Cominciano a prendere piede in aziende, scuole e ospedali, i nuovi sistemi di persenza remota, donando all’uomo l’illusione dell’ubiquità
Sono definiti anche “sistemi di persenza remota” e rappresentano l’ultima frontiera nella gestione delle riunioni aziendali e delle conferenze. Sono dei veri e propri avatar robotici che consentono di interagire con colleghi ed amici a distanza senza tutti quei vincoli imposti dai tradizionali mezzi di comunicazione a distanza.
Dopo anni di gestazione, queste macchine stanno iniziando a fare la loro comparsa in uffici, convegni, ospedali e persino scuole particolarmente hi-tech regalando all'uomo l'illusione dell'ubiquità.
Proviamo a pensare se un professore universitario, impegnato ad un meeting a Londra si facesse sostituire dal suo avatar robotico o se magari, ricoverati in ospedale ci venisse a visitare, tramite il suo alter ego, un medico che in realtà si trova ad un convegno a New York. Magie dell'hi-tech che fino a pochi anni fa sembravano pura fantascienza.
C'è chi trova ancora questi robottini rudimentali perchè il loro "corpo", è formato da un semplice schermo, una videocamera, due casse e un microfono su ruote, ma in molti già scommettono sul loro futuro successo considerandoli una vera innovazione delle interazioni a distanza
La vera novità sta nel fatto che questi veri e propri robot sono concepiti per essere agili quindi con il vantaggio di avere una massa fisica che si sposta da una parte all’altra con un semplice comando. QB (questo il nome dato ai robot ideati dall'azienda californiana Anybots) , infatti, si comanda facilmente da remoto tramite un qualsiasi web browser.
L'attività di ricerca sui sistemi di presenza remota è cominciata quasi per caso. Due ricercatori - Dallas Goecker e Curt Meyers - erano impegnati nella realizzazione di una piattaforma per la progettazione robotica, uno dalla California, l'altro dall'Indiana. A un certo punto, frustrati da telefoni e videoconferenze, hanno deciso di creare dei "bot da battaglia": così è nato il prototipo di Texai, il primo avatar robotico.
Nonostante i pareri di molti esperti di hi-tech, alcuni entusiasti, altri più freddi, potremmo davvero essere di fronte a un cambiamento significativo. Sempre più spesso, infatti, manager, che hanno difficoltà a districarsi tra i numerosi appuntamenti giornalieri, si fanno sostituire da questi sistemi di telepresenza, che al loro posto partecipano a meeting internazionali o magari fanno visita a uffici o stabilimenti oltreoceano e c’è addirittura chi lo usa per interagire con la propria fidanzata quando le trasferte sono lunghe e inevitabili rendendo così, almeno virtualmente impossibile ogni tradimento!
Diversi studi, soprattutto a livello universitario, sono in corso per cercare di evidenziare i pro e i contro di questi avatar che almeno idealmente dovrebbero semplificarci la vita facendosi carico di impegni ed appuntamenti importanti a cui diversamente non riusciremmo a partecipare. A quanto risulta i benefici ci sono. Infatti secondo le indagini, le persone che lavoravano da remoto interagiscono con gli altri colleghi come se fossero fisicamente presenti, eliminando i problemi logistici e di interazione propri delle video conferenze tradizionali.
Ma ci sono anche diversi aspetti problematici, primo fra tutti quello legato all’instabilità della connessione che può influire sulla capacità di azione del robot; e poi c’è il non meno importante fattore estetico per il momento notevolmente trascurato; per non parlare poi del prezzo: chi volesse avere a propria disposizione un robot che vada alle riunioni di lavoro al proprio posto comandandolo tranquillamente da casa, dovrebbe infatti prepararsi a “sborsare” la bellezza di 15.000 dollari.