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L'Europa a sostegno della tv digitale

Funziona la piattaforma gratuita Tivùsat

L'Europa a sostegno della tv digitale

di ANNA BISOGNO (19 07 2011)
www.flickr.com/photos/shyald/4401164373
 

 In Italia, risultati di rilievo per la piattaforma gratuita Tivùsat, gestita dalla società Tivù, partecipata da Rai, Mediaset e Telecom Italia Media.

Nel corso dell’ultimo anno, con l’avanzare dei processi di switch-off, si è rivelato sempre più importante e decisivo l’apporto delle piattaforme satellitari gratuite al passaggio al digitale. eMedia, in uno studio per DGTVi, sottolinea che, con l’eccezione della Spagna, dove non esiste una vera e propria piattaforma “gestita” da un operatore, Francia, Italia e Regno Unito si sono dotate, con crescente successo, di offerte satellitari gratuite integrative alla TDT, cioè in grado di garantire l’universalità della piattaforma puntando su quelle famiglie residenti in aree tecnicamente difficili o eccessivamente costose da raggiungere tramite ripetitori terrestri (zone di montagna, zone di confine etc.).



L’Italia han fin qui registrato risultati di rilievo, addirittura superiori alle aspettative, con la piattaforma satellitare gratuita Tivùsat, gestita dalla società Tivù, partecipata da Rai, Mediaset e Telecom Italia Media.

Alla fine dello scorso aprile, le smart card attivate avevano superato quota 900 mila, con una crescita di oltre 500 mila rispetto a meno di un anno prima (400 mila attivazioni a fine giugno 2010). L’offerta include attualmente 55 canali TV, ovvero la gran parte di quelli diffusi su piattaforma TDT con l’aggiunta di alcuni canali locali e internazionali, e una trentina di canali radiofonici. Tivùsat opera anche come certificatore dei dispositivi e ha creato quattro “bollini” (Standard Definition, HD-ready, High Definition e HD-broadband ready) per indicare i prodotti che rispondono alle specifiche tecniche di Tivùsat.
 
Nel Regno Unito ha ottenuto ottimi risultati l’offerta Freesat, lanciata nel maggio 2008 in Joint Venture dai due principali operatori della TV gratuita britannica BBC e ITV. Oltre a replicare l’offerta della TDT gratuita Freeview, Freesat ha arricchito in misura consistente la propria channel line-up, che contava a inizio giugno oltre 130 canali TV e 40 canali radiofonici. Secondo gli ultimi dati disponibili, a circa 3 anni dal lancio Freesat ha venduto circa 1,7 milioni di ricevitori ed ha ora un parco di circa 80 modelli disponibili.
 
La fortissima ascesa della piattaforma satellitare gratuita a integrazione della ricezione TDT è testimoniata anche dagli ultimi dati dell’Autorità di regolamentazione Ofcom.  A fine marzo 2011 si contano infatti in UK circa 2 milioni di famiglie dotate di parabola satellitare per la ricezione dei soli canali gratuiti; in larghissima parte, si tratta di utenze che aderiscono all’offerta Freesat. Nell’intero anno marzo 2010-marzo 2011, la ricezione satellitare gratuita è quella che ha registrato, di gran lunga, i migliori risultati in termini di diffusione.
 
In questo periodo, infatti, il nucleo delle famiglie con accesso a queste offerte è cresciuto di ben 750 mila unità. Ciò significa che quasi il 90% delle “nuove” famiglie passate alla TV digitale in quest’arco di tempo ha optato per un’offerta satellitare gratuita (dati riferiti al primo televisore domestico), con il restante 10% circa conteso fra le altre piattaforme (TDT, satellite a pagamento, cavo e IPTV).
 
Le offerte satellitari gratuite integrative alla TDT hanno ottenuto un notevole successo anche in Francia, con una crescita significativa delle vendite di ricevitori. La prima offerta ad essere lanciata sul mercato, nel giugno 2007, è stata TNTSat, gestita da Canal Plus e dal carrier Astra. Ad oggi, l’offerta di TNTSat include tutti i canali della TDT gratuita, inclusi i 4 in HD, cui si aggiungono i 24 feed regionali di France 3, 11 canali TV e 40 radiofonici in lingua francese e 460 canali esteri tra radio e TV.
Al dicembre 2010, Fransat ha comunicato di aver raggiunto la soglia degli 800 mila ricevitori venduti. A questi, vanno aggiunte installazioni “professionali” di soluzioni condominiali e per l'abitato collettivo in grado di servire ulteriori 200 mila alloggi.
 
Si tratta di un significativo passo in avanti verso quella rivoluzione che è ancora percepita parziale e settoriale.