Un grande cartello rosso con la scritta “Questa cabina sarà rimossa dal giorno XXX” è stato affisso in questi giorni su molte cabine telefoniche della Capitale. E’ la fine di un’epoca? Sembrerebbe proprio di si. Non c’è più spazio per il caro vecchio telefono pubblico nell’era dei tablet, degli smartphone, della rete come via principale di scambio comunicativo. Proprio da quest'ultima però potrebbe arrivare una soluzione.
La delibera. Il provvedimento di rimozione prende corpo da una delibera dell’
Agcom che risale al gennaio dello scorso anno. L’Autorità Garante delle Comunicazioni ha stabilito infatti che i telefoni pubblici ritenuti in eccesso rispetto alla reale utilità, debbano essere rimossi. Saranno infatti risparmiati solamente quelli presenti in luoghi dove non’è possibile farne a meno, ovvero ospedali, scuole e caserme.
Telecom Italia dunque non ha perso tempo e ha dato il via al programma di rimozione che porterà, entro pochi mesi, al taglio di circa trenta mila cabine.
A fine anno verranno censite le cabine ancora funzionanti e verrà approntato un altro piano di riduzione da attuare il prossimo anno. Statisticamente parlando, l’Italia è comunque la nazione europea con il tasso di cabine più elevato rispetto al numero di abitanti, ma il loro utilizzo è crollato del 90% in un decennio.
Una mail può salvarle. Chiunque lo volesse però, può intervenire in soccorso della cabina. Sempre sullo stesso cartello rosso è infatti riportato l’indirizzo mail
cabinatelefonica@agcom.it, attraverso il quale ognuno può richiedere il salvataggio della cabina indicando i propri dati, l’indirizzo della cabina e i motivi per i quali si vorrebbe che il telefono pubblico continui a rimanere attivo. Il tutto tassativamente entro 30 giorni dal momento dell’affissione del cartello. Entro pochi giorni si saprà quante cabine telefoniche sono state salvate dagli utenti. Le rimozioni avranno comunque inizio dal 20 giugno prossimo.
Un mezzo obsoleto. Per molte generazioni hanno avuto un significato particolare, ognuno ha qualche ricordo legato ad una cabina telefonica. Chi le usava per fare degli scherzi, chi per chiamare il proprio partner di nascosto dai genitori, chi semplicemente per comunicare qualcosa. E poi le collezioni dei gettoni prima, delle schede a bassa tiratura poi. Oggi si fa fatica anche solo a trovare una rivendita munita di schede per telefoni pubblici. L’evoluzione della comunicazione sembra proprio non lasciare scampo alla cabina telefonica. Oltre al semplice telefono cellulare, oggi la concorrenza è sempre più agguerrita grazie agli smartphone e ai tablet che permettono infiniti modi di comunicare, dalla semplice telefonata, al collegamento flat con tutti i social network più utilizzati dal popolo di Internet. La sensazione più ricorrente è che siamo realmente di fronte ad un altro segnale tangibile di come le nuove tecnologie stiano rivoluzionando la nostra sfera sociale e comunicativa. Una semplice mail potrebbe allungare la vita alla cabina telefonica, ma probabilmente non basterà ad impedire che presto diventi solamente un oggetto di culto della civiltà urbana.