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Morire per rinascere, la vita dei giornali

Ogni ciclo di vita che si rispetti prevede un decesso e poi si ricomincia da una rinascita e via discorrendo. Questo ciclo esistenziale appartiene a tutte le cose organiche, ma anche ai media, alle istituzioni. Si muore quando non si dispone di energie necessarie per sopravvivere. Si muore perché ci si deve fermare e si deve lasciare spazio alla vita, una vita diversa, più sana.

Morire per rinascere, la vita dei giornali

di ANNALISA COLAVITO (23 09 2011)
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La nostra società

 

La nostra società è al capolinea con le sue energie generaliste/ generiche e ci costringe a diventare eccellenti, a specializzarci in una certa materia. Avete mai provato a chiedervi se per i numeri uno c’è crisi come per tutti gli altri? I giornali numeri uno del momento sono quelli on line, quelli virtuali, iper – tecnologici. Così il vecchio metodo di fare giornalismo mette in crisi tutto il sistema. L’ex giornalista può essere sostituito da chiunque sappia scrivere, sappia esercitare la professione. E’ un settore troppo inflazionato da questa figura professionale rimpiazzata e completata immediatamente dal lettore.

 

Il lettore

 

L’attuale lettore è l’indiscusso protagonista del cambiamento mediatico della nostra era. Il lettore può commentare le notizie, ampliarne il contenuto, la visibilità e diffonderle ulteriormente. E’ il web che ci permette di lavorare in questa direzione, è il nuovo metodo di lavoro che vede emergere tante verità, diversi punti di vista e una valutazione più soggettiva della notizia.  E’ proprio attraverso i gusti del lettore che i giornali acquisiscono una nuova centralità e una diversa identità. La rinascita del sistema giornalista ricomincia proprio da qui.