono arrivati, la somma era esigua, ma c’erano. Quest’anno non sono ancora arrivati.