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Libri addio, da oggi si studia con i videogame

A New York una scuola dove non servono libri e quaderni: la storia, la matematica e la geografia si imparano giocando

Libri addio, da oggi si studia con i videogame

di DANIELA CARNEVALE (03 04 2011)
kidzmodo.it
 

La società cambia con la velocità delle nuove tecnologie e la scuola, anche se con fatica, cerca di stare al passo: è nata a New York la prima scuola pubblica d’avanguardia dove non servono libri e quaderni per gli appunti: si impara videogiocando. 

Da sempre, probabilmente fin dai suoi esordi, la scuola rappresenta un luogo dove i ragazzi si annoiano e dove vanno mal volentieri, ma oggi più che in passato i giovani studenti avvertono il distacco che si è creato tra la società che li circonda, sempre più caratterizzata da nuove tecnologie interattive e personalizzate, e la scuola che a stento cerca di svecchiarsi, ma che rimane ancora un’istituzione dove il sapere viene dall’alto e soprattutto in formato cartaceo.

I ragazzi crescono oggi con you tube, google e facebook, in un mondo dove l’informazione è immediata, multimediale e in continuo aggiornamento e allora ci vorrebbe una scuola che comprenda e valorizzi questo nuovo modo di apprendere e di comunicare dei “nativi digitali”.

Un primo esperimento è quello fatto a New York dalla “Quest to learn”, una scuola superiore di primo grado dove gli alunni imparano videogiocando.

Ogni mattina, gli iscritti a questa innovativa scuola, invece di aprire libri e quaderni, prendono il loro joypad della PS3 e iniziano a giocare...ops studiare.

Molti videogiochi sono realizzati ad hoc, spesso dagli studenti stessi, e permettono di acquisire competenze su diverse materie; ad esempio con “Being, Space and Place”, i ragazzi devono impersonare un soldato spartano che deve stabilire una strategia d’azione contro l’esercito ateniese, imparando così non soltanto la storia, ma anche la geografia e la politica pubblica.

L’idea di fondo di questo nuovo modo di insegnare è che attraverso i videogiochi, gli studenti non acquisiscono soltanto le conoscenze di base, ma anche abilità trasversali che consento di pensare in maniera innovativa favorendo la riflessione e lo sviluppo di strategie in base ai possibili sviluppi di una situazione.

In una società dove la completa digitalizzazione dell’insegnamento sembra essere ancora molto lontana, una scuola dove s’impara giocando con la play station deve sembrare davvero un paradiso a tutti gli studenti: i nativi digitali costretti a ancora a studiare nell’era di Gutenberg.