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Gonzo che ?

Gonzo che ?

di MARCO MARIA DONNARUMMA (19 05 2011)
http://media.photobucket.com/image/fear%20and%20loathing/Dr_Casto/Duke_and_gonzo.png?o=2&sortby=sevendaysview
 Hunter S Thompson e Oscar Zeta Acosta

Si attribuisce la nascita di questo particolare genere giornalistico "Gonzo Journalism" a Hunter Thompson, ( Louisville, 18 luglio 1937 - Woody Creek, 20 febbraio 2005) giornalista e scrittore di diversi romanzi tra i quali “Paura e disgusto (delirio) a Las Vegas”, celebre testo dal quale è nata la pellicola cult dal medesimo titolo con protagonisti Johnny Depp e Benicio Del Toro.

Thompson, cominciò a utilizzare lo pseudonimo di Dottor Gonzo sin dal 1969, quando si firmò con questo username in un esilarante reportage sul Kentuky Derby (Gran Premio di galoppo degli Stati Uniti), per lo Scanlan’s Magazine. Il concetto di Gonzo ("bizarre" sul dizionario Webster), proietta lo scrittore nel cosiddetto “Nuovo Giornalismo Americano” accanto a Tom Wolfe, suo grande amico.

La sua opinione è che l’informazione obiettiva a tutti i costi spesso non rappresenta la realtà. L'autore non fa altro che mischiare il giornalismo tradizionale con una narrazione soggettiva che rispecchia ciò che chi racconta sta vedendo e provando, esclusivamente dal suo punto di vista.

 Per lui il giornalismo può essere veritiero anche se non oggettivo, celebre è una sua frase in cui afferma: “Il giornalismo oggettivo è una delle ragioni principali per cui ai politici americani è stato permesso di essere tanto corrotti e tanto a lungo. Non si può essere oggettivi su Nixon."

La filosofia del Gonzo Journalism cura più lo stile e le esperienze personali, piuttosto che i fatti, dando così libero sfogo alle sensazioni e agli umori di chi racconta, andando contro i principi fondamentali del giornalismo anglosassone. Non c’è bisogno di nessuna correzione o riscrittura, e spesso sono trascritte alla lettera interviste e conversazioni telefoniche. Vengono tralasciati gli avvenimenti principali di un reportage, pensando che sia più interessante, anche per chi legge, una visione maggiormente sensoriale, dove il personaggio principale del racconto è lo scrittore stesso.

Per aumentare le sue sensazioni T. utilizzava, come da lui stesso dichiarato, diverse droghe tra le quali  l’lsd. Le radici di questo stile giornalistico e di Thompson stesso, sono ben impiantate nella Flower Power Generation, movimento psichedelico degli anni 60. Il fenomeno d’altronde non ha invaso solo l’ambiente giornalistico, ma esplodeva in tutto il mondo, influenzando la musica (Pink Floyd, Grateful Dead, Jefferson, Airplane), il cinema (Easyrider, Stati di allucinazione, Chappaqua, Zabriskie Point), la letteratura ( dopo il precursore Aldous H), il teatro (Living Theater), le arti-visive (Andy Warhol e la sua factory, Mario Schifano) la moda(Pierre Courreges, Mary Quant).

Questo genere giornalistico è diventato noto per aver infranto alcune delle regole principali del giornalismo standard visto che fantasia e autore sono al centro della storia, spesso,  con voce narrante in prima persona.
Il racconto diventa un caos misto tra realtà e fantasia, ma sempre sostenuto e difeso come un fatto realmente accaduto. 
Questo concetto non è un paradosso, né un ossimoro, visto che spesso a causa di diverse percezioni, di fatto, la realtà di un uomo è la fantasia di un altro uomo.